DISINFORMAZIONE ONLINE

Fake news e Coronavirus, su WhatsApp stop alle “catene”: -70% di inoltri

La decisione presa qualche settimana fa per arginare la diffusione delle bufale sul Covid-19 dà i suoi frutti. Rallentata la circolazione di messaggi di dubbia provienenza

Pubblicato il 28 Apr 2020

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La diffusione dei messaggi più inoltrati su Whatsapp è calata del 70% dopo che l’azienda, all’inizio del mese, ha limitato il numero di persone a cui ciascuno può inoltrare questo tipo di messaggi. 

La misura di contenimento era stata presa nei primi giorni di aprile come risposta all’ondata di messaggi di disinformazione riguardo al coronavirus che stavano aumentando molto rapidamente. La misura prevede che qualsiasi messaggio che sia stato inoltrato da cinque o più persone possa essere inoltrato da chiunque lo riceva ancora una volta sola a un’altra persona o gruppo.

Il risultato è stato che la condivisione dei messaggi “altamente inoltrati” è stata effettivamente contenuta e ha rallentato la diffusione dei virali, nonostante molte persone stiano ancora trovando modi per riuscire a inoltrare i messaggi a più utenti o gruppi. Il contenimento però ha anche un altro limite: avviene in maniera indiscriminata su qualsiasi messaggio, anche quelli più innocenti e divertenti oppure quelli che contengono informazioni importanti.

Whatsapp non è infatti in grado di “vedere” il contenuto dei messaggi e quindi di capire quali siano quelli che contengono delle fake news per poterli bloccare in maniera più mirata.

Whatsapp è da tempo al centro delle attenzioni di molti regolatori internazionali per la diffusione incontrollata di notizie che, durante la pandemia, hanno costituito una ulteriore fonte di preoccupazione. I gruppi di Whatsapp contengono un massimo di 256 partecipanti, e questi fa capire come un meme o una fake news che venga inviata a un paio di grandi gruppi possa cominciare a diffondersi molto rapidamente verso migliaia e poi centinaia di migliaia di utenti.

Da febbraio la Cnn e altre fonti di informazione internazionale hanno segnalato che su Whatsapp circolano notizie false riguardo il modo con cui prevenire il contagio e addirittura curare il coronarivus. Già all’inizio dell’anno il governo indiano ha chiesto a Whatsapp e ad altre piattaforme social di impegnarsi di più per controllare la diffusione di fake news. L’India ha da sempre avuto un numero molto elevati di utenti di Whatsapp e negli anni passati c’erano già stati casi in cui fake news avevano incitato all’odio razziale e portato a disordini tra appartenenti interni con scontri nei quali c’erano stati morti e feriti.

«Ci è stato segnalato – ha scritto Whatsapp –, da parte di utenti che si sentivano sommersi e schiacciati da moltissimi messaggi falsi ogni giorno, che nelle ultime settimane c’è stato un forte incremento nella diffusione della disinformazione tramite i messaggi inoltrati. Riteniamo che sia molto importante rallentare la diffusione su Whatsapp di questo tipo di messaggi».

In realtà già nel 2018 Whatsapp aveva cercato di controllare questo fenomeno, rallentando cioè la diffusione delle fake news. All’inizio ha inserito un segnale (la freccia curva) che chiarisce se il messaggio ricevuto è stato composto dal primo utente oppure se è stato inoltrato da un altro utente terzo.

Poi, l’anno scorso Whatsapp ha introdotto il limite dell’inoltro dei messaggi a cinque persone. Quest’anno, con la comparsa del coronavirus e della conseguente pandemia, Whatsapp aveva in prima battuta promosso un tipo di informazione verificata tramite una collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità attivando un bot che fornisce a richiesta informazioni sul Covid-19. La misura però non è bastata e ai primi di aprile è stata stabilita la nuova regola sugli inoltri che, secondo Whatsapp, sta riuscendo a contenere la diffusione anche delle fake news.

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