AGENDA DIGITALE

Anagrafe Unica, Coppola contro il Viminale: “Poca chiarezza su progettazione e collaudo”

Il presidente della Commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione e l’innovazione della PA accusa il ministero dell’Interno: “Ancora non sappiamo il nome del dirigente responsabile”

Pubblicato il 03 Mar 2017

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Paolo Coppola, presidente della Commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione e l’innovazione della PA, a gamba tesa sul ministero dell’Interno. Nel mirino il progetto di Anagrafe Unica nazionale che sta tenendo banco nelle audizioni di queste settimane. Per martedì 7 marzo è in programma quella con i dirigenti del Viminale ma ancora non è noto il nome del dirigente responsabile.

“Il progetto dell’Anpr è costato più di 20 milioni di euro e ancora non riusciamo a vedere la conclusione. Come è stata fatta la progettazione? Come il collaudo? Perché serve ancora definire un ennesimo contratto per vedere l’anagrafe nazionale realmente operativa? Ci sono responsabilità politiche da accertare? C’è una carenza di competenze? – si interroga Coppola – Sono tutti interrogativi a cui la Commissione vorrebbe risposte, ma dopo circa una settimana non siamo riusciti nemmeno ad avere il nome del dirigente responsabile della transizione alla modalità operativa digitale definito dall’art. 17 del dlgs. 82/2005″.

Secondo Coppola si tratta di una sutuazione paradossale. “Vorremmo indagare sullo stato del digitale e, dopo quasi una settimana, il dirigente a cui vorremmo porre le domande risulta ancora un’entità ‘virtuale’”.

Anpr è un progetto strategico. Nei giorni scorsi Il commissario al Digitale, Diego Piacentini, ha promesso che per la fine del suo mandato saranno in rete il 40-50% dei Comuni sarà a bordo”. A questo proposito Sogei, la spa del Mef incaricata di svilippare l’applicativo, ha assicurato che il progetto dal punto di vista informatico è pronto, “completato, collaudato e pienamente operativo”. Come spiegato dall’Ad, Cristiano Cannarsa, ora tocca ai Comuni superare gli ostacoli e cominciare ad implementarlo.

Il problema per la mancata diffusione dell’Anagrafe “non è informatico”. “Non è Sogei il soggetto che può aver ostacolato” la partenza massiccia del progetto, quanto “il tempo amministrativo e legislativo”. “Per progetti importanti, strategici forse andrebbe fatta una riflessione sull’opportunita’ di un processo legislativo più snello”, ha sottolineato l’Ad.

A frenare, dunque, sarebbero gli stessi Comuni che utilizzano software già rodati per gestire le loro anagrafiche. “Posso capire che per i Comuni e per le software house locali la rinuncia all’anagrafe sia un fatto difficile, anche se i Comuni possono dotarsi di una copia in loco – ha sottolineato a questo proposito Cannarsa – che si è notato già in fase di sperimentazione dalla freddezza dei 27 comuni coinvolti. Sogei ha sempre offerto collaborazione anche di fronte a queste resistenze, inviando persone in loco”.

I sistemi anagrafici sono diversi da comune a comune e i costi di subentro sono a carico dei Comuni. I gestionali utilizzati nelle PA locali sono per lo più disegnati per svolgere una serie complessa di servizi (non soltanto quelli demografici) che ruotano intorno ai dati anagrafici: servizio tributi, contabilità e a cascata una serie di servizi connessi fra cui servizio mensa, trasporti, servizi cimiteriali. Dati che a loro volta confluiscono nei database delle forze dell’ordine.

Prevedere l’utilizzo di un gestionale ad hoc per l’anagrafe implicherebbe un cambio di mansioni, processi e di mentalità profondo per i dipendenti comunali, abituati da sempre a usare il gestionale del comune.

La questione di fondo, è trovare un sistema efficiente che secondo i Comuni è quello di collegare i gestionali esistenti, tramite web services, all’Anagrafe unica senza l’obbligo di adottare l’applicativo Sogei, che potrebbe rivelarsi un’ottima soluzione alternativa invece nei Comuni che espressamente chiedessero di adottarlo. Ma senza imposizioni. In questo senso Cannarsa ha detto che in prevalenza i Comuni lavorano con i web services mentre altri prediligono le web application

Per trovare la quadra Sogei e il Team Digitale di Piacentini hanno incontrato Assosoftware, l’associazione che riunisce i produttori di sistemi IT. L’obiettivo dell’incontro era fare il punto sul progetto e rimuovere gli ostacoli che impediscono un’accelerazione nel processo di subentro dei Comuni verso l’Anpr.

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