WELFARE

Lavoratori “smart”, la Ue stringe sui diritti: primo ok alla direttiva

Intesa Parlamento-Consiglio sulla proposta della Commissione: tutti i collaboratori saranno informati dei loro diritti e obblighi fin dall’inizio del rapporto lavorativo. La commissaria all’Occupazione, Marianne Thyssen: “Ripercussioni tangibili su circa 200 milioni di persone”

Pubblicato il 07 Feb 2019

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Condizioni di lavoro più trasparenti e prevedibili, in particolare per i lavoratori atipici e delle piattaforme. Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta della Commissione europea per una nuova direttiva: tutti i lavoratori, indipendentemente dalla durata del contratto e dal numero di ore di lavoro, saranno informati dei loro diritti e obblighi fin dall’inizio del rapporto lavorativo. E avranno il diritto di concordare con il datore di lavoro i periodi in cui sono disponibili e il preavviso che devono ricevere. I lavoratori a chiamata non potranno più essere licenziati se rifiutano un lavoro con un preavviso molto breve mentre i datori di lavoro non potranno più impedire ai lavoratori con un contratto a zero ore di accettare un ulteriore incarico da un altro datore di lavoro.

L’accordo provvisorio dovrà ora essere adottato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La proposta di direttiva della Commissione costituisce un aggiornamento della cosiddetta “direttiva sulle dichiarazioni scritte” che risale al 1991. Da allora il mondo del lavoro si è notevolmente evoluto.

“Tuteleremo un maggior numero di lavoratori in tutta Europa, in particolare coloro che, sempre più numerosi, sono attivi nelle nuove forme di lavoro come i lavori flessibili e i contratti a chiamata, nonché i lavoratori domestici – spiega Marianne Thyssen, commissaria per l’Occupazione – L’accordo, che dovrebbe ora essere confermato rapidamente, avrà ripercussioni molto concrete, tangibili e positive su circa 200 milioni di lavoratori in tutta l’Ue. È questo il significato dell’Europa sociale”.

I cambiamenti demografici hanno determinato una maggiore diversificazione della popolazione attiva, la digitalizzazione ha agevolato la creazione di nuove forme di lavoro subordinato e sono apparsi nuovi e più flessibili rapporti di lavoro Negli ultimi anni un contratto di lavoro su quattro corrisponde a una forma atipica di occupazione, in cui rientrano tutti i posti di lavoro non a tempo pieno e non a tempo indeterminato, che spaziano dai “classici” lavori a tempo parziale ai lavori a chiamata senza ore lavorative garantite.

Nel dicembre 2017 la Commissione, nel tentativo di rafforzare la dimensione sociale dell’Europa e nel quadro dell’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, ha proposto l’iniziativa sulle condizioni di lavoro “trasparenti e prevedibili”. Obiettivo: ampliare e aggiornare gli obblighi vigenti di informare ogni lavoratore in merito alle condizioni di lavoro e introdurre nuove norme minime per garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti atipici, beneficino di maggiore prevedibilita’ e chiarezza per quanto riguarda le loro condizioni di lavoro.

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