IL SORPASSO

Lo streaming batte la Tv: in Italia il 52% degli spettatori accede a contenuti online una volta al giorno

E si sale all’83% se si considera la cadenza settimanale. È quanto emerge da un sondaggio di Harris Interactive per Magnite. Il 64% del campione disposto a rinunciare alla “vecchia” tecnologia in caso di scelta forzata

Pubblicato il 01 Mar 2021

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In Italia oltre 8 spettatori su 10 (83%) utilizzano i servizi in streaming almeno una volta alla settimana e più della metà degli spettatori (52%) fruisce di contenuti sulla Connected Tv (Ctv) ogni giorno. Lo streaming rappresenta dunque al momento oltre la metà (51%) del tempo settimanale trascorso dal pubblico davanti alla Tv e almeno due terzi (64%) degli spettatori afferma che sceglierebbe i servizi in streaming al posto della tv tradizionale nel caso fossero costretti a una scelta. È quanto emerge dal report “Ctv: Anticipare il futuro” a cura di Harris Interactive per Magnite (qui il report integrale).

Secondo i risultati dello studio – condotto su 10.500 consumatori tra Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito ottobre e novembre 2020 – la metà degli spettatori italiani (50%) si rivolge prima ai canali di streaming. Analizzando i motivi alla base dei comportamenti dei telespettatori, lo studio rivela come i consumatori selezionino attivamente la Ctv per i contenuti di maggiore qualità che propone. Circa due terzi (62%) di coloro che scelgono la Ctv come servizio predefinito affermano che sulla Ctv hanno più probabilità di trovare qualcosa da guardare, mentre quasi i tre quinti (57%) degli spettatori dicono che la Ctv offre i loro programmi preferiti. Oltre tre quarti (79%) degli intervistati che si rivolgono prima alla Tv tradizionale lo fanno per abitudine. La scelta è più pronunciata se si osservano le generazioni più giovani: quasi i due terzi (64%) della Generazione Z e dei Millenial scelgono di utilizzare per primi i servizi in streaming.

“L’Italia sta vivendo una forte diffusione dei servizi Ctv, con oltre la metà degli spettatori (58%) che guardano più Ctv rispetto a un anno fa. Se prendiamo le generazioni più giovani, è chiaro che il passaggio ai servizi in streaming sarà sempre più veloce, creando un’opportunità per i brand di proporre annunci pubblicitari nell’ambiente in cui i consumatori trascorrono il loro tempo e nei contenuti che amano guardare”, commenta Sara Buluggiu, Managing Director Italy, Spain and Mena di Magnite.

Dallo studio emerge inoltre che al confronto fra i servizi in streaming basati su abbonamento (Svod) con le loro controparti supportate da pubblicità (Avod), quasi tre quarti (71%) degli spettatori fruiscono di servizi Svod almeno una volta alla settimana, mentre i tre quinti (60%) guardano contenuti Avod settimanalmente. Benché i servizi Svod siano attualmente più popolari tra gli spettatori – si legge nel report – la maggior parte del pubblico della Ctv (88%) afferma di preferire un po’ di pubblicità in cambio di un abbonamento gratuito o a costo ridotto. La ricerca evidenzia, inoltre, che la maggior parte del pubblico italiano (81%) è ricettivo alla pubblicità su Ctv, il livello più alto tra i cinque paesi europei presi in esame.

E ancora: otto spettatori su dieci (80%) vogliono vedere annunci pubblicitari che siano pertinenti con i loro interessi e hobby, mentre oltre due terzi (67%) non hanno alcun problema nel vedere annunci in linea con le ricerche effettuate online. A dimostrazione degli elevati livelli di accettazione della pubblicità personalizzata In Italia, oltre due quinti (43%) degli spettatori ritengono che nei prossimi cinque anni la pubblicità in Tv sarà costituita principalmente da annunci mirati, il che evidenzia come le funzionalità di targeting della Ctv rappresentino un’eccellente opportunità per gli advertiser.

“Con il passaggio costante verso la Ctv– sottolinea Buluggiu – le possibilità offerte dalla Tv connessa di entrare in contatto con il pubblico aumenteranno ulteriormente e gli advertiser potranno sfruttare questa situazione offrendo un’esperienza pubblicitaria di qualità e favorendo al contempo un ritorno sugli investimenti. Uno dei punti principali che emerge dallo studio è il fatto che i tre quarti (77%) del pubblico italiano di servizi in streaming agiscono in modo chiaro e tangibile dopo aver visto un annuncio pubblicitario, ad esempio acquistando il prodotto o il servizio pubblicizzato. Si tratta di un’opportunità che la maggior parte dei brand non può lasciarsi sfuggire”.

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