L’Anas battezza la firma digitale “massiva”. Il gestore delle rete stradale italiana ha formalizzato – primo in Italia – un contratto pubblico massivo d’appalto in forma digitale, rispettando le nuove modalità introdotte dalla recente normativa stabilita dalla legge sulla semplificazione.
Grazie all’uso di una piattaforma tecnologica ad hoc, anche gli atti relativi agli appalti per lavori di grande importanza tecnica ed economica sono stipulabili con un’unica firma digitale da parte rispettivamente dei due contraenti e del notaio rogante. E’ la cosiddetta firma “massiva”, il sistema che consente la firma veloce e contemporanea di un gran numero di file particolarmente pesanti permettendo – oltre al risparmio di carta – anche un considerevole risparmio di tempo nella definizione della stipula.
“Saranno d’ora in poi un ricordo – commenta l’amministratore unico dell’Anas, Pietro Ciucci – le stipule notarili lunghe diverse ore, quando non addirittura giorni, che impegnavano il dirigente dell’Anas e il delegato dell’impresa a estenuanti sedute per firmare migliaia e migliaia di allegati”. L’atto pubblico informatico stipulato oggi è stato messo al sicuro da parte del notaio nel “sistema di conservazione a norma” realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato. Il sistema è idoneo a custodire e a preservare nel tempo la validità giuridica del documento. L’Anas – si legge in una nota – ormai da anni la prima stazione appaltante d’Italia per volume economico, ha sviluppato soluzioni tecnologiche e organizzative avanzate, per comprimere i costi, globalmente intesi, della filiera degli appalti con un risparmio per la collettivita’ tutta che, in questa fase cosi’ difficile, è la vera sfida da affrontare quotidianamente.