DISINFORMAZIONE

Traffico Internet, le 5 fake news che danneggiano cittadini e telco

Le reti fisse non reggono, quelle mobili sono le più a rischio, smart working e didattica online si prendono tutta la banda, solo la fibra salva il Paese, le infrastrutture sono inadeguate alle nuove esigenze: le cose non stanno così e la verità è ben altra. Parola di Fastweb

Pubblicato il 08 Apr 2020

disegno_rete_saturazioni

L’emergenza Coronavirus ha scatenato, sin dall’inizio, il proliferare sul Web di notizie dai toni allarmanti ed enfatici sulla tenuta delle reti di Tlc, veicolate non solo attraverso i social ma anche dalla stampa, a dimostrazione delle scarse competenze in materia. L’ondata di fake news sta creando un vero e proprio cortocircuito: i cittadini non riescono più a orientarsi e per gli operatori di Tlc tutto ciò si traduce in un danno, in primis di immagine ma anche e soprattutto economico. Un paradosso se si considera che proprio alle telco è stato chiesto di spingere gli investimenti nelle infrastrutture, un impegno che si aggiunge a quello già oneroso messo in campo nel corso degli anni.

Come stanno dunque le cose? A fare il punto con CorCom è il Cto di Fastweb Andrea Lasagna. Ecco le 5 principali fake news.

Il traffico è esploso, la rete non regge

Falso. Sulle reti fisse, in effetti, il traffico cresce e di molto. Ma anche qui, sono stati utilizzati indicatori non sempre utili a dare l’idea del fenomeno e soprattutto non si è dato un parametro per misurare la capacità delle reti di supportare l’incremento di traffico”, spiega Lasagna. Il traffico dati su Internet non è sempre costante: i picchi vengono raggiunti nelle ore serali e durante i week-end, mentre durante le ore giornaliere la rete è molto più scarica. Per valutare la capacità delle reti di gestire gli incrementi che si stanno verificando sono importanti – evidenzia il manager- due indicatori: il volume di traffico durante il picco e la “larghezza del tubo”, quindi la capacità di contenere tutto il traffico scambiato durante il picco. “In Fastweb, ad esempio, nel periodo pre-crisi il picco serale era di circa 2,8 Terabit/sec e le reti erano dimensionate per far passare fino a 3,5 Terabit/sec; oggi i picchi sono di circa 4 terabit/sec (un aumento del 40%) e le reti sono state prontamente dimensionate per “contenere” fino a 4,4 Terabit/sec. Quindi, tutto sotto controllo”.

Le reti mobili sono quelle più a rischio

Parzialmente falso. Il traffico dati cresce su rete fissa, molto meno su rete mobile”. Il motivo? “È evidente – sottolinea Lasagna -: gli utenti bloccati in casa tendono ad utilizzare il wifi e a collegare tutti i propri device alla rete fissa. Quindi la moderata crescita del traffico dati mobile (circa 20-30%) è generata dal traffico degli utenti “mobile only” è compensata dalla riduzione del traffico mobile da parte dei clienti convergenti”. Tuttavia – puntualizza il manager – gli utenti che utilizzano il mobile come unico strumento di connessione soffrono il fatto che la ricezione indoor non è sempre ottimale e, in alcune zone meno coperte dal fisso, alcune antenne possono effettivamente dover gestire volumi di traffico più alti del normale.  Il traffico voce invece è in generale cresciuto, invertendo il trend degli ultimi anni che lo vedeva in lento ma costante calo, in quanto con lo smartworking i meeting faccia a faccia sono stati in parte sostituiti dalle videoconferenze e in parte dalle telefonate.

L’aumento di traffico è dovuto allo smart working e alla didattica online

Falso. Le piattaforme di smartworking e di didattica online utilizzano codifiche che comprimono moltissimo il segnale, quindi l’aumento di dati, rispetto ai tempi pre-emergenza è molto limitato”. Lasagna spiega che in realtà gli incrementi di traffico sono legati al forte aumento del video ott e del gaming online. “mai sentito parlare di Fortnite?”. Fatto 100 il traffico dati complessivo – speiga Lasana dati alla mano – il 50% è occupato da applicazioni video, il 20% dal gaming (+300% rispetto a prima) e solo il 18% dal web browsing e da altre applicazioni legate alla remotizzazione del lavoro e della didattica. E il picco del traffico rimane serale tra le 22 e le 24, quindi non in orario di smart working.

Le reti sono “vecchie” e lo scarso Ftth ci penalizza

Distinguiamo: i fenomeni che abbiamo descritto fino ad ora non pesano sulle reti di accesso, il cosiddetto “ultimo miglio”, ma sulle reti di trasporto, le cosiddette “dorsali”, che vanno più o meno dalle centrali o armadi fino ai nodi in cui il traffico si connette alle piattaforme internazionali”. Ciò per un semplice motivo: la rete di accesso è dedicata al singolo cliente ed è già dimensionata per supportare il normale utilizzo di internet di una famiglia; il telelavoro di giorno, l’utilizzo di video o giochi online di sera.  La rete di trasporto, invece, è dimensionata assumendo che non tutti gli utenti utilizzino contemporaneamente tutta la banda a loro disposizione. Gli ampliamenti fatti sulle dorsali servono appunto ad adeguare le reti ai nuovi modelli di consumo.  “Il problema della rete di accesso si pone evidentemente per tutti quei cittadini che vivono  in aree non coperte da reti a banda larga ed ultralarga. Li il problema, che evidentemente già esisteva, è acuito dall’emergenza attuale”, sottolinea Lasagna.

Le reti attuali non sono adatte per lo smar tworking perché non supportano il traffico “simmetrico”

Falso. Al netto di poche attività la maggior parte delle attività svolte in smartworking continua a generare una forte prevalenza di download rispetto all’upload di dati”. Come già detto, le applicazioni video per la didattica online e per le videoconferenze comprimono moltissimo i dati e dunque pesano in modo molto limitato sulla crescita dei dati. Tant’è vero che il traffico in upload cresce in proporzione poco di più di quello in download, anche nelle reti Ftth, in cui la capacità è maggiore. “Le nostre reti si stanno dimostrando resilienti ed in grado di contribuire in modo importante alla gestione di questa complessa emergenza, supportando tutti quelli che da casa continuano a lavorare, ad informarsi, ad intrattenersi”, conclude il manager.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati