IL DEBUTTO

Turismo, il piano strategico entra nel vivo: più digitale per la svolta

Presentato ufficialmente il programma 2017-2022: tecnologie ad hoc per aumentare la qualità dell’offerta e integrazione delle politiche con il progetto Industria 4.0 per rilanciare il Belpaese. Il ministro Franceschini: “Efficienza e sostenibilità le parole d’ordine”

Pubblicato il 20 Giu 2017

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Il turismo made in Italy mette al centro il digitale. Oggi è stato ufficialmente presentato alla Farnesina il Piano Strategico 2017-2020 adottato lo scorso febbraio dal Consiglio dei ministri alla fine di un percorso “interministeriale” che si fonda sull’integrazione delle politiche turistiche con quelle di industria 4.0 e sull’adozione di tecnologie avanzate per migliorare l’offerta di servizi.

“I suo assi portanti – ha spiegato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini – individuano azioni e priorità: la linea è puntare a un turismo sostenibile, non soltanto nella declinazione ambientale”. A fare gli onori di casa è stato il ministro degli Esteri Angelino Alfano: “Con il ministro Franceschini abbiamo lavorato insieme e sono stati anni molto positivi perché lì incidenza del turismo sull’uscita dalla crisi è stata fondamentale, rappresentando il 12% del Pil e il 13% dell’occupazione – ha detto – Vogliamo rafforzare questa incidenza puntando sulla diplomazia economica, sulla digitalizzazione, sulla valorizzazione dei 51 siti Unesco”. E non dobbiamo dimenticare, ha spiegato il numero uno della Farnesina, che “viviamo in un tempo della storia che è sfidato da una minaccia senza precedenti dal punto di vista della sicurezza: questo ha determinato un impatto anche sul TURISMO, perché la variabile sicurezza è diventata fondamentale nella scelta della destinazione turistica. La Farnesina si è adeguata, e il nostro Paese può essere fiero e orgoglioso di aver saputo coniugare solidarietà e sicurezza, mettendosi dalla parte giusta della storia e aiutando l’Europa a stare dalla parte giusta: abbiamo salvato mezzo milione di persone e nel contempo siamo un paese sicuro, in un contesto mondiale in cui la minaccia zero non esiste”.

Il prossimo 30 giugno il comitato permanente sul turismo darà le prime indicazioni operative. Per Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo e il coordinatore della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome “il piano strategico del turismo crea una rottura decisa con il passato, creando una sinergia che risponde alle nuove esigenze dei turisti cui non interessa più una singola destinazione”.

“Si inaugura una stagione in cui tutti i protagonisti insieme decidono di rivitalizzare il settore dando una strategia al sistema turistico italiano- ha puntualizzato Lolli – Lo ha fatto lo Stato, coinvolgendo tutti i ministeri interessati giacché il turismo non può essere confinato nell’ambito di un solo settore, ma evidentemente coinvolge ed impegna trasversalmente diversi dicasteri. E lo hanno fatto le Regioni, che hanno in questa materia competenze fondamentali affidate loro dalla Costituzione e che intendono esercitare in squadra con lo Stato e con la rete dei Comuni, in un’ottica più stringente e più condivisa

D’altra parte secondo Fabio Maria Lazzerini, consigliere dell’Enit, “si dice spesso che si fa fatica a vendere l’Italia perché ha un’offerta troppo frammentata, ma questo non è un difetto ma una grandissima forza. Si vive l’esperienza di immergersi nell’italianità, perché visti da fuori siamo un grande popolo, e questo vale a maggior ragione per i piccoli borghi”.Questo peraltro è un settore economico molto importante, l’unico che non può essere de localizzato”. Lazzerini ha ricordato che siamo il primo paese al mondo fotografato su instagram, con 54,4 milioni di immagini, il primo paese in Europa su Facebook per engagement, abbiamo avuto 52,6 milioni di presenze nel 2016. La vera questione, conclude Franceschini, sono le instrastrutture: “Credo che in termini strategici noi dovremmo avere un’alta velocità che arrivi a Palermo, una che faccia Taranto-Bologna, e che passi per tutti gli aeroporti: solo così possiamo essere collegati e integrati. In un’epoca di paura e minacce dobbiamo costruire ponti, non muri”.

Il Piano promuove una visione declinata in quattro macrobiettivi:

A. Innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale: realizzazione, in collaborazione con le Regioni, del primo Catalogo dei prodotti e delle destinazioni italiane. Progetti innovativi di formazione delle guide del patrimonio storico e culturale con gli attrattori enogastronomici. Creazione di forme di percorrenza alternative (vie e cammini). Potenziamento dell’attrattività del sistema dei Siti Unesco e delle città della cultura. Incentivi alla fruizione responsabile di contesti paesaggistici diffusi anche attraverso il recupero a fini di ricettività di qualità del patrimonio demaniale dismesso quali fari, case cantoniere e stazioni. Trasformazione dei grandi “landmark” italiani del turismo balneare e delle grandi città d’arte in “porte di accesso” ad altri territori emergenti, dalla grande capacità attrattiva ancora non espressa.

B. Accrescere la competitività del sistema turistico: intermodalità tramite collegamento dei nodi dell’AV (le Frecce) con le destinazioni di città d’arte tramite trasporto su gomma; valorizzazione delle ferrovie storiche in percorsi turistici; rifinanziamento del tax credit ristrutturazione per i prossimi tre anni; semplificazione e armonizzazione del sistema normativo; promozione dell’innovazione e della digitalizzazione.

C. Sviluppare un marketing efficace e innovativo in collaborazione con Enit con il progetto “Porte d’Italia” che valorizza gli hub di ingresso al paese tramite strumenti di comunicazione, tra cui il WIFI unico nazionale. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione dei Siti Unesco, grazie anche ad alcuni gemellaggi con i siti cinesi.

D. Realizzare una governance efficiente e partecipata per elaborare il Piano e le politiche turistiche: realizzazione di cruscotti previsionali con utilizzo di Big Data di andamento del settore, in accordo con Istat, Regioni e Enit. Le azioni previste dal Piano si basano su tre principi trasversali, declinati in ogni ambito: sostenibilità, innovazione e accessibilità.

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