L'INTERVISTA

Spid e PA, Dragoni (Polimi): “Servono incentivi e azioni culturali”

La direttrice dell’Osservatorio Digital Identity: “Definire una scadenza dello switch off non basta a spingere le PA verso il cambiamento. Necessari meccanismi incentivanti, sanzioni e piani per diffondere le competenze digitali tra dipendenti pubblici e utenti”

Pubblicato il 03 Mar 2021

SPID

Il 28 febbraio sarebbe dovuto essere il giorno dello switch off, se non totale – la deadline non riguardava i piccoli Comuni – almeno parziale della PA. Il giorno in cui i cittadini avrebbero potuto accede ai servizi online tramite Spid, Cie o Cns e in cui gli enti avrebbero integrato nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate e avviato la trasformazione della “PA in app” mettendo a disposizione le prestazioni sull’App IO.

Come abbiamo visto dai numeri così non è stato: molte le amministrazioni inadempienti e poche quelle in regola. Con il risultato che è andata persa l’ennesima occasione per accelerare sulla trasformazione.

Di cosa non ha funzionato e di come rimuovere gli ostacoli che rallentano i processi di innovazione ne parliamo con Giorgia Dragoni, direttrice dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano.

Dragoni, perché le PA non si sono presentate pronte alla scadenza?

Perché definire una scadenza non basta ad abilitare il cambiamento. Il decreto Semplificazioni ha, sì, identificato il 28 febbraio come data dalla quale iniziare ad erogare servizi tramite digital identity – Spid, Cie, Cns – ma senza prevedere sanzioni o meccanismi incentivanti per gli enti inadempienti e per quelli a norma. Eppure, la pandemia è stata un punto di svolta nel modo di funzionare della PA e anche delle modalità con cui gli utenti fruiscono dei servizi pubblici. Con il lockdown, in molti casi, l’accesso alle prestazione è avvenuto solo online e questo ha impresso una forte accelerazione alla diffusione di Spid & co. Lo dicono i numeri delle amministrazioni che fanno accedere via Spid, che sono circa 6200, e anche del numero degli utenti che ha superato i 17 milioni. Poi c’è l’altro grande tema che riguarda i processi interni alla PA…

Ovvero?

Spesso questi strumenti vengono inseriti in una modalità organizzative e in processi obsoleti. Non rappresentano dunque, o almeno non ancora, una leva per innovare anche il back office. E questo fa naufragare i progetti di digital transformation, nei quali l’erogazione del servizio online è solo l’ultima parte. Prima c’è tutto un modo di funzionare “analogico” che non viene intaccato.

Da cosa dipende?

Soprattutto dalla mancanza di competenze e anche di risorse investite sulla riorganizzazione dei processi interni. È impensabile credere di poter innovare i servizi senza innovare anche tutto quello c’è dietro quei servizi.

Sappiamo che la pubblica amministrazione italiana sconta anche l’età media dei dipendenti che è alta. Dobbiamo sperare nel ricambio generazionale per vedere la svolta?

Quello è certamente un aspetto da tenere in considerazione ma, a mio avviso, non così ostativo come si pensa. La mancanza di e-skill può essere colmata con grandi piani di formazione digitali, con un monitoraggio attento dei bisogni e con l’analisi dei risultati raggiunti. E soprattutto diffondendo la consapevolezza che il digitale è la chiave per migliorare il modo di lavorare e uno straordinario abilitatore di efficienza. Serve fare cultura, insomma, non solo “corsi”.

In questo ultimo anno abbiamo notato una più veloce diffusione di Spid. Lockdown e bonus hanno convinto molti utenti a dotarsi di un’identità digitale. Come rendere strutturale questo boom?

Anche qui si tratta di un tema culturale. È chiaro che se Spid viene usato solo come chiave di accesso “temporanea” – in attesa che riaprano tutti gli sportelli pubblici, ad esempio – o ancora come strumento per accedere ai bonus, presto la bolla esploderà. Per evitare che accada, anche qui, serve che l’utenza sia adeguatamente informata sulle effettive possibilità d’uso, nel lungo periodo. Bisogna creare cultura dell’innovazione e su questo fronte sono fondamentali le azioni che possono mettere in campo i Comuni che sono gli enti più vicini ai bisogni del cittadino. E anche il ruolo di soggetti aggregatori di servizi pubblici.

In che senso?

Tra gennaio e febbraio 2021 abbiamo notato un vertiginoso aumento, pari all’81% di questi soggetti: quelli accreditati Agid sono arrivati a 38. Si tratta di pubbliche amministrazioni o privati che offrono a terzi la possibilità di rendere accessibili tramite identità digitale i rispettivi servizi. Agevolano, dunque, l’ingresso nella federazione Spid dei fornitori che non ritengono conveniente attivare presso di loro la struttura necessaria per esporre i propri servizi in rete tramite l’autenticazione con lo Spid. In questi mesi sono aumentati in maniera così evidente proprio in vista della scadenza del 28 febbraio. E possono rappresentare un interessante driver di innovazione, soprattutto quando sarà pronta anche la convenzione Agid per gli aggregatori di servizi privati. Solo in quel momento si sarà raggiunto l’obiettivo di rendere Spid l’unica chiave di accesso alle prestazioni, pubbliche o private che siano, che era poi la missione per cui è nato.  E in questo senso serve accelerare anche sui gestori di attributi qualificati: tutti i soggetti che hanno il potere di attestare qualifiche, stati personali, poteri di persone fisiche, come gli ordini professionali o le Camere di Commercio.  L’ingresso di questi soggetti nella federazione Spid consente ai fornitori di servizi di verificare stati personali delle persone fisiche che accedono ai loro servizi in rete. Andando ad allargare il campo d’azione dell’identità digitale.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati