IL PARERE ALL’ANCI

App sosta auto, l’Antitrust: “No affidamenti in esclusiva”

L’autorità richiama all’ordine i Comuni in nome della concorrenza: “Tutti coloro che sono in grado di garantire all’ente locale il possesso di adeguati requisiti tecnici e finanziari devono avere la possibilità di erogare il servizio”. Milano, Torino, Roma esempi virtuosi. E sulla questione dei costi sollevata dalle PA: “Il servizio può essere finanziato anche con i proventi pagati dagli utenti, si tratta di un’attività che ha tutte le caratteristiche di redditività stand alone”

Pubblicato il 04 Apr 2023

auto

L’Antitrust dice ufficialmente no a quella che è ormai una prassi diffusa soprattutto nei comuni di media e piccola taglia: l’affidamento in esclusiva del servizio di app per il pagamento della sosta auto da parte dei Comuni. Nel capitolo ‘Attività di segnalazione e consultiva‘ dell’ultimo bollettino dell’Autorithy (SCARICA QUI IL DOCUMENTO COMPLETO), si definisce infatti “non giustificabile il ricorso al concetto del ‘numero chiuso’ di operatori da selezionare, dal momento che tutti coloro che sono in grado di garantire all’ente locale il possesso di adeguati requisiti tecnici e finanziari devono avere la possibilità di erogare il servizio”.

Numero limitato ma senza giustificazione

Se infatti le amministrazioni di Milano, Torino, Roma “hanno adottato correttamente una regolazione che favorisce la concorrenza nel mercato delle app”, nella gran parte degli altri comuni “anche di rilievo in termini di estensione e popolosità, è invece diffusa la prassi di limitare il numero di operatori, senza che vi sia , tuttavia, alcuna giustificazione di natura tecnica e/o economica legata alle caratteristiche del servizio“, annota ancora l’Autorità.

Un servizio commerciale a valore aggiunto

Il servizio di pagamento della sosta con app appare invece “presentare chiaramente le caratteristiche di un servizio commerciale a valore aggiunto, diverso e ancillare rispetto al servizio principale, che come dimostra l’esperienza di alcuni importanti Comuni italiani, ben consente sotto il profilo tecnico anche la gestione simultanea di più sistemi dello stesso tipo da parte di diversi operatori”.

Servizio finanziabile con i proventi pagati dagli utenti

Nè vale, a spiegazione della limitazione del mercato, la denuncia di “costi di adeguamento dei sistemi informatici” insostenibili: “Il servizio di pagamento della sosta via app potrebbe essere finanziato anche con i proventi pagati dagli utenti: in altri termini, si tratta di un’attività che ha tutte le caratteristiche di redditività stand alone”, precisa ancora l’Autorità. “Infatti, gli utenti potrebbero essere disposti a pagare un sovrapprezzo al fine di usufruire dei servizi aggiuntivi, che altrimenti non sarebbero disponibili, per i quali esistono dei vantaggi consistenti nella maggiore immediatezza (rispetto ai parchimetri o all’acquisto dei titoli di sosta in tabaccheria) o nella possibilità di personalizzazione dei servizi”.

Favorire la concorrenza del mercato

Al’Antitrust dunque auspica, da parte delle amministrazioni locali, “l’adozione di un regime volto a favorire la concorrenza nel mercato tra i vari operatori nel settore dei servizi di pagamento della sosta tramite app, essendo tale regime il più idoneo a garantire un corretto confronto competitivo”. In pratica, l’ente gestore della sosta “si dovrebbe limitare, come già avviene in molti Comuni, a bandire una manifestazione di interesse aperta alla partecipazione di tutti gli operatori”.

Invita per questo l’Anci a comunicare, entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della segnalazione, “le iniziative adottate per promuovere la rimozione delle violazioni della concorrenza sopra esposte”.

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