PUNTO DI VISTA

Cinquanta sfumature di Agenda (digitale)

Per migliorare il piano digitale serve ascoltare l’utenza, recepire le buon pratiche e analizzare le critiche

Pubblicato il 13 Ott 2012

agenda-digitale-120903114626

Finalmente, il 4 ottobre si è avviato l’iter del Digitalia, ribattezzato ora “Crescita 2.0”: ora quindi si comincia. Eh si perché non si tratta di un punto di arrivo bensì di partenza: per l’agenda digitale sia avvia innanzitutto per il suo iter di conversione in legge (entro sessanta giorni), con sicura fusione dei contenuti con l’agenda digitale parlamentare (il disegno di legge Palmieri-Gentiloni-Rao) e con sicure “injection” parlamentari derivanti dai sicuri commenti e suggerimenti che arriveranno dal mondo dell’impresa e dalla società civile.


Va fatto presente che il testo del decreto non è altro che una raccolta di proposte normative regolamentari per consentire l’avvio delle attività previste nelle cosiddette “schede progetto” dell’agenda digitale, per le quali è necessaria una copertura finanziaria considerevole e che non sempre è possibile coprire con fondi europei. In ballo ora ci sono molte cose.
C’è innanzitutto la necessità di fare cultura digitale, di far comprendere ad ogni livello (dalla casalinga di Voghera, all’imprenditore, al dipendente sia pubblico che privato) come l’informatizzazione ed in particolare l’uso delle tecnologie della comunicazione possano migliorare la qualità dei servizi e la produttività.

C’è anche la necessità di rilanciare l’attività imprenditoriale – a mio avviso – non limitandosi al mero concetto di startup ma a garantire alle aziende, nuove ed esistenti, di essere delle “stay-up”, ossia aziende in grado di stare in piedi e di porsi sul mercato in modo competitivo. Vi è inoltre la necessità di digitalizzare le comunicazioni ed i servizi, sia nelle PA che in ambito aziendale, realizzando sistemi di connettività veloce ma soprattutto la vera interoperabilità tra banche dati, arrivando all’autenticazione unica dell’utente/azienda.
In ambito cittadino, è necessario innovare la vivibilità urbana, pensando a città intelligenti con beneficio delle nuove tecnologie per tutti i cittadini, indipendentemente dalla disabilità. Bisogna infine ripensare la formazione, ispirandosi a modelli europei di formazione e certificazione delle professionalità e ripensando altresì le modalità formative: non basta convertire in Pdf un libro di testo, è necessario che il materiale formativo sia reso disponibile per essere fruibile con le tecnologie informatiche di tutti i giorni (netbook, tablet, Pc).

E l’Agenzia per l’Italia digitale? Che fine farà? Innanzitutto ora bisognerà attendere la selezione del direttore, il cui compito sarà ardito: dovrà innanzitutto curare la fusione di realtà esistenti come DigitPA e Agenzia per l’ Innovazione, far ripartire le attività di queste realtà nonché tutte le nuove attività previste dallo statuto che ancora oggi non c’è, e che probabilmente ci sarà al termine della conversione del Digitalia in legge, vale a dire per i primi di dicembre, in piena discussione della manovra finanziaria.

Ma, sfortuna vuole, nell’avviso sono presenti due gravi errori. Il primo sta nell’indirizzo e-mail a cui inviare la comunicazione “Coloro che intendono candidarsi ai fini dell’attribuzione dell’incarico sono tenuti ad inviare al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: agenziaitaliadigital@pec.governo.it” – manca la “e” nella parola digitale – il secondo sta nel riferimento alla delega governativa “conferita al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con il Dpcm 13 dicembre 2012”, ossia tre mesi dopo l’emissione del bando, quest’ultima prontamente corretta “a penna” con un bel “leggasi 2011”.

A posteriori, dopo aver vissuto molte fasi della genesi delle “agende digitali” sia governative che parlamentari a volte in modo diretto, a volte in modo indiretto, mi vedo di dare un umile consiglio a chi dovrà decidere il futuro dell’innovazione digitale nel nostro paese: bisogna ascoltare l’utenza, recepire le buone pratiche e clonarle ove possibile, recepire e analizzare le critiche da chiunque provengano perché il bello del mondo digitale è che i critici, a differenza degli altri settori quali quelli dello spettacolo, spesso vengono bollati come rompiscatole.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati