E-HEALTH

Decreto Balduzzi, la sanità si “riorganizza” con l’Ict

Il decreto varato dal Cdm prevede un maggiore uso dell’informatica per l’integrazione delle cure sul territorio e per le attività di intramoenia. Intanto il Mise lavora alla realizzazione della ricetta digitale all’interno del pacchetto crescita

Pubblicato il 06 Set 2012

L’Ict fa la parte del leone nel decreto legge Balduzzi sulla sanità varato ieri dal Consiglio dei ministri. Relativamente all’assistenza territoriale l’Ict “è strumento irrinunciabile per l’aggregazione funzionale e per l’integrazione delle cure territoriali e ospedaliere”. Più innovazione anche per le attività di intramoenia. Le aziende sanitarie devono procedere a una definitiva e straordinaria ricognizione degli spazi disponibili per le attività libero-professionali ed eventualmente possono, con un sistema informatico speciale, utilizzare spazi presso strutture sanitarie esterne, ovvero autorizzare i singoli medici a operare nei propri studi. Sul versante farmaci il decreto completa il passaggio all’Aifa delle competenze in materia di sperimentazione clinica dei medicinali oggi ancora attribuite all’Istituto superiore di sanità limitando contestualmente il proliferare dei comitati etici, prevedendo una gestione interamente telematica della documentazione sugli studi clinici.

La spinta sull’Ict voluta dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, va di pari passo con quella che il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sta dando nel suo pacchetto crescita. Nella bozza del provvedimento si prevede che entro un anno la ricetta medica digitale, sia per i farmaci sia per le visite specialistiche, dovrà sostituire quella cartacea mentre il sistema per la tracciabilità dei medicinali erogati dal Sistema sanitario nazionale sarà totalmente informatizzato.

Gradualmente anche le cartelle cliniche diventeranno elettroniche, primo passo verso la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico.

Federsanità Anci valuta positivamente l’attenzione alla sanità elettronica che presto verrà inserita nell’Agenda Digitale Italiana “che può rappresentare una decisiva svolta organizzativa per tutto il Servizio sanitario nazionale e in particolare per i servizi agli utenti”.

Il decreto vieta inoltre che slot machine e sale giochi non possano essere collocate a 200 metri dalle scuole. Secondo il Codacons nel decretone sulla sanità approvato ieri dal Consiglio dei ministri. “Si poteva e si doveva fare di più – afferma il presidente Carlo Rienzi – e alcuni provvedimenti contenuti nel decreto sembrano solo fumo negli occhi degli italiani”. “Non serve a nulla vietare slot machine e sale giochi a 200 metri dalle scuole, quando i giovani possono tranquillamente giocare da casa collegandosi a internet, o recarsi in una qualunque sala scommesse presente nelle città”, afferma Rienzi.

Il governatore del Veneto Luca Zaia Nell’era di Internet e dell’Ipad sottolinea la norma per i videopoker a distanza dalle scuole è “una cretinata, una fuffa”.

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