IL CASO

Google “vince” sul fisco francese, governo pronto a ricorrere in appello

Il tribunale amministrativo di Parigi annulla la procedura di recupero fiscale da oltre 1 miliardo di euro. Ma il ministro del Bilancio Darmanin non ci sta: “Dobbiamo difendere gli interessi dello Stato”

Pubblicato il 13 Lug 2017

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Google non dovrà pagare al fisco francese 1,1 miliardi di euro ma il governo guidato da Edouard Philippe non ci sta. L’esecutivo annuncia che farà ricorso contro la sentenza del tribunale amministrativo di Parigi che ha annullato la procedura di recupero fiscale di cui era oggetto il colosso statunitense. “Ricorreremo in appello per difendere gli interessi dello Stato”, ha spiegato il ministro del Bilancio, Gerald Darmanin.

I giudici transalpini hanno infatti giudicato ingiustificata la procedura, sostenendo che le regole dell’Ocse e della Ue in merito sono chiare, stabilendo che le aziende devono pagare le tasse nel Paese in cui hanno un insediamento stabile, cosa che non corrisponderebbe alla situazione di Google in Francia tra il 2005 e il 2010, periodo incriminato.

Il motivo sarebbe da ricercare nella limitatissima autonomia dalla sede irlandese di cui godrebbe Google Francia, i cui uffici ad esempio non possono nemmeno accettare inserzioni pubblicitarie online da clienti francesi senza l’approvazione di Dublino. In Francia inoltre Google non ha nemmeno un server. Google ha ovviamente accolto favorevolmente la notizia: “La Corte amministrativa di Parigi ha confermato che Google rispetta la legge fiscale francese e gli standard internazionali” si legge nella nota. L’inchiesta francese nei confronti di Google era stata avviata il 16 giugno del 2015, quando Google aveva dichiarato in Francia 249 milioni di euro di ricavi e un utile netto di 12 milioni di euro. In quello stesso anno le casse dello stato francese avevano incassato 6,7 milioni di euro dall’imposta sulle società (IS) e 5 milioni nel 2014.

Queste cifre erano sembrate troppo basse per i ricavi reali di Google generati dalle sue attività in Francia. Nel 2015 l’organizzazione che si occupa di pubblicità digitale, il Syndicat des régies internet, aveva stimato che Google avesse ottenuto 1,75 miliardi di ricavi da “link sponsorizzati”. Se Google aveva dichiarato meno era perché la maggior parte dei ricavi, compresi quelli derivanti dalla sua piattaforma di pubblicità, dipendono dalla sede di Google in Irlanda. Le domande dell’inchiesta fiscale francese riguardavano dunque la legittimità di questo sistema.

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