L'AFFONDO

Audiovisivo, Giomi: “Nuove norme non tutelano il pluralismo dell’informazione”

La commissaria Agcom interviene sul decreto legislativo che aggiorna il Tusmar: “La mera imposizione di quote di mercato non può essere il principio chiave. Serve considerare l’effettiva diversificazione dei contenuti e la loro distribuzione tra tutti gli operatori, tradizionali e online”

Pubblicato il 31 Gen 2022

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“L’articolo 51 della nuova normativa Tusmar (ex Legge Gasparri) sui servizi di media audiovisivi non tutela adeguatamente il pluralismo informativo perché lo concepisce in chiave esclusivamente economica e più precisamente di diritto della concorrenza”. Ad affermarlo è la commissaria AgCom Elisa Giomi, intervenendo alla presentazione del Media Pluralism Monitor 2021 per l’Italia -realizzato dal Centre for Media Pluralism and Media Freedom-European University Institute- all’interno dell’iniziativa “Le sfide per la libertà e il pluralismo dell’informazione”. 

“Come indica il piano d’azione europeo sulla democrazia ‘Edap’, il pluralismo – sottolinea Giomi – è inteso come la presenza di opinioni diverse sui canali di informazione. E in tal senso non è immaginabile garantire il pluralismo informativo attraverso la mera imposizione di limiti alle quote di mercato e alla concentrazione nelle mani di poche imprese di settore. Piuttosto è necessario analizzare la effettiva diversificazione dei contenuti informativi e la loro distribuzione tra tutti gli operatori, tradizionali e on line”.

I limiti dell’approccio economico, spiega Giomi, “sono evidenti se si considera che aziende con quote di mercato significative, o addirittura con posizioni dominanti, sono in grado di dare rappresentazione pubblica e voce alle più varie componenti della società. Viceversa imprese con quote di mercato basse ma ad alta concentrazione di ascolti e di contenuti informativi potrebbero essere fonte di rischi per il pluralismo informativo”.

Altrettanta attenzione merita, spiega ancora Giomi, “la pubblicità politica targhettizzata, oggetto di una proposta di regolamento europeo che mira ad aumentarne la trasparenza ed armonizzare le norme dei singoli Paesi per costruire una identità europea comune nei processi democratici fondamentali”.

Tusmar, cosa prevede l’articolo 51

Art. 51 – Posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo nel sistema integrato delle comunicazioni

  1. Nel sistema integrato delle comunicazioni e nei mercati che lo compongono e’ vietata la costituzione di posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo, nel mercato e nei servizi di informazione.
  2. L’Autorita’ vigila sull’andamento e sull’evoluzione del sistema integrato delle comunicazioni e accerta, con cadenza almeno annuale, rendendone pubblici i risultati, il suo valore economico complessivo e quello dei mercati che lo compongono, dando altresi’ evidenza delle posizioni di potere di mercato dei soggetti attivi in tali mercati e dei rischi potenziali per il pluralismo. Al fine delle quantificazioni di cui al presente comma si considerano i ricavi realizzati in Italia anche da imprese aventi sede all’estero, che derivano da finanziamento di servizio pubblico radiotelevisivo, al netto dei diritti dell’erario, da pubblicita’ nazionale e locale anche in forma diretta, da televendite, da sponsorizzazioni, da convenzioni con soggetti pubblici a carattere continuativo e da provvidenze pubbliche erogate direttamente ai soggetti esercenti le attivita’ indicate all’articolo 3, comma 1, lettera z), da offerte di servizi di media audiovisivi e radiofonici a pagamento, dagli abbonamenti e dalla vendita di quotidiani e periodici inclusi i prodotti librari e fonografici commercializzati in allegato, nonche’ dalle agenzie di stampa a carattere nazionale, dall’editoria elettronica anche per il tramite di internet, da pubblicita’ on line e sulle diverse piattaforme anche in forma diretta, incluse le risorse raccolte da motori di ricerca, da piattaforme sociali e di condivisione, e dalla utilizzazione delle opere audiovisive e cinematografiche nelle diverse forme di fruizione del pubblico.
  3. I soggetti che operano nel sistema integrato delle comunicazioni, con fatturato superiore ai valori di cui all’articolo 16 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, sono tenuti a notificare all’Autorita’ le intese e le operazioni di concentrazione, ai fini del presente articolo. Devono inoltre procedere a formale notifica all’Autorita’ i soggetti, che, anche attraverso societa’ controllate o societa’ collegate ed anche a seguito di intese o di operazioni di concentrazione, versino nelle seguenti ipotesi, che costituiscono indici sintomatici di una posizione di significativo potere di mercato potenzialmente lesiva del pluralismo:
  4. a) soggetti che conseguono ricavi superiori al 20 per cento dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni o ricavi superiori al 50 per cento in uno o piu’ dei mercati che lo compongono;
  5. b) soggetti che conseguano ricavi superiori al 20 per cento dei ricavi complessivi nei mercati della fornitura al dettaglio di servizi di comunicazioni elettroniche, per come definiti dal decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e che contestualmente conseguano piu’ del 10 per cento dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni e piu’ del 25 per cento dei ricavi in uno o piu’ mercati che lo compongono;
  6. c) soggetti che conseguano ricavi superiori all’8 per cento dei ricavi complessivi del sistema integrato delle comunicazioni e che contestualmente abbiano o acquisiscano partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani, con l’eccezione delle imprese editrici di giornali quotidiani diffusi esclusivamente in modalita’ elettronica;
  7. d) soggetti titolari di autorizzazioni che consentano di diffondere piu’ del 20 per cento del totale dei programmi televisivi o piu’ del 20 per cento dei programmi radiofonici irradiati su frequenze terrestri in ambito nazionale mediante le reti previste dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale.
  8. Le procedure di notifica sono definite in apposito regolamento adottato dall’Autorita’. Ai fini della quantificazione delle soglie indicate nel presente comma, si fa riferimento alle stime piu’ recenti pubblicate dall’Autorita’ ai sensi del comma 2 e, per le societa’ collegate, si considera esclusivamente la parte di ricavi, o di titolarita’ di diritti di autorizzazione, corrispondenti alla percentuale di partecipazione azionaria. In caso di imprese che non abbiano ottemperato agli obblighi di comunicazione preventiva di cui al comma 3, l’Autorita’ puo’ infliggere alle imprese stesse sanzioni amministrative pecuniarie fino all’uno per cento del fatturato dell’anno precedente a quello in cui e’ effettuata la contestazione.
  9. L’Autorita’, a seguito delle notifiche di cui al comma 3, ovvero d’ufficio sulla base degli elementi derivanti dell’attivita’ di accertamento di cui al comma 2 o su segnalazione di chi vi abbia interesse, procede ad istruttoria al fine di verificare l’esistenza di posizioni vietate ai sensi del comma 1, e adotta quando necessario i provvedimenti, secondo la procedura di cui ai commi 6 e 7, per eliminare o impedire il formarsi delle posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo. Al fine di stabilire se una imprese od un gruppo di imprese si trovino in una situazione di significativo potere di mercato lesiva del pluralismo, l’Autorita’ tiene conto, fra l’altro, oltre che dei ricavi, del livello di concorrenza statica e dinamica all’interno del sistema, delle barriere all’ingresso nello stesso, della convergenza fra i settori e mercati, delle sinergie derivanti dalle attivita’ svolte in mercati differenti ma contigui, della integrazione verticale e conglomerale delle societa’, della disponibilita’ e del controllo di dati, del controllo diretto o indiretto di risorse scarse necessarie, quali le frequenze trasmissive, delle dimensioni di efficienza economica dell’impresa, anche in termini di economie di scala, gamma e rete, nonche’ degli indici quantitativi di diffusione dei programmi radiotelevisivi, anche con riferimento ai programmi di informazione, delle opere cinematografiche, dei prodotti e servizi editoriali e online. Sulla base di tali criteri, l’Autorita’ definisce la metodologia specifica per la verifica di cui al presente comma mediante linee guida, che sono oggetto di revisione periodica con cadenza almeno triennale.
  10. Qualora l’Autorita’, a seguito dell’istruttoria aperta ai sensi del comma 5, riscontri l’esistenza di posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo, interviene affinche’ esse vengano sollecitamente rimosse; qualora accerti il compimento di atti o di operazioni idonee a determinare una situazione vietata, ne inibisce la prosecuzione e ordina la rimozione degli effetti. Ove l’Autorita’ ritenga di dover disporre misure che incidano sulla struttura dell’impresa, imponendo dismissioni di aziende o di rami di azienda, e’ tenuta a determinare nel provvedimento stesso un congruo termine entro il quale provvedere alla dismissione; tale termine non puo’ essere comunque superiore a dodici mesi. I soggetti oggetto di istruttoria da parte dell’Autorita’ possono presentare impegni comportamentali e strutturali, che, se ritenuti dall’Autorita’ sufficienti a eliminare o impedire il formarsi delle posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo, vengono da quest’ultima resi vincolanti.
  11. L’Autorita’, con proprio regolamento adottato nel rispetto dei principi di contraddittorio, partecipazione e trasparenza, disciplina i provvedimenti di cui al comma 6, i relativi procedimenti e le modalita’ di comunicazione. In particolare, debbono essere assicurati la notifica dell’apertura dell’istruttoria ai soggetti interessati, la possibilita’ di questi di presentare proprie deduzioni in ogni stadio dell’istruttoria, il potere dell’Autorita’ di richiedere ai soggetti interessati e a terzi che ne siano in possesso di fornire informazioni e di esibire documenti utili all’istruttoria stessa. L’Autorita’ e’ tenuta a rispettare gli obblighi di riservatezza inerenti alla tutela delle persone o delle imprese su notizie, informazioni e dati in conformita’ alla normativa in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Dell’avvio del procedimento e del provvedimento conclusivo e’ data notizia mediante pubblicazione sul sito dell’Autorita’.
  12. Ai fini del presente articolo, si considerano anche le partecipazioni al capitale acquisite o comunque possedute per il tramite di societa’ anche indirettamente controllate, di societa’ fiduciarie o per interposta persona. Si considerano acquisite le partecipazioni che vengono ad appartenere ad un soggetto diverso da quello cui appartenevano precedentemente anche in conseguenza o in connessione ad operazioni di fusione, scissione, scorporo, trasferimento d’azienda o simili che interessino tali soggetti. Allorche’ tra i diversi soci esistano accordi, in qualsiasi forma conclusi, in ordine all’esercizio concertato del voto, o comunque alla gestione della societa’, diversi dalla mera consultazione tra soci, ciascuno dei soci e’ considerato come titolare della somma di azioni o quote detenute dai soci contraenti o da essi controllate.
  13. Ai fini del presente testo unico il controllo sussiste, anche con riferimento a soggetti diversi dalle societa’, nei casi previsti dall’articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile.
  14. Il controllo si considera esistente nella forma dell’influenza dominante, salvo prova contraria, allorche’ ricorra una delle
    seguenti situazioni:
  15. a) esistenza di un soggetto che, da solo o in base alla concertazione con altri soci, abbia la possibilita’ di esercitare la maggioranza dei voti dell’assemblea ordinaria o di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori;
  16. b) sussistenza di rapporti, anche tra soci, di carattere finanziario o organizzativo o economico idonei a conseguire uno dei seguenti effetti:

1) la trasmissione degli utili e delle perdite;

2) il coordinamento della gestione dell’impresa con quella di altre imprese ai fini del perseguimento di uno scopo comune;

3) l’attribuzione di poteri maggiori rispetto a quelli derivanti dalle azioni o dalle quote possedute;

4) l’attribuzione a soggetti diversi da quelli legittimati in base all’assetto proprietario di poteri nella scelta degli amministratori e dei dirigenti delle imprese;

  1. c) l’assoggettamento a direzione comune, che puo’ risultare anche in base alle caratteristiche della composizione degli organi amministrativi o per altri significativi e qualificati elementi.

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