LA VERTENZA

Bnl cede ramo d’azienda a Capgemini: 850 esternalizzazioni di cui 250 informatici

Siglata la commessa decennale che interesserà le aree IT e back office, destinate a passare alla newco a governance italiana ma senza partecipazioni della banca. Sindacati contrari, con Fisac Cgil sul piede di guerra: “Se l’azienda non recederà la rottura sarà inevitabile”

Pubblicato il 10 Dic 2021

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Bnl farà uscire dal proprio perimetro 250 dipendenti con competenze informatiche, impiegati nel cosiddetto It del core banking, e altri 550 dipendenti del back-office. La decisione è stata formalizzata attraverso il progetto “Pantheon”, il quale prevede una “governance italiana della newco, l’iscrizione all’Abi, la sede a Roma e garanzie ad ampio spettro da parte di un colosso come CapGemini, compresa la possibilità di rientro in banca, a seguito di tensioni occupazionali che emergessero nei dieci anni di durata della commessa”.

Nelle slide di presentazione di Pantheon, CapGemini insiste sul patrimonio valoriale aziendale e sulla capacità di valorizzazione delle risorse umane nella “famiglia CapGemini” che in Italia ha circa 8mila dipendenti e collabora con i maggiori gruppi bancari, da Intesa a UniCredit, sino a Banco Bpm.

Il progetto è stato presentato alle sigle del settore, al tavolo legale aperto in Bnl, dai rappresentanti di CapGemini Italia, in nome e per conto della srl Capgemini Financial Tech Service.

La contrarietà dei sindacati: possibili scioperi

Dai sindacati, in particolare, il piano ha ricevuto un’accoglienza sfavorevole.

Queste le parole di Fisac Cgil: “La direzione aziendale della Bnl ha presentato un “piano industriale” che ruota intorno alla esternalizzazione di oltre 850 lavoratori (più o meno il 9% dell’intera forza lavoro) da effettuarsi attraverso “cessione di ramo d’azienda”. I comparti impattati sono il back-office ed il cuore del settore informatico. Nelle intenzioni della banca il primo gruppo di lavoratori verrà (sembra) ceduto ad Accenture Fast (gruppo Accenture), il secondo andrà (è ufficiale) a finire in una azienda appositamente costituita da Capgemini. La Bnl non avrà alcuna partecipazione in nessuna delle due società che “accoglieranno” gli “esternalizzati”. Inoltre è prevista la chiusura di circa 130 agenzie, la loro sostituzione in alcuni casi con “uffici finanziari” e l’allargamento del parco dei “promotori finanziari” che da “liberi professionisti” operano nelle strutture dell’azienda, andando così a colpire e a erodere le basi stesse del contratto nazionale di categoria”.

“Si tratta – chiarisce il sindacato – di un attacco importante, condotto in nome dei “risparmi aziendali” e di una presunta “efficentizzazione” operativa. Un attacco che, se andrà in porto, genererà precarietà e insicurezza non solo per chi verrà esternalizzato, ma anche per chi resterà dentro l’azienda. È evidente infatti che si tratta solo di un “primo passo” a cui ne seguiranno altri”. “Se l’azienda non recederà dall’intenzione di esternalizzare al di fuori del perimetro del gruppo – conclude -, la rottura sarà inevitabile, come inevitabile sarà innalzare il livello della mobilitazione chiamando ad un ciclo di scioperi”.

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