“Ne usciremo utilizzando i 750 milioni che non abbiamo speso per i diritti della Serie A per altri scopi: acquisto di altri diritti, non solo nel calcio, produzione di nuovi contenuti anche grazie alla piattaforma paneuropea di Sky Studios. E poi con quattro nuovi canali di entertainment con il nostro marchio”. Lo afferma L’amministratore delegato di Sky Italia, Maximo Ibarra, in un’intervista a Repubblica in cui fa il punto della situazione in un momento particolare per la Pay Tv satellitare, pochi giorni dopo l’aggiudicazione dei diritti televisivi del massimo campionato di calcio per il triennio 2021-2024. L’esclusiva di sette partire è andata a Dazn, che ha siglato una partnership e di distribuzione con Tim, mentre la coesclusiva delle tre rimanenti rimane ancora da assegnare, dopo che la Lega Serie A ha bocciato l’unica offerta in campo, quella di Sky, che aveva offerto 87,5 milioni di euro l’anno per il triennio.
“Resteremo la casa dello sport in tv – prosegue Ibarra – anche se non dovessimo avere i diritti per trasmettere la Serie A. E in generale Sky, con i suoi programmi e le sue produzioni, è molto più della Serie A, con un’offerta per tutte le età e tutta la famiglia”.
L’ad di Sky Italia pone poi l’accento sulla tecnologia: “la nostra piattaforma Sky Q non offre una semplice aggregazione di contenuti, ma permette a chi la usa di avere nella sua pagina principale un unico palinsesto che contiene tutto ciò che gli interessa: dai canali della stessa Sky, a operatori Over the top come Amazon Prime e Netflix, a Spotify. Oggi annunceremo anche un accordo con Disney+, che sarà anch’esso su Sky Q”. Ibarra dedica un passaggio anche alla nuova offerta di connettività: “E poi c’è un vantaggio tecnologico che anche di recente ha preso forma con Sky Wifi – afferma – la nostra offerta per la banda ultralarga che ci sta dando molte soddisfazioni. Se la Serie A non ci fosse, ovviamente, ne scaleremo il costo dall’abbonamento ai clienti in modo del tutto trasparente e proattivo”.
Il fatto di non poter trasmettere i match della serie A potrebbe però rappresentare un problema per Sky, che conta su una buona fetta di abbonati trai tifosi delle squadre del massimo campionato: “Continueremo a trasmettere almeno 400 partite l’anno. Fino a luglio, con gli Europei di calcio, ovviamente non cambierà nulla. Poi dalla prossima stagione avremo gli incontri di Champions ed Europa League- aggiugne Ibarra – Europa Conference League, oltre alla Premier e alla Bundesliga. E ancora continueremo ad essere la tv della Moto Gp e della Formula Uno, del tennis, del basket con la Nba, del rugby…Per questo Sky continua a essere la casa dello sport”.
Ma all’orizzonte rimane anche la possibilità di un ricorso all’Antitrust una volta che la gara sui diritti tv per il prossimo triennio sarà arrivata a conclusione. Facendo il punto della situazione anche su questo aspetto Ibarra spiega, riferendosi a un eventuale ricorso, che “Se l’accordo tra Dazn e Tim avesse come obiettivo quello di escludere che la A possa essere trasmessa su tutti i device e su tutte le piattaforme, allora sarebbe un tema da valutare molto attentamente. Ovviamente verrà affrontato quando la gara sarà chiusa, ma vorrei ricordare che noi non abbiamo mai impedito a nessuno di avere i contenuti della Serie A sulla propria piattaforma”.
Rispetto alla prospettiva di una trattativa con Dazn per acquistare i contenuti della società di streaming per Sky Ibarra lascia la porta aperta: “Noi siamo sempre aperti ovviamente – afferma – Sarà un tema che potremo affrontare una volta che l’asta sui diritti si chiuderà definitivamente. Siamo stati partner di Dazn finora e ci aspettiamo che vengano adottati gli stessi criteri che Sky ha adottato da quando ha avuto sette partite di calcio in esclusiva. Del resto anche Tim Vision ha sulla sua piattaforma la nostra Now”.
Infine Ibarra si sofferma a commentare le voce di chi afferma che Sky non avrebbe voluto ottenere i diritti televisivi della serie A perché la spesa sarebbe stata eccessiva rispetto ai benefici, definendo questa interpretazione come poco plausibile: “Intanto perché le condizioni per noi sono diverse da quelle che ha avuto Dazn. Come si sa un provvedimento Antitrust ci impedisce fino a maggio 2022 di acquisire i diritti in esclusiva, come ha potuto invece fare Dazn. E poi perché i diritti hanno un valore definito: abbiamo fissato un limite di prezzo oltre il quale non conveniva andare. La nostra offerta alla Lega prevedeva che accanto ad essa le stesse squadre di serie A costruissero il canale della Lega: in questo modo si sarebbe arrivati a eguagliare o addirittura a superare l’offerta che hanno accettato. Invece la Lega non ha voluto esplorare questa strada. Francamente non ho capito perché”.