CRESCITA 2.0

Agenda digitale, il Senato frena sull’e-book scolastico

Rallentamento “bipartisan” sui tempi di adozione previsti dal Crescita 2.0: troppo stringente l’obbligo del nuovo formato già dal prossimo anno. “Serve gradualità”. Il ministro Profumo: “Con il libro elettronico risparmi fino al 30% all’anno”

Pubblicato il 14 Nov 2012

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Il Senato frena sull’adozione dei libri scolastici digitali stabilita dal dl Crescita 2.0. A preoccupare in maniera bipartisam i senatori della Commissione Industria che in questi giorni sta affrontando una discussione preparatoria al voto sugli emendamenti, soprattutto l’obbligo per le scuole di passare al formato digitale già a partire dal prossimo anno.

Secondo la senatrice Maria Ida Germotani (Per il Terzo Polo:Api-Fli) “è necessaria una maggiore gradualità nell’introduzione dell’obbligo dei testi elettronici” mentre per Giancarlo Sangalli è “troppo breve il tempo lasciato alle case editrici per passare al formato digitale”. Dello stesso avviso anche Enzo Ghigo (Pdl) che condivide con i colleghi “la necessità di non eccedere nell’accelerazione della misura che riguarda le case editrici, anche in considerazione del fatto che le stesse lavorano su una programmazione biennale”.

Ma il colpo di acceleratore dato dal governo agli e-book scolastici non convince nemmeno gli esperti. Paolo Ferri, docente dell’Università Milano Bicocca, in suo intervento sul sito del Corriere delle Comunicazioni agendadigitale.eu sottolinea le criticità rilevate nell’Agenda digitale.

Ferri evidenzia due problemi che rischiano di vanificate le norme, il primo dei quali legato ai tempi della produzione editoriale dei testi scolastici. “ I testi che verranno adottati l’anno prossimo sono già in produzione – spiega l’esperto – con i relativi investimenti realizzati negli anni passati e verranno presentati agli insegnati a partire da marzo 2012. Modificare la norma ora rischia di vedere gli editori impreparati a rispondere alle esigenze di legge e degli insegnanti”.

Il secondo punto riguarda la possibilità di vendere i contenuti digitali separatamente dal libro, che incrementerebbe virtuosamente la concorrenza tra gli editori ma che “richiede una radicale riprogettazione dei contenuti e dei modelli di commercializzazione e di vendita dei libri on-line e dei contenuti digitali di appoggio che non sarà possibile realizzare entro i tempi indicati dalla legge”.

Inoltre il testo attuale della legge incide sulla struttura stessa dei testi e dei contenuti digitali, ipotizzando che in ebook o cartaceo rimanga un profilo essenziale della disciplina e che passino on-line tutti i contenti integrativi attualmente per lo più integrati nella versione cartacea dei manuali cartacei. “Tutte esigenze del tutto condivisibili – conclude Ferri – ma come sarà possibile per gli editori operare questa rivoluzione nel breve volgere di un inverno, e nello stesso tempo mantenere un tasso di qualità sufficiente, in un momento di forte crisi economica?”

Intanto il governo rilancia sulla scuola digitale. “Puntiamo sul processo di trasformazione della scuola grazie alle tecnologie – sottolinea il ministro Francesco Profumo – Ciò consentirà un risparmio sulla spesa media per i libri, ipotizzato su 5 anni di scuola, di un 20-30% all’anno, somme che dovrebbero essere indirizzate all’acquisto di tablet che diventerebbero quindi lo strumento principe per l’apprendimento scolastico”.

Il Miur ha annunciato lo stanziamento di circa 70 milioni di euro di fondi europei – di cui quasi 30 milioni per il meridione – per l’innovazione tecnologica nelle scuole italiane. “Saranno usati soprattutto per connettere a internet le scuole più piccole – puntualizza Profumo – ubicate in zone isolate e consentire l’ insegnamento a distanza”.

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