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Industria tecnologica driver di crescita: in Italia vale 48 miliardi. Sprint da Industria 4.0

Anie registra un forte aumento dei comparti dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica che segnano un incremento di fatturato rispettivamente del 2,7% e del 7,8%. Cresce l’export grazie ai mercati extra Ue (+5,4%). Il presidente Busetto: “Chiediamo al nuovo governo di dare continuità al Piano smart manufacturing”

Pubblicato il 26 Giu 2018

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L’industria tecnologica acceleratore di crescita per l’Italia, Il settore, che comprende i 4 mercati strategici (industria, building, energia e infrastrutture), continua a registrare performance in crescita: nel 2017 le imprese aderenti ad Anie hanno registrato un fatturato aggregato di 78 miliardi di euro (58 miliardi per l’Elettrotecnica e l’Elettronica e 20 miliardi di euro per i General contractor).

Archiviata la fase di maggiore incertezza che ha caratterizzato gli anni passati, nel 2017 lo scenario nazionale ed internazionale in cui operano le imprese le rilevazioni di Anie vedono un progressivo consolidamento. Elettrotecnica ed elettronica, infatti, nel 2017 segnano un incremento di fatturato rispettivamente del 2,7% e del 7.8% rispetto all’anno precedente, beneficiando di uno scenario ad alto potenziale sia sul fronte interno, sia su quello estero, grazie al riavvio degli investimenti supportati anche dal Piano Impresa 4.0.

In area Elettrotecnica, Cavi e Distribuzione Energia risultano essere i comparti più dinamici, mentre per il settore Elettronica, Automazione industriale e Sicurezza e Automazione edifici mostrano i risultati più performanti.

Guardando ai mercati esteri, la crescita annua dell’export  nel 2017 si attesta a +5,2% (circa 30 milioni di euro) – +4,7% per l’Elettrotecnica e +7.4% per l’Elettronica –, grazie alla crescita della domanda dell’Ue (+4.7%) ed extra Ue (5.4%). I dati del 2017 sono ancora più confortanti di quelli di Istat: se per l’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, il fatturato totale dell’industria Elettrotecnica ed Elettronica lo scorso anno è cresciuto del 2,8%, le aziende Anie hanno registrato una crescita del +3,8%.

Anche per il 2017, l’andamento dei mercati finali cui si rivolgono le tecnologie Anie hanno mostrato un andamento differenziato. Quelle rivolte al mercato dell’Industria confermano nel 2017 un ruolo trainante e un andamento decisamente dinamico con una crescita del 9.1% beneficiando, ancora una volta, della crescente domanda di soluzioni innovative e di Industria 4.0.

Anche il mercato del Building, dopo un decennio di forte debolezza, segna una crescita del 3.9%, in linea con i positivi segnali di riavvio degli investimenti che arrivano dal mercato edile. Dopo la brusca frenata dell’anno precedente, in ripresa anche il mercato dell’Energia, sia nella componente delle fonti tradizionali, sia di quelle rinnovabili, con una crescita del fatturato totale del 2.9%.

Segna un andamento non positivo il mercato delle Infrastrutture e Trasporti (-5.8% rispetto al 2016) che non intercetta l’andamento registrato nello scorso anno dagli ordinativi del settore ferroviario per un disallineamento temporale nella contabilizzazione delle commesse che, invece, continuano a crescere. Decisamente positivo il fatturato legato alle esportazioni relative a questo comparto, che si attesta a un +9.4%.

 Un’analisi più ampia evidenzia come queste tecnologie siano pervasive e presenti in settori trasversali: servizi (20%), consumi delle famiglie (24%), costruzioni (9%), con una quota di particolare rilievo rappresentata, naturalmente, dall’industria manifatturiera (47%) dove trasferiscono valore aggiunto e innovazione.

Chiediamo al nuovo Governo di dare continuità al Piano Impresa 4.0 per proseguire il cammino virtuoso di innovazione che l’industria manifatturiera italiana sta portando avanti – dice Giuliano Busetto, presidente di Anie – Questa stessa filosofia del fare industria ci piacerebbe che fosse proiettata sul mondo delle Costruzioni e auspichiamo quindi che si possa a breve dare attuazione a un piano Edificio Sostenibile 4.0 (un primo passo verso la città elettrica del futuro). In questa direzione, non possiamo poi non ribadire la richiesta di una piena attuazione della Strategia Energetica nazionale: più rinnovabili, più efficienza energetica e più elettrificazione della domanda. Da ultimo la richiesta più forte: concreti investimenti in Infrastrutture. Molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare con il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco”.

“Una seria politica di investimenti in infrastrutture, in una collaborazione tra pubblico e privato, è ciò che serve al Paese per avviare una nuova stagione di crescita inclusiva. Le infrastrutture, infatti, servono a collegare periferie a centri, città tra loro e l’Italia al mondo – sottolinea Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria – E sono indispensabili per rafforzare la posizione geo-economica di un’Italia centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta ad est e ovest. Senza contare che un Paese come l’Italia con una forte vocazione all’export ha tutto l’interesse a sostenere la vitalità delle proprie imprese mettendole in condizione di competere alla pari con le concorrenti di tutto il mondo”. 

Per tracciare l’andamento del primo semestre del 2018, il Servizio Studi di Anie ha condotto un’indagine quali-quantitativa su un campione di 130 aziende rappresentative associate, espressione di un fatturato aggregato pari a 15 miliardi di euro.

Secondo i dati dell’Osservatorio Anie, nel primo semestre 2018 le imprese che hanno preso parte all’indagine, sottolineano una visione positiva dell’evoluzione del mercato: in particolare, il 58% (dato tendenziale) delle imprese, evidenziano una crescita del fatturato nel confronto con il primo semestre del 2017, mentre una crescita degli ordinativi è segnalata da ben il 63% delle imprese del campione con un andamento similare tra grandi, medie e piccole imprese. Sul fronte estero, il 46% segnala una crescita del fatturato nel confronto con il corrispondente semestre del 2017.

Anche i dati Istat relativi agli ordinativi  nel primo quadrimestre del 2018 evidenziano nel confronto annuo un incremento a due cifre (+13,9%), sia per gli ordini interni, sia per quelli esteri, mentre il fatturato si attesta al +5,4%.

Guardando all’occupazione, nel primo semestre 2018, l’86% delle imprese coinvolte nell’indagine, segnala di non aver ridotto i livelli occupazionali totali. In questo contesto rimane però ancora elevata la domanda di tecnici ed ingegneri, il cui numero oggi non è sufficiente a coprire le necessità interne. 

Le imprese possono dunque guardare a un 2018 positivo. Rispetto alle stime relative all’anno in corso nel suo complesso, il 57% delle imprese coinvolte nell’indagine stima una crescita del fatturato totale nel confronto con il 2017. Positive anche le attese relative al canale estero, lasciando presagire valutazioni di un miglioramento dello scenario nella seconda parte dell’anno, dove si attende una crescita del fatturato estero per il 55% delle imprese. Analoghe tendenze si rilevano anche per il fatturato interno in crescita per il 55% delle imprese. Sentiment positivo anche per l’occupazione con una crescita sull’anno prevista dal 40% delle aziende.

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