L'INIZIATIVA

Venezia apre agli smart worker di tutto il mondo, nasce la piattaforma Venywhere

Via al progetto firmato da Fondazione di Venezia e Ca’ Foscari che punta ad attrarre remote worker, nomadi digitali, free lancer (ma anche residenti). Iscrizioni già a quota 1.200. Il debutto a marzo con l’arrivo del team Cisco

Pubblicato il 17 Feb 2022

venezia

Smart worker, nomadi digitali, free lancer. Ma anche lavoratori dipendenti lontani dalla propria sede, aziende interessate a spostare interi team. E, ovviamente, residenti. Si chiama Venywhere il nuovo progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione di Venezia e l’Università Ca’ Foscari che punta a offrire alla città e alla popolazione emergente dei workers from anywhere un innovativo strumento di contatto e interazione. La piattaforma, si legge in una nota, “faciliterà l’attrazione e l’inserimento di una nuova comunità attiva di persone che potranno arricchire la città di nuove energie e attivare un’offerta di nuovi servizi e opportunità economiche per la comunità locale”.

Il lavoro nel new normal

Nuove forme di flessibilità geografica e organizzativa del lavoro sono al centro della riflessione mondiale sul ‘new normalche ci aspetta nel dopo-pandemia.

Il fenomeno del work-from-anywhere sta diventando una componente irreversibile del nuovo panorama lavorativo, e offre oggi opportunità per ripensare il ruolo delle città storiche, di cui Venezia è un caso esemplare. Stanno cambiando le regole del gioco della crescita delle città: dalla necessità di attrarre imprese, all’opportunità di attrarre direttamente lavoratori qualificati.

Il debutto con l’arrivo del team Cisco

Venywhere partirà operativamente nei primi giorni di marzo con Cisco, specializzata in tecnologie abilitanti le modalità di lavoro innovativo. 16 dipendenti provenienti da vari Paesi europei saranno chiamati a misurarsi, per primi, con questa nuova esperienza. Il team di Cisco sperimenterà non solo le funzionalità della piattaforma Venywhere e l’impatto che l’intera iniziativa avrà sulla città di Venezia, ma anche le tecnologie abilitanti il futuro del lavoro e le nuove forme di collaborazione tra persone di team distribuiti. Le piattaforme di collaborazione innovative come Cisco Webex creano modelli che vanno oltre le attuali esperienze di lavoro remoto, ridefinendo nuovi standard più inclusivi e coinvolgenti.

Gli obiettivi del progetto

Il progetto parte dal presupposto che la città lagunare potrebbe essere il luogo ideale per un nuovo equilibrio tra lavoro e vita personale, e per la sperimentazione di un rinnovamento urbano innescato dalla presenza di una nuova popolazione di “cittadini temporanei” che potrebbero diventare col tempo nuovi residenti. A questo fine sta consolidando una rete che comprende istituzioni di ricerca, associazioni, fondazioni, musei e strutture private che sostengono il progetto contribuendo a creare offerta di spazi di lavoro e di servizi, a cui singoli o gruppi di lavoratori potranno accedere attraverso un sistema di prenotazione flessibile.

Online in versione sperimentale da poche settimane, la piattaforma ha già registrato 15.000 visite e oltre 1200 iscrizioni di workers potenzialmente interessati a trasferirsi a Venezia per sperimentare una nuova modalità di lavoro e per vivere la città in forma attiva e coinvolgente.

A chi si rivolge Venywhere

I target principali sono quattro: i freelance e nomadi digitali; i lavoratori dipendenti che hanno la possibilità di svolgere la loro attività per periodi prolungati lontano dalla propria sede; i residenti veneziani che possono usufruire di servizi di supporto al loro lavoro remoto, facilitandone la permanenza in città; aziende interessate a spostare interi team per periodi prolungati a Venezia.

Tre le aree chiave su cui il progetto si focalizza. Offrire ai workers from anywhere supporto nell’individuazione di soluzioni residenziali e di spazi lavorativi adeguati. Sviluppare una offerta di servizi, che permetta di partecipare alla vita quotidiana della città grazie ad attività che vanno dallo sporto all’arte fino all’enogastronomia generando al contempo un potenziale significativo indotto economico locale alternativo al turismo, e contribuendo a favorire lo spostamento di una parte significativa dell’offerta residenziale dal breve termine, legato al turismo, verso una offerta a medio-lungo termine. Infine, promuovere l’innovazione sociale, coinvolgendo i workers from anywhere in forme di cittadinanza attiva al servizio della comunità.

Chi sostiene il progetto

Promosso e sostenuto dalla Fondazione di Venezia in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari, Venywhere è sviluppato da un team di giovani laureati residenti a Venezia coordinati da Massimo Warglien, docente a Ca’ Foscari e ideatore e fondatore dell’iniziativa.

“Per Cisco realizzare un modello di lavoro moderno e inclusivo ha sempre rappresentato una priorità irrinunciabile: lo dimostra il fatto che da sei anni siamo primi nella classifica Great Place to Work – spiega l’ad di Cisco Italia, Gianmatteo Manghi -. Era dunque naturale che prendessimo parte in maniera proattiva al progetto Venywhere, grazie al quale avremo modo di testare ulteriormente le nostre tecnologie di collaboration e di raccogliere i dati necessari per definire le linee guida del futuro del lavoro”.

“Venywhere – sottolinea Michele Bugliesi, presidente della Fondazione di Venezia – rappresenta una piattaforma di grande potenziale in grado di favorire uno sviluppo della città lungo una dimensione innovativa. Una dimensione alla cui crescita la nostra Fondazione continua a contribuire, che renda Venezia capace di attrarre persone con elevato capitale umano, interpreti dei nuovi modelli del lavoro e portatrici di idee e di progetti, a cui offrire impieghi pregiati e accoglierle quali nuovi residenti di una città vivace, inclusiva, contemporanea”.

“Venywhere vuole contribuire a disegnare il futuro di Venezia come città del lavoro contemporaneo – osserva Warglien –. Venezia offe una occasione unica di integrare lavoro e vita quotidiana, reinventando lo spazio lavorativo.  E ci aspettiamo che un nuovo flusso di lavoratori/residenti aiuti a mantenere in vita servizi essenziali per i cittadini e contribuisca a spostare parte dell’offerta di alloggi dal breve al medio/lungo termine, creando nuove opportunità abitative per tutti.”

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