VIDEOGIOCHI

Disney, colpo di spugna per LucasArts

A sei mesi dall’acquisizione chiude la divisione videogiochi, creatrice della saga Star Wars. Licenziamento in vista per 150 sviluppatori. Le attività saranno affidate a terzi

Pubblicato il 04 Apr 2013

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A tutti capita di pentirsi di un acquisto; apparentemente il colosso dei media Disney non è esente da questo genere di ripensamenti. A ottobre la casa di Topolino aveva sborsato 4 miliardi di dollari per comprare la casa cinematografica LucasFilms, inclusa la divisione LucasArts; ora però ha deciso di disfarsi della casa editrice di videogiochi cedendo i suoi titoli e marchi in appalto ad altri sviluppatori. Ma sorge anche il sospetto che l’acquisto fosse mirato proprio all'”eliminazione” dal campo.

La LucasArts è nota soprattutto per i giochi sviluppati negli Anni ’90, come la serie ispirata a Guerre Stellari (Rebel Assault, Super Star Wars, Rogue Squadron) e i suoi innovativi Adventure games, avventure grafiche come Maniac Mansion e The Secret of Monkey Island. I titoli al suo attivo sono però moltissimi: la casa editrice si era fatta un nome in tutto il mondo con la saga da pc di Indiana Jones, i giochi basati sui simulatori di volo (la trilogia storica Battlehawks 1942, Their Finest Hour: The Battle of Britain e Secret Weapons of the Luftwaffe) e i primi tentativi in 3D come Grim Fandango.

Nonostante tanti successi, però, la LucasArts aveva perso competitività e capacità di portare titoli al mercato e i suoi ultimi giochi non avevano entusiasmato come i primi. “Dopo aver attentamente valutato la nostra posizione sul mercato dei giochi, abbiamo deciso di liberarci della LucasArts come divisione interna su cui lavoriamo a livello di sviluppo e di convertirci a un modello di licensing, minimizzando i rischi ma al tempo stesso salvaguardando un ampio portafoglio di titoli di qualità della serie Guerre Stellari”, si legge in un comunicato della Disney.

Di giochi Star Wars la LucasArts ha creato una nutrita serie, l’ultimo dei quali era uscito nel 2008, mentre ha messo in stand-by l’attesissimo Star Wars 1313, previsto per la fine di quest’anno, e Star Wars: First Assault. Secondo il sito Kotaku questi nuovi titoli non avrebbero molte possibilità di vedere la luce, ma il comunicato Disney, riportato da Game Informer, sembra indicare che il colosso americano sta cercando sviluppatori esterni per portarli al mercato: “Crediamo ancora nell’industria dei videogames”, dicono alla Disney, “ma vogliamo un modello alternativo alla produzione interna”.

In realtà il ripensamento dopo l’acquisizione di LucasArts era nell’aria, visto che la Disney aveva quasi subito introdotto cambiamenti significativi, tra cui la cancellazione del noto programma televisivo Cartoon Network, fino ad arrivare alla chiusura e al licenziamento dei 150 dipendenti dell’editore di videogames. E non è la prima volta che il colosso americano dei media si disfa di attività ritenute non competitive: Disney Interactive Studios ha prima acquisito e poi chiuso Propaganda Games (produttrice di Tron Evolution) e Black Rock Studio (Split/Second); ha anche chiuso Junction Point (Epic Mickey) a gennaio, dopo averla comprata nel 2007.

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