Non solo Tlc, trasporti ed energia: la golden power si estende anche ai robot. Le norme sono state inserite nel dl fisco approvato oggi al Cdm. E’ stata modificata e integrata la disciplina dei poteri speciali “al fine da un lato, di colmare talune lacune evidenziate in sede di applicazione della normativa, dall’altro di potenziare gli strumenti di garanzia anche nell’alveo della tutela della sicurezza e dell’ordine pubblic, si legge nella nota di Palazzo Chigi.
Con esclusivo riferimento alle ipotesi di operazioni poste in essere da soggetti esterni all’Ue, il governo ha esteso “l’ambito di applicazione dei poteri speciali nel quadro della garanzia della sicurezza ed ordine pubblico – spiega la nota – In particolare, con appositi regolamenti, saranno individuati ai fini della verifica in ordine alla sussistenza di un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, i settori ad alta intensità tecnologica oggetto della nuova disciplina, quali, ad esempio, le infrastrutture critiche o sensibili, tra cui immagazzinamento e gestione dati e le tecnologie critiche, compresa l’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, le tecnologie con potenziali applicazioni a doppio uso, la sicurezza in rete, la tecnologia spaziale o nucleare, ecc”.
E’ stata inserita una specifica ipotesi sanzionatoria per il caso di mancata notifica nei casi in cui la stessa è obbligatoria, ipotesi che era finora contemplata contemplata solo nell’ambito dei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.
Le novità sono traslate dai contenuti della bozza di Regolamento proposta dalla Commissione Europea il 13 settembre scorso ed a lungo sollecitata dal governo Italiano insieme a quelli francese e tedesco sul controllo degli investimenti esteri diretti nell’Ue.
Per il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, i provvedimenti – oltre alle novità sulla golden power ci sono nuove norme anti-scorrerie – “rispondono all’esigenza fondamentale e urgente, anche visto l’approssimarsi di una stagione elettorale, di varare regole e strumenti che mettano in sicurezza gli asset strategici del Paese, sia quelli in amministrazione straordinaria, alcuni dei quali sono interessati da processi di cessione da realizzarsi a condizioni eque per aziende, lavoratori e creditori, sia quelli che rappresentano eccellenze industriali e che potrebbero diventare obiettivo di acquisizioni predatorie tese a depauperare il nostro patrimonio produttivo e di know how”. “L’Italia è un paese aperto agli investimenti internazionali – dice Calenda – ma pretende il rispetto delle regole da parte degli investitori e tutela l’interesse nazionale come fanno tutti le grandi economie mondiali”.
Che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale fosse un processo da governare il ministro Calemda lo ha spiegato più volte. In occasione del G7 di Torino Calenda aveva sottolineato che “ci sono i temi etici e le implicazioni sul lavoro sollevati dallo sviluppo delle nuove tecnologie e dall’impatto atteso sull’economia globale”. Per questo, diceva “dobbiamo ragionare su sfide e opportunità legati a intelligenza artificiale, standard e cyber sicurezza”.
E proprio a Torino, in allegato al dichirazione finale, compariva per la prima volta un allegato sulla Intelligenza Artificiale che, secondo i ministri, potrebbe offrire immensi benefici alle nostre economie e società: “Condividiamola visione di un’intelligenza artificiale centrata sull’uomo che sostenga la crescita nell’economia digitale”, si legge nel testo.
Le parole chiave della dichiarazione finale sono: inclusività, apertura e sicurezza. Per quanto riguarda l’inclusività, i sette grandi evidenziano la necessità di politiche che consentano alle pmi di approfittare dei vantaggi delle nuove tecnologie e ridurre il gap di investimenti. Da una parte, il G7 di impegna a che le start up innovative possano avanzare e avere successo dall’altra a prendere misure in modo che la cosiddetta”old economy” possa raggiungere l’opportunità della trasformazione digitale.
Quanto all’apertura, viene sottolineata l’esigenza di promuovere il libero flusso di informazioni attraverso i confini e l’importanza di standard tecnici internazionali volontari di iniziativa dell’industria, sviluppati in modo aperto e trasparente e con un approccio volto al mercato.