AGENDA DIGITALE

E-book scolastico, gli editori “bocciano” il decreto Profumo

L’Aie prende le distanze dal provvedimento firmato ieri dal ministro dell’Istruzione: “Dannoso e inapplicabile e non tiene in alcun conto le nostre obiezioni”

Pubblicato il 27 Mar 2013

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Nessun accordo tra il ministro Profumo e gli editori sui libri scolastici. Lo precisa l’Aie (Associazione italiana editori), che prende le distanze dal decreto ministeriale in materia di adozioni di libri di testo digitali o misti dall’anno scolastico 2014-2015, firmato ieri, definendolo “dannoso e inapplicabile”. Il testo varato dal dicastero di viale Trastevere – spiega l’Aie in una nota – “dimostra come Profumo non abbia in alcun modo tenuto conto delle concrete obiezioni, perplessità e osservazioni avanzate dagli editori”.

Gli editori di scolastica – osserva l’Aie – “hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nel contribuire all’innovazione della scuola. Lo hanno avuto anche nel favorire l’introduzione e l’uso delle nuove tecnologie nelle aule scolastiche, e intendono proseguire in questo senso con realismo e con la loro competenza. Proprio per questo l’Associazione Italiana Editori, in merito al recente decreto dedicato alle scelte dei testi scolastici, firmato dal ministro Profumo, tiene a precisare che il ministro stesso non ha affatto convinto gli editori della ‘bontà’ di quanto in esso previsto”.

“Le ragioni sostenute dall’Aie, molte delle quali si ritrovano nelle recenti prese di posizione delle associazioni dei genitori, non erano rivolte solo a sottolineare le gravi conseguenze che si ripercuoteranno sull’intera filiera (editori, grafici, cartai, librai, agenti, …). Gli editori hanno fatto rilevare – prosegue la nota – l’insufficienza infrastrutturale delle scuole (banda larga, WiFi, dotazioni tecnologiche, …), rappresentata, con dati e confronti molto eloquenti, poche settimane fa dall’indagine dell’Ocse, voluta dallo stesso Ministero; hanno richiamato l’attenzione per le pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie, sulle quali si vogliono far ricadere i costi di acquisto delle attrezzature tecnologiche (pc, portatili, tablet, …), quelli della loro manutenzione e quelli di connessione, che nelle altre esperienze europee e degli altri paesi a ovest e a est dell’Europa sono solitamente affrontate con consistenti finanziamenti pubblici”.

L’Aie ha insistito anche nel segnalare come il decreto sia “poco allineato con le indicazioni uscite dal Parlamento, volte a una maggiore gradualità e prudenza, e rischi di limitare l’autonomia delle scuole e il principio costituzionale della libertà dell’insegnamento”. “Infine, gli editori hanno più volte fatto rilevare che le intenzioni del Ministero sembrano frutto della sola determinazione di voler favorire l’acquisto di tablet e pc e non poggiavano su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale (cosa di non poco conto se si parla di scuole e di educazione e formazione dei nostri figli); così come non risulta siano state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di devices tecnologici. Quindi – conclude la nota – non si può certo parlare di accordo tra il ministro Profumo e gli editori; anzi, la presa di distanza dell’Aie da un decreto che ritiene dannoso e inapplicabile è netta”.

Il decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo è stato firmato ieri da Profumo. Tra le principali novità – si legge in una nota del Miur – la disposizione per i collegi dei docenti di adottare, dall’anno scolastico 2014/2015, solo libri nella versione digitale o mista. Inizialmente, l’innovazione riguarderà le classi prima e quarta della scuola primaria, la classe prima della scuola secondaria di I grado, la prima e la terza classe della secondaria di II grado.

Novità in arrivo anche per i costi sostenuti dalle famiglie. Se i prezzi di copertina dei libri, definiti per l’anno scolastico 2013/2014, restano confermati anche per il 2014/2015, si riducono i tetti di spesa entro cui il Collegio dei docenti deve mantenere il costo complessivo dei testi adottati.

La riduzione, rispetto ai limiti stabiliti per l’anno scolastico 2013/2014, è del 20%. Ma nel caso in cui l’intera dotazione libraria sia composta esclusivamente da libri in versione digitale la sforbiciata è più consistente, con una riduzione che arriva fino al 30%.

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