No all’iper-regulation, sì all’approccio multistakeholder e soprattutto promozione di una nuova educazione civica per formare i cittadini digitali: questo il messaggio del presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Angelo Cardani, intervenuto oggi all’evento “Digitali e Responsabili”, la nuova iniziativa presentata da Google a Roma con CorCom come media partner.
La riflessione di Cardani ruota intorno a opportunità e responsabilità per il cittadino digitale, un binomio essenziale per preservare i diritti fondamentali anche nell’era di Internet e per esercitare a pieno il ruolo di cittadino, ovvero parte della “cosa pubblica”. “in questi anni si è formata una categoria di cosiddetti cittadini digitali, ovvero individui che usano il digitale in senso lato con molta disinvoltura, familiarità e naturalezza, soprattutto i giovani. Ma non sono veramente cittadini digitali, è sulla parola cittadino che sorgono dubbi”, ha affermato il presidente Agcom. “Non basta utilizzare una tastiera con perizia o conoscere bene i software per essere dei veri cittadini digitali: occorre essere integrati nella struttura del proprio paese, avere un rapporto con le istituzioni e con la società attuale. Gli usi impropri della Rete che osserviamo oggi mostrano un’ignoranza dell’etica digitale e questo è il nodo da affrontare e possibilmente risolvere”.
Fondamentale sarà dunque il ruolo delle autorità e delle imprese nel formare le persone, giovani e meno giovani, a trasformarsi pienamente in cittadini digitali, come in “un corso di educazione civica per l’era digitale”. Tuttavia, intervenire con un’iper-regolazione non è la via giusta, secondo Cardani: “Non approvo una soluzione ‘muscolare’, non mi sembra serio da parte di uno Stato fare leggi a ripetizione”. Per il presidente Agcom poche leggi buone e applicabili sarebbero molto più efficaci che tante leggi difficili da far rispettare. “La soluzione non è iper-normare”, ha ribadito Cardani. “Se c’è un problema di formazione del cittadino digitale, di rispetto dei dati o dell’informazione corretta, dobbiamo intervenire con una collaborazione tra tutti gli attori interessati. Sono convinto che i settori che creano problemi contribuiranno prima o poi a risolverli, perché possono comprometterne la redditività. I grandi player che conoscono molto bene il settore possono proporre soluzioni migliori dei parlamentari e l’iniziativa di Google oggi risponde a questa logica”.
Anche Agcom
ovviamente fa la sua parte, con studi di settore e dialogo costante con gli stakeholder. “Per governare un fenomeno travolgente e innovativo come la rivoluzione digitale Agcom è orientata a preferire una strategia regolatoria fondata sulla gradualità degli interventi, sulla moral suasion e la light-touch regulation. E’ a partire da queste premesse che il regolatore guarda con interesse e favore a progetti come quello promosso da Google. Al tempo stesso”, ha concluso Cardani, “teniamo a sottolineare l’importanza che queste iniziative, la loro efficacia, la loro neutralità, la loro natura di servizio al cittadino, siano soggette anche a un vaglio istituzionale. E’ questo il ruolo che Agcom intende svolgere su tali temi”.