IL NUOVO GOVERNO

Agenda digitale, le deleghe a Giulia Bongiorno. Online il bando per il nuovo dg di Agid

Il conferimento delle competenze alla ministra della PA nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 giugno in corso di registrazione alla Corte dei Conti. Online sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica l’avviso per la selezione del successore di Samaritani

Pubblicato il 04 Lug 2018

bongiorno

Al ministro della PA, Giulia Bongiorno, le deleghe al Digitale. A quanto risulta a CorCom la delega è stata affidata con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 giugno 2018, nel quale si conferisce alla ministra della PA la competenza  “di funzioni con riferimento all’Agenzia per l’Italia digitale”. Il provvedimento è attualmente in corso di registrazione alla Corte dei Conti.

Nel braccio di ferro tra Salvini e Di Maio l’ha dunque spuntata il primo: la Lega infatti avrebbe spinto molto per tenersi le competenze sull’Agenda digitale, soprattutto dopo aver lasciato ai 5 Stelle – almeno per ora – quelle sulle Comunicazioni.

Intanto si accelera sulla selezione del nuovo  direttore generale di Agid, dopo la fine del mandato di Antonio Samaritani. E’ online sul sito del Dipartimento della Funzione pubblica l’avviso con cui è stata indetta la procedura di selezione, ad evidenza pubblica, al fine di individuare e nominare il nuovo dg. Le candidature devono essere inviate entro le 12.00 del 13 luglio all’indirizzo e-mail: candidature.agid@governo.it. Tutti i dettagli sono consultabili sul sito http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/03-07-2 018/bando-agid.

In questo periodo di transizione però, l’Agenzia è a rischio paralisi: essendo l’ente un organismo monocratico, senza il dg è impossibilitata a svolgere le sue attività.

Per quanto riguarda invece il Team Digitale continuerà il suo lavoro anche dopo la scadenza del mandato il prossimo settembre. I riflettori sono puntati sul futuro del commissario Diego Piacentini la cui riconferma è però nella mani del presidente del Consglio, Giuseppe Conte. I 5 Stelle stanno spingendo per una sua riconferma mentre la Lega vorrebbe liberarsene per dare un segnale di discontinuità con il precedente governo che aveva – dicono a CorCom da ambiti vicini al Carroccio – “praticamente commissariato il digitale”. Il partito di Salvini punta invece a normalizzare la governance con un’Agid più forte alle dirette dipendenza del ministero dell PA e un Team di giovani che possano “ispirare” nuove strade.

La voglia discontinuità si rileva anche nelle parole della ministra che nei giorni scorsi, in occasione dell’Internet Day, aveva delineato la sua strategia per l’innovazione.

“La digitalizzazione deve essere ragionevole – ha detto la ministra – E quando dico ragionevole intendo dire che bisogna fare i conti con l’enorme diversità che esiste fra la PA centrale e il più piccolo comune arroccato su una montagna – ha spiegato – Immaginare una trasformazione digitale omogena significa non tenere conto delle peculiarità. E invece bisogna tenerne conto eccome perché le cose non stanno sempre come ce le immaginiamo o vorremmo immaginarle”.

Realtà diverse necessitano di trattamenti diversi altrimenti si rischia “un mostro della digitalizzazione”, con poche best practice virtuose e molta arretratezza. Insomma serve un approccio realista secondo il ministro. Una digitalizzazione su misura dunque, molto diversa da quella “nazionale” portata avanti finora da Piacentini e Agid che invece puntavano a portare le piattaforme abilitanti – Spid, Anpr, PagoPA – in tutte le PA con l’obiettivo di fare “massa critica”, basti pensare a Spid, Anpr e Pago PA. Oppure al Data & Analytics Framework (DAF) tra le attività principali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nazionale. L’obiettivo è quello di sviluppare e semplificare l’interoperabilità dei dati pubblici tra PA, standardizzare e promuovere la diffusione degli open data, ottimizzare i processi di analisi dati e generazione di sapere. Si punta ad aprire il mondo della Pubblica amministrazione ai benefici offerti dalle moderne piattaforme per la gestione e l’analisi dei big data.

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