SCENARI

Smart factory, il mercato italiano triplicherà a 1,5 miliardi di euro

La stima al 2025 nel report di Reply che esplora la diffusione dell’Industrial Iot. Nel segmento Smart transport & logistics attesa un’impennata del 130%

Pubblicato il 01 Set 2021

fatta

Il mercato italiano Smart Factory triplicherà nel 2025 passando da un giro d’affari di 580 milioni messo a segno nel 2020 a oltre 1,5 miliardi entro i prossimi quattro anni. È quanto stima reply nello studio “Industrial IoT: A Reality Check” che esplora le due aree chiave che stanno spingendo la crescita dell’IoT all’interno del mercato industriale: smart factory e smart transport & logistics.

Nel ranking europeo dei cluster l’Italia si piazza al terzo posto dopo Germania e Francia, a seguire Belgio e Paesi Bassi. Riguardo al segmento Smart Transport & Logistics nel nostro Paese si è assistito a una contrazione del 5% fra il 2019 e il 2020 ma l’outlook è decisamente al rialzo: dai 131 milioni di fine 2020 si passerà a 301 milioni nel 2025, pari a una crescita del 130%. In questo segmento il nostro Paese si piazza al quarto posto dopo Germania, Francia, Paesi Bassi. A seguire, al quinto, il Belgio.

“Senza l’Industrial IoT, l’Industria 4.0 non può esistere. I dati sono fondamentali per una evoluzione “smart” del mondo industriale e l’Industrial IoT è ciò che permette a una infrastruttura di raccoglierli, trasmetterli al cloud e gestire le successive analisi, all’interno di un circolo virtuoso di vantaggi per il business” commenta Filippo Rizzante, Cto di Reply.

L’Internet of Things, assieme all’evoluzione del 5G e dell’edge computing, guida l’innovazione industriale. Anche se il numero di dispositivi IoT connessi in ambito consumer è oggi superiore a quello industriale, la spesa per l’Industrial IoT sta crescendo rapidamente sia per le soluzioni trasversali, sia per i dispositivi realizzati per settori specifici, spiega l’azienda in una nota. Connettendo macchinari e strumenti, l’Industrial IoT (IIoT) consente alle aziende manifatturiere di migliorare la visibilità della produzione in tempo reale. L’enorme quantità di dati in uscita dai dispositivi Industrial IoT rappresenta sempre più il carburante per ottimizzare la produzione, migliorare la qualità della delivery, introdurre la manutenzione predittiva, automatizzare la supply chain, e molto altro.

La ricerca, realizzata grazie ai dati raccolti con la piattaforma proprietaria Trend Sonar e il supporto di Teknowlogy Group, esamina anche i principali mercati per smart factory e smart transport & logistics, raggruppati in due cluster: “Europe-5” (Germania, Italia, Francia, Belgio e Paesi Bassi) e “Big-5” (USA, Cina, India, Brasile e Gran Bretagna).

Nonostante il difficile clima economico del 2020, entrambi i cluster hanno registrato una crescita – seppur contenuta – degli investimenti sia nelle fabbriche intelligenti che nell’area smart transport & logistics, mentre si prevede un’ulteriore crescita significativa entro il 2025. Complessivamente, il mercato smart factory del cluster Big- 5, guidato dagli USA, supererà gli 86 miliardi di euro nel 2025, con forti investimenti in piattaforme, soluzioni predittive e di monitoraggio remoto; mentre il mercato degli smart transport & logistics supererà i 15 miliardi. Nel cluster Europe-5, il mercato della smart factory crescerà di quasi tre volte in tutte le nazioni raggiungendo un totale di oltre 23 miliardi nei cinque Paesi. Nell’area smart transport & logistics si prevede un giro d’affari nel 2025 di 3,6 miliardi complessivi.

L’adozione di sensori a basso costo e delle reti 5G, spinte da ingenti investimenti da parte delle Telco, migliorerà ulteriormente la diffusione dell’Industrial IoT. Ad esempio -spiega l’azienda in una nota – il miglioramento delle comunicazioni tra veicoli/robot autonomi, intelligenza artificiale, e macchinari, unita alla maggiore potenza di calcolo e a una latenza molto bassa non solo migliorerà l’efficienza degli impianti, ma anche la loro sicurezza. La possibilità, inoltre, di creare reti private ad alta densità permetterà non solo una maggiore implementazione dell’Industrial IoT, ma anche la connessione di un numero significativo di sensori, macchinari, veicoli e robot e la possibilità di utilizzare maggiormente la realtà aumentata e virtuale a supporto dei “connected worker”.

La crescita costante dei dispositivi connessi e la loro eterogeneità richiedono però una robusta gestione della sicurezza e delle policy di installazione e manutenzione sia dei dispositivi che delle reti. “Sulla base dell’esperienza maturata, Reply ritiene che le aziende abbiano bisogno di ambienti micro-segmentati (on-premise e/o basati su cloud), stabili e pronti a reagire a tecnologie/tecniche pericolose tradizionali e nuove, riducendo la probabilità di successo di nuovi tipi di attacchi. L’analisi dell’architettura IoT, dei componenti industriali e delle intere infrastrutture aiuterà infatti le aziende a eliminare in anticipo lacune, vulnerabilità e minacce. Ma non è solo una questione tecnologica: fondamentali saranno i programmi di formazione per i dipendenti, lo studio e il test continuo di qualsiasi dispositivo utilizzato”.

Se negli scorsi anni le tecnologie Industrial Internet of Things sono state utilizzate soprattutto per migliorare l’efficienza delle fabbriche e dei centri logistici, durante la pandemia nuovi investimenti sono andati nel migliorare la sicurezza dei lavoratori. Il trend di lungo periodo, tuttavia, coinvolgerà direttamente i consumatori finali: il successo dei cosiddetti “prodotti connessi” sta accelerando gli investimenti verso soluzioni in cui la raccolta e l’elaborazione dei dati di utilizzo non riguarda solamente i macchinari di produzione, ma anche l’uso dei prodotti finiti. Il ridisegno dei processi di design, produzione e distribuzione di prodotti dotati di connettività IoT sta permettendo la costruzione di servizi a valore aggiunto e la possibilità di aggiornare e manutenere a distanza elettrodomestici, automobili, robot, device elettronici e di intrattenimento.

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