FAKE NEWS

#BastaBufale, la campagna di Boldrini: “Appello a social e giornali”

La presidente della Camera lancia una raccolta di firme anti-fake news. “La risposta non può essere affidata a autorità o tribunali del popolo. Serve sensibilizzare i cittadini. Stop alla pubblicità sui siti fabbrica-bufala”

Pubblicato il 08 Feb 2017

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Fake news, “la risposta non può essere affidata alle autorità o ai tribunali del popolo”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini che sul tema lancia #bastabufale, una campagna di sensibilizzazione con raccolta di firme attraverso un sito dedicato. Si punta a sollecitare la consapevolezza di cittadini e utenti Internet nei confronti della pericolosità della nuova “controinformazione”: “Le bufale non sono innocue goliardate – scrive la presidente della Camera -. Possono provocare danni reali alle persone, come si è visto anche nel caso dei vaccini pediatrici, delle terapie mediche improvvisate o delle truffe online”.

Quanto alle imprese, afferma Boldrini, “le loro inserzioni pubblicitarie non dovrebbero comparire su siti specializzati nella creazione e diffusione di false notizie, per non finanziare anche involontariamente la disinformazione e per non associare i propri prodotti a questi danni sociali’. I social network, inoltre, possono svolgere un ruolo cruciale: “Dovrebbero assumersi le loro responsabilità di media company e indirizzare le loro politiche verso una maggiore trasparenza. Per contrastare fake news e discorsi d’odio è essenziale incrementare la collaborazione con le istituzioni e le testate giornalistiche, così come un maggiore investimento in risorse umane e tecnologie adeguate a fronteggiare il problema”.

“Questo è il tempo della responsabilità – si legge ancora nel sito -. è necessario mobilitarsi, ciascuno di noi deve fare qualcosa per contrastare la disinformazione e contribuire a tutelare la libertà del web e la dignità di chi utilizza questo spazio che offre enormi opportunità culturali, relazionali ed economiche”. “Non si tratta né di bavagli né di censure. Si tratta di reagire e affrontare un problema che ci riguarda tutti. Firmare questo appello significa fare la propria parte e dare il proprio contributo. Alcuni ambiti, poi, sono piu’ esposti di altri e hanno una maggiore responsabilità: la scuola in primis, ma anche l’informazione, le imprese, i social network. A chi vi opera chiediamo uno sforzo aggiuntivo”. “Firma per dire NO alle bufale, SI’ alla corretta informazione”.

In un’intervista al sito statunitense BuzzFedd Boldrini ha spiegato che prima di adottare soluzioni legislative “bisogna dare ai cittadini l’opportunità di prendere coscienza del problema e fornire loro gli strumenti per agire. La risposta non può essere affidata nè ad autorità pubbliche anti-bufale nè, tantomeno, a tribunali del popolo, come qualcuno ha prospettato in Italia”. Boldrini istituì Boldrini alla Camera una Commissione Internet composta da deputati ed esperti: la stessa commissione “farà presto una cosa del tutto nuova e inusuale: andrà nelle scuole italiane per formare docenti e ragazzi a un utilizzo responsabile della rete”.

Dopo aver raccolto le firme dei cittadini, Boldrini le consegnerà ai rappresentanti del mondo della scuola e dell’università, dell’informazione, delle aziende e dei social network. ‘Vorrei coinvolgere tutti questi settori a collaborare in maniera progettuale e concreta per arginare il fenomeno’, dice. Scuola e all’università sono ‘il motore primo per creare gli anticorpi necessari a contrastare la disinformazione e ‘devono farsi protagoniste di un’azione culturale che tenda a sviluppare l’uso consapevole di Internet’; i giornalisti e gli operatori dell’informazione, devono aumentare ‘lo sforzo del fact checking, del debunking – l’attività che consente di smascherare le bufale – e della verifica delle fonti’; cosi’ come gli editori ‘dovrebbero, attraverso un investimento mirato, dotare le redazioni di un garante della qualità che sia facilmente accessibile ai cittadini, come già avviene in alcune testate”.

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