IL PIANO

Passaggio al 5G, spunta una nuova gara frequenze Tv

Il Governo pronto a presentare un emendamento alle norme per il maxi-switch off. Tra i passaggi chiave un beauty contest oneroso per risorse spettrali aggiuntive, superamento della riserva alle emittenti locali, niente trasloco in Vhf per il multiplex Rai, più incentivi per decoder e apparecchi smart

Pubblicato il 27 Nov 2018

di-maio

Nuova gara per le “frequenze aggiuntive” frutto del rimescolamento di carte in vista del 5G. E’ questa la novità che emerge dall’emendamento che il Governo si prepara a presentare per modificare le norme del maxi-switch off che vedrà le emittenti televisive traslocare dalla banda 700 Mhz appena assegnata alle telco con l’asta, per spostarsi nella “sub-700 Mhz”. Le due frequenze “in più” sono frutto dell’introduzione della tecnologia Dvb-T2 – in grado di raddoppiare la capacità trasmissiva in dotazione alle emittenti – e della revisione della riserva di un terzo della capacità trasmissiva a favore delle Tv locali.

Le nuove condizioni sono state illustrate oggi “agli stakeholder coinvolti” nel corso del Tavolo TV 4.0, spiega una nota del Mise. Si tratta di “linee generali delle modifiche normative in via di presentazione in Parlamento nell’ambito della Legge di Bilancio 2019”. Le modifiche rispondono, dice ancora il ministero, “ai contenuti presenti nella segnalazione inviata dall’AGCom al Governo lo scorso mese di luglio e sono frutto di un’ampia interlocuzione con gli operatori favorita dal tavolo istituito presso il Mise”.

Ecco i punti principali:

  1. Rimodulazione riserva di 1/3 e tutela del pluralismo anche locale

Si supera la riserva di un 1/3 della capacità trasmissiva in favore delle TV locali prevedendo, al contempo, che una quota della capacità trasmissiva sia riservata alle locali. Sempre sulle TV locali si prevede, nell’ambito del processo di transizione e venendo incontro alle esigenze manifestate dalle associazioni di categoria, che le sole emittenti locali nei canali 51-53 saranno oggetto di liberazione anticipata alla luce degli accordi internazionali assunti dal nostro Paese e saranno trasportate dalla concessionaria del servizio pubblico a prezzi orientati al costo.  La liberazione anticipata riguarderà anche le emittenti nazionali che sono sui canali 50 e 52.

  1. Banda VHF per lo sviluppo della radio digitale

Le modifiche normative consentiranno lo sviluppo pieno ed effettivo della radio digitale attraverso la destinazione della banda III VHF prioritariamente per la radio digitale.

  1. Multiplex RAI per l’informazione regionale in UHF

È prevista la realizzazione per l’informazione regionale della RAI di un multiplex in banda UHF, a fronte della legge di bilancio 2018 che stabiliva per l’informazione regionale RAI la creazione di un multiplex in banda III VHF. La modifica è volta ad assicurare un uso più efficiente dello spettro, a minimizzare costi e disagi per gli utenti e ad assicurare una migliore ricevibilità del segnale RAI.

  1. Beauty contest oneroso senza rilanci competitivi per le frequenze aggiuntive

La proposta normativa prevede l’assegnazione di ulteriore eventuale capacità trasmissiva disponibile in ambito nazionale e delle frequenze terrestri tramite una procedura onerosa con aggiudicazione all’offerta economica più vantaggiosa, senza rilanci competitivi. I proventi della gara saranno destinati a progetti di innovazione digitale promossi dagli operatori.

  1. Più risorse per i cittadini per decoder e smart TV

La proposta normativa prevede, infine, la rimodulazione degli importi destinati all’acquisto di decoder e smart TV nel rispetto del principio di neutralità tecnologica. In particolare, vengono destinati 50 milioni di euro in più rispetto alla legge di bilancio dello scorso anno (per un totale di 150 milioni di euro) e le risorse vengono concentrate nel 2020, anno nel quale si prevede un picco della domanda.

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