SCENARI

Hybrid work, Italia al palo: a rischio 5 miliardi di fatturato extra

In un contesto di lavoro smart la produttività delle persone aumenta in media del 3%. Ma meno della metà delle imprese (45%) garantisce ai propri dipendenti la possibilità di operare in modalità ibrida. Così si ostacola la crescita futura. La fotografia scattata da una ricerca Ricoh-Opinium

Pubblicato il 29 Mag 2023

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Le aziende italiane sottovalutano l’aumento di produttività associato al lavoro ibrido, a discapito della propria crescita e della employee retention. Ma lavoro ibrido si traduce per il nostro Paese in importanti opportunità di crescita che non si stanno però concretizzando. La fotografia è scattata da una nuova ricerca che Ricoh Europe ha commissionato ad Opinium.

Lo studio

Lo studio è stato condotto su un campione di 1.000 lavoratori e 250 decision maker in tutta Italia e i risultati sono stati successivamente analizzati da Cebr (Centre for Economics and Business Research).

Secondo i business leader italiani, in un contesto ibrido la produttività delle persone aumenta in media del 3% e questo equivale a 5 miliardi di euro aggiuntivi per l’economia italiana, rispetto a quanto avveniva con le modalità di lavoro pre-pandemia.

Questa crescita – che risulta dall’incremento dei livelli di produttività, associati a una maggiore soddisfazione dei dipendenti, e alla riduzione dei tempi di viaggio tra casa e ufficio – non si sta tuttavia realizzando, in quanto meno della metà delle imprese (45%) garantisce ai propri dipendenti la possibilità di lavorare in modalità ibrida. Ignorando il potenziale aumento di produttività associato all’hybrid working, le aziende rischiano di ostacolare la propria crescita futura.

Trattenere i talenti con modelli lavorativi smart

Inoltre, i vantaggi in termini di coinvolgimento e soddisfazione delle persone derivanti dalla possibilità di lavorare in maniera flessibile e di gestire meglio il work life balance sono evidenti. Secondo alcune ricerche, l’hybrid working ha un impatto positivo sulla capacità di attrarre e trattenere i talenti: il tasso di abbandono si riduce del 35% quando ai dipendenti viene data la possibilità di lavorare da casa due giorni a settimana.

Oltre la metà (52%) dei decision maker vorrebbe però imporre un ritorno in ufficio a tempo pieno, nonostante la maggior parte dei dipendenti (81%) preferisca una modalità di lavoro ibrido rispetto alle alternative che prevedono di lavorare sempre da remoto oppure sempre in sede.

Ignorando queste esigenze, le organizzazioni rischiano di danneggiare la propria competitività e attrattività sul mercato.

Per garantirsi un successo a lungo termine basato sull’hybrid working, le aziende devono riuscire a creare un’employee experience flessibile e fluida, implementando sistemi e tecnologie che agevolano la comunicazione tra chi si trova in ufficio e chi lavora da remoto. Senza una precisa strategia per l’attuazione del lavoro ibrido, si perdono quindi vantaggi finanziari e di produttività.

Dall’hybrid work spinta al fatturato

afferma: “Dando ai propri dipendenti la possibilità di lavorare in modo flessibile, le imprese riusciranno a incrementare significativamente il proprio fatturato e allo stesso tempo a migliorare la soddisfazione e il senso di realizzazione dei propri dipendenti – sottolinea Nicola Downing, ceo di Ricoh Europe – Affinché questo avvenga è necessario introdurre soluzioni tecnologiche che agevolano la collaborazione tra colleghi e con clienti, ovunque essi si trovino. Gli uffici continuano a rappresentare luoghi essenziali per la collaboration e per lo sviluppo di una solida cultura aziendale. Gli spazi devono però essere concepiti per promuovere la condivisione delle idee e la creatività, anche grazie a tool digitali grazie ai quali interagire anche con chi lavora da remoto. Con le attuali difficoltà che caratterizzano il mercato del lavoro, ignorare le esigenze dei dipendenti è assolutamente impensabile”.

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