MERCATI

Audiovisivo, Preta: “Netflix all’italiana? Servono accordi internazionali”

Il vice premier Luigi Di Maio auspica una fuga in avanti del sistema TV del Paese invocando la nascita di una piattaforma ispirata alla società Ott. “Corretto richiamo a cambiare prospettiva” dice a Corcom il fondatorre di ITMedia Consulting: “Ma per competere e non solo per allungare i tempi della trasformazione occorrono alleanze che superino i confini nazionali”

Pubblicato il 05 Lug 2018

“La società guidata da Reed Hastings, ma anche Amazon, stanno diventando aggressivi concorrenti dei broadcaster tradizionali. Ma è evidente che la dimensione nazionale non può più far fronte a questo cambiamento epocale. Servono alleanze, ma per competere e non solo per allungare i tempi della trasformazione occorrono accordi internazionali, che non necessariamente devono essere in opposizione a Netflix e soci”: lo dice a Corcom Augusto Preta, fondatore di ITMedia Consulting e fra i maggiori esperti di media, illustrando il panorama italiano ed internazionale che sottende il recente auspicio del vicepremier Luigi Di Maio a una fuga in avanti dell’Italia sul fronte del sistema audiovisivo. Panorama che la società di analisi fotografa nell’ultimo rapporto rilasciato oggi.

Il vice premier Luigi Di Maio ha auspicato una fuga in avanti del sistema audiovisivo italiano prospettando strade che si ispirano al modello Netflix. Come interpreta queste parole?

Appare evidente a tutti che l’Italia in questi ultimi anni paga scelte controverse e poco prospettiche fatte in passato (no cavo, centralità della distribuzione terrestre), che oggi le si ritorcono contro, rispetto a un’evoluzione che va verso altri modelli e che mette internet e la banda ultra larga al centro della trasformazione anche nel mondo dei contenuti. Un corretto richiamo a cambiare prospettiva, ma al tempo stesso una chiamata a raccolta che mi pare sinceramente un po’ velleitaria.

In che contesto europeo e internazionale arriva la “spinta” evocata dal governo?

Come risulta dall’ultimo rapporto ITMedia Consulting in uscita il 5 luglio sul VOD in Europa, il video streaming è diventato ormai in molti paesi un fenomeno di massa e operatori come Netflix in primis ma anche Amazon stanno diventando aggressivi concorrenti dei broadcaster tradizionali. Questo modello ha accelerato la crisi della pay TV e in una prospettiva più ampia anche della tv nel suo complesso, compresa quella in chiaro.

La Francia recentemente ha mosso i primi passi in una direzione del genere- piattaforma Salto -: l’Italia può aspirare a una meta del genere? Ci sono altri casi di alleanze del genere in Europa?

E’ evidente che la dimensione nazionale non può più far fronte a questo cambiamento epocale. Il fenomeno è globale, il livello degli investimenti nei soli contenuti è di miliardi di euro l’anno, pensare di difendere la centralità della televisione mainstream con politiche e accordi solo nazionali ha poco senso. E’ normale dunque che vi siano queste alleanze, in chiave prevalentemente difensiva a mio avviso, ma per competere e non solo per allungare i tempi della trasformazione occorrono accordi internazionali, che non necessariamente devono essere in opposizione a Netflix e soci. Stanno accadendo fenomeni impensabili solo poco tempo fa, con fusioni, acquisizioni e alleanze che trasformeranno completamente il campo di gioco. Da Disney a Comcast verso Newscorp a AT&T / Time Warner grandi conglomerate internazionali cercano di rispondere in vario modo alla sfida lanciata negli ultimi anni da Netflix. Se l’Europa vuole fare altrettanto, la dimensione degli attori e la qualità dei contenuti prodotti non può che essere dello stesso livello.

Nel frattempo Netflix sta combattendo a sua volta una battaglia contro concorrenti sempre più agguerriti: qual è la sua sfida più urgente?

Netflix è una società con un fatturato abbastanza contenuto per le dimensioni della sua attività e un fortissimo debito e in più focalizzata su un unico modello di business: i cataloghi di film e serie. Amazon Prime, il suo maggiore concorrente planetario, è entrata di recente nel mondo dei contenuti live e in particolare del calcio (Premier League), oltre a gestire un certo numero di offerte televisive tradizionali di tipo lineare legate a canali tv (Discovery e altri). Netflix ha cambiato il modo di fare la tv, di vederla e di utilizzare internet, nessuna ha innovato come lei in questo settore, ma in un mondo che cambia a velocità impressionante essere gli apripista o persino i riconosciuti leader di per sé non basta più a garantirsi un futuro sereno.

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