E-GOV

Donzelli: “Ecco come rilanceremo la Pec”

Il governo punta sui servizi online via Cns. Il coordinatore del tavolo E-gov: “E-mail solo per comunicare”. In cantiere il domicilio digitale e la creazione di un registro unico delle caselle di posta elettronica certificata

Pubblicato il 18 Giu 2012

La Pec trova spazio nell’Agenda digitale. La cabina di regia intende “rispolverare” lo strumento principe del Piano E-gov 2012 firmato dall’ex ministro Renato Brunetta per diffondere il dialogo digitale tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

A dettagliare le strategie del nuovo governo in tema di posta elettronica certificata, Paolo Donzelli coordinatore Progetti strategici per l’innovazione digitale del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica nonché responsabile del tavolo di lavoro e-gov e open data della cabina di regia.

Nell’Agenda digitale rispunta la Pec. Una notizia, visto che negli ultimi sette mesi era stata messa nel cassetto nonostante gli impegni presi dal precedente governo. Cosa è accaduto?

In realtà nulla è stato messo nel cassetto. Fin dagli inizi la cabina di regia si è trovata d’accordo sulla necessità di proseguire nella realizzazione dei progetti avviati in precedenza, con particolare attenzione all’implementazione del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, che contiene norme stringenti relative alla diffusione della Posta elettronica certificata. In questo senso si lavorerà all’evoluzione della piattaforme esistenti.

Questo in linea di principio. Concretamente cosa avete intenzione di fare?

Stiamo dettagliando due linee prioritarie di azione. La prima riguarda il lavoro della pubblica amministrazione: per facilitare la ricerca degli indirizzi Pec puntiamo a realizzare un unico indirizzario che unifichi quelli del registro imprese e degli ordini professionali. Una sorta di pagine bianche delle e-mail certificate che metta ordine nella confusione esistente, spesso causa di ritardi nell’azione dell’amministrazione.

La seconda azione?

Riguarda più direttamente i cittadini. Verrà data la possibilità di eleggere la e-mail certificata a domicilio digitale, dove verranno inviate tutte le comunicazioni nonché le multe. Si faciliterà la vita ai cittadini e alle PA che saranno obbligate a non inviare carta a chi elegga un domicilio digitale via Pec.

C’è chi afferma che la Pec tra i cittadini non è decollata proprio perché si temeva di essere sempre rintracciabili. E ora si pensa addirittura al domicilio digitale: non rischiate l’effetto boomerang?

No, perché non ci sarà l’obbligo di eleggere il domicilio digitale, sarà solo una facoltà offerta a chi ha interesse a interagire con la PA per via telematica. Gli altri potranno continuare a utilizzare la Pec esclusivamente come strumento di comunicazione.

L’ex ministro Brunetta aveva lanciato anche la Cec-Pac, la e-mail certificata gratuita destinata ai privati. Che fine ha fatto?

Ad oggi le caselle Cec-Pac hanno superato il milione di unità. Quello che non si è ancora fatto è stato agganciarvi i servizi, mancanza che in qualche modo ha frenato il progetto. Resto però convinto che questa e-mail sia un prezioso strumento per dialogare velocemente con la PA.

Ripete spesso che la Pec serve per dialogare. Resta inteso che tramite Pec non si può finalizzare un servizio?

Il discorso è più complesso di così. La Pec è uno strumento ideale che non richiede alti livelli di ingegnerizzazione; una caratteristica che la rende utilizzabile anche dagli enti più piccoli che non sono in grado, per motivi economici o di competenze, di realizzare portali interattivi. Infine, è uno strumento che funziona a prescindere dalla velocità delle connessioni: viaggia anche dove c’è il doppino e riduce il digital gap.

Negli altri casi?

Negli altri casi resta un’ideale modalità di comunicazione punto-punto, da integrare con servizi online a cui accedere tramite documento unico. L’obiettivo è realizzare la carta nazionale dei servizi (Cns), un’evoluzione della carta di identità elettronica, che integra la carta regionale dei servizi (Crs) con la tessera sanitaria. Ad oggi in Italia sono state consegnate cica 24 milioni di Cns, una massa critica che ci aiuterà a portare a avanti il progetto.

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