L'ANALISI

Assicurazioni a caccia di 7mila profili tech e digital

Secondo il Report Competenze di Italian Insurtech Association cresce l’urgenza di adeguare le skill ai trend di mercato, con la formazione di oltre 50 mila persone. Sugli scudi data analyst ed esperti di cybersecurity

Pubblicato il 10 Feb 2022

insurtech

È partita la ricerca di profili professionali tech e digital da inserire nel mercato assicurativo. Secondo le previsioni di IIA entro il 2024 saranno inseriti all’interno filiera 7 mila nuovi profili con competenze tecnologiche avanzate: ingegnere robotico, esperti di analisi dei dati e in cybersecurity, cloud architect, ecc., ma si punterà anche sulla formazione di top manager, intermediari e dipendenti in ambito tecnologico e digitale per superare il forte gap ancora esistente.

È quanto emerge dal Report competenze 2022 realizzato da IIA – Italian Insurtech Association, dedicato ad analizzare il livello di competenze dei professionisti all’interno della filiera assicurativa in rapporto all’evoluzione del mercato e che ha coinvolto oltre 150 soggetti del settore assicurativo relativi a 85 aziende. L’indagine evidenzia come il 50% dei profili ricercati oggi non è mai stato impiegato in azienda, ma assumerà nei prossimi 3 anni un ruolo strategico nella transizione digitale del settore, fondamentale per rafforzare la competitività dell’intero mercato assicurativo italiano. Al tempo stesso per allineare il mercato assicurativo ai nuovi trend e al ruolo sempre più strategico dell’insurtech, il settore dovrà fortemente investire in formazione: nei prossimi 3 anni, secondo i dati di IIA, saranno formati circa 50 mila profili professionali.

Critico il gap di competenze tecnologiche

Il rapporto evidenzia un forte gap di competenze tecnologiche soprattutto tra gli intermediari, che rivestono un ruolo centrale all’interno della catena del settore, e i dipendenti di compagnie assicurative. Tra gli intermediari il 85% ritiene che la propria organizzazione non abbia competenze tech e digital adeguate al mercato (percentuale che scende al 65% presso i dipendenti) e la metà (precisamente il 54% degli intermediari e il 45% dei dipendenti) è molto preoccupato di questo divario rispetto ai cambiamenti in atto nel settore. Per questo motivo circa 7 intermediari e dipendenti su dieci auspicano di ricevere una formazione digitale nei prossimi 12 mesi per rimanere al passo con l’evoluzione del mercato. Il 57% del campione intervistato degli intermediari è convinto che il settore cambierà molto nei prossimi 2-3 anni sotto la spinta dell’insurtech e teme (per il 52%) di non essere preparato per stare al passo con i nuovi trend.

Per il top management competenze tech e digital sono una priorità

Uno scenario differente viene fornito dalle risposte ottenute dal top management dell’azienda, secondo i quali le competenze tech e digital della propria organizzazione sono in linea con l’evoluzione del mercato (45% degli intervistati), ma concordano (per 73% del campione) sul fatto che la creazione di competenze tech e digital all’interno dell’organizzazione sia una priorità molto elevata. 

I dati emersi dimostrano una forte consapevolezza da parte del settore assicurativo sull’importanza di aumentare le competenze tecnologiche e digitali delle persone anche perché le polizze digitali in Italia aumenteranno nei prossimi dieci anni in maniera esponenziale, soprattutto in settori oggi poco sensibili all’utilizzo di prodotti assicurativi, determinando una forte crescita della domanda. Ad esempio, le polizze vita il cui valore nel 2019 era praticamente inconsistente, nel 2030 avranno una penetrazione del 30% sulla popolazione italiana, con premi per un valore di oltre 16milioni di Euro. Un forte incremento è previsto anche per il settore travel, con un aumento dal 4 al 12%, e quello della mobility, oggi praticamente inesistete (0,001%) che dovrebbe raggiungere il 12%, per premi del valore di 200 mila euro.

Figure cruciali per la digital transformation del comparto

“Il gap di competenze tech e digitali resta una delle sfide principali per il settore dell’Insurtech italiano – commenta Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA -. Ad oggi le principali compagnie assicurative sono alla ricerca di oltre 7 mila profili altamente tecnici, difficili da reperire. Parliamo di figure che sino a poco tempo fa non lavoravano all’interno dell’industria assicurativa, ma che sono fondamentali per far evolvere il settore verso una completa digitalizzazione e renderlo sempre più competitivo. Non solo, la capacità di investire in innovazione consentirà di attrarre giovani talenti, cosa che oggi non avviene, e il settore assicurativo non è in grado di fare, dal momento che quello assicurativo non è inoltre tra le prime 10 scelte da parte di un giovane neo-laureato in materie Stem. Come annunciato nel Manifesto 2022-23, IIA è impegnata nel supportare il settore a formare oltre 50 mila risorse su tematiche tech e digital attraverso la creazione di academy, master, programmi di formazione per diffondere questo genere di competenze”.

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