Il Chief technology officer di Facebook, Mike Schroepfer, ha deciso di lasciare il suo ruolo per dedicarsi alla famiglia e alla filantropia. Lo ha comunicato lo stesso social media. Non è frequente che Facebook perda top manager: come nota in un commento il New York Times, il ceo Mark Zuckerberg è molto attento a tenersi stretta la cerchia dei dirigenti fidati che tengono le redini dell’azienda (come Sheryl Sandberg, Coo dal 2008).
Facebook ha già scelto il manager che prenderà il posto di Schroepfer: è Andrew Bosworth, altro veterano dell’azienda e amico personale di Zuckerberg. Bosworth ha lavorato in diverse aree di Facebook, tra cui lo sviluppo dei prodotti di advertising e la realizzazione di dispositivi video e di realtà virtuale.
Schroepfer ha fatto le “veci” di Facebook nel Datagate
Schroepfer, 46 anni e da 13 anni in Facebook, lascerà il suo posto di Cto il prossimo anno per diventare “senior fellow”, un ruolo di nuova creazione. Potrà così continuare a supervisionare le assunzioni e la formazione dei talenti hitech di Facebook.
Tuttavia, nel ruolo di Cto (che ha ricoperto dal 2013), Shroepfer si è occupato di altri aspetti chiave per l’azienda, tra cui lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale per aiutare la piattaforma social ad arginare la diffusione di fake news, hate speech e altre violazioni della privacy, della sicurezza e dei diritti delle persone online.
Schroepfer ha addirittura rappresentato Mark Zuckerberg davanti al Parlamento britannico nell’anno di Cambridge Analytica o “datagate“: il Ceo ha lasciato che fosse il top manager a presentarsi a Londra per rispondere alle domande dei parlamentari sulla cessione dei dati senza consenso alla società di marketing politico.
Facebook ha investito 13 miliardi per privacy e sicurezza
Facebook è da alcuni anni sotto attento scrutinio dei regolatori mondiali. Dopo il datagate e l’evidenza delle falle nella protezione dei dati personali, la rete sociale di Mark Zuckerberg è finita nel mirino per gli utilizzi a scopo di bullismo, discriminazioni e attacchi di altro genere alle persone, nonché per l’esposizione raggiunta dalle false informazioni legate alla politica e alla salute. Le conseguenze sono emerse drammaticamente con le elezioni presidenziali americane del 2016 e con l’esplosione della pandemia di Covid-19 e la successiva campagna vaccinale.
Facebook ha cercato di porre riparo e di recente ha anche fornito i numeri del suo impegno economico: l’azienda ha investito oltre 13 miliardi di dollari in misure di sicurezza e protezione dal 2016. La divulgazione del dato arriva a pochi giorni di distanza dall’accusa rivolta dalla stampa secondo cui l’azienda di Mark Zuckerberg non sarebbe riuscita a riparare “gli effetti negativi della piattaforma” portati alla luce dall’Osservatorio indipendente su Facebook (cui l’azienda è sottoposta negli Stati Uniti).
Facebook ha aggiunto che la sua esperienza nell’intelligenza artificiale l’ha aiutata a bloccare tre miliardi di account falsi nella prima metà dell’anno e a eliminare più di 20 milioni di fake news su Covid-19 e vaccini.