E-HEALTH

Addio ricetta rossa, ora è solo digitale: ecco come funziona

Dal 1° marzo vanno in pensione i “blocchetti rossi” e sarà possibile acquistare farmaci dietro prescrizione anche in una regione diversa da quella di residenza. Ma i medici di famiglia segnalano anche svantaggi: “C’è un aggravio di lavoro burocratico che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per i pazienti”

Pubblicato il 29 Feb 2016

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Addio ricetta cartacea. Dal 1° marzo è a regime nuova ricetta elettronica nazionale. Le farmacie dovrebbero essere nelle condizioni di calcolare ticket e regime di esenzione vigente nella Regione di provenienza del cittadino. Per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi.

Ma ricetta elettronica non è ancora sinonimo di abolizione della carta, spiega una nota informativa della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), in cui si elencano i vantaggi ma anche gli svantaggi della novità. Per ora, infatti, riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la nostra prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea Internet.

Ma quando il sistema andrà definitivamente a regime anche questo foglietto sparirà. “Dietro i vantaggi della dematerializzazione si cela un rovescio della medaglia – avverte il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo – Qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare”.

Tra i vantaggi della ricetta elettronica il risparmio sulla stampa e distribuzione delle vecchie ricette rosse e il controllo sulla falsificazione delle ricette stesse o sugli abusi conseguenti il furto dei ricettari.

Ci vorrà ancora tempo perché sparisca anche la vecchia “fustella” da attaccare nei riquadri rossi, poiché anche se i codici della confezione sono inseriti direttamente sul computer ancora, non è stato possibile determinare un meccanismo che annulli il valore della fustella rispetto alla necessità di identificare e distinguere i farmaci erogati a carico del Ssn da quelli che anche se erogabili vengono invece pagati direttamente dal cittadino. Il procedimento nei prossimi mesi si diffonderà anche per la prescrizioni di esami e visite specialistiche, visto che la ricetta elettronica sarà accettata anche da cliniche, ambulatori e ospedali. In questa prima fase di avvio, fino a fine 2017, sono però ancora esclusi dal nuovo metodo solo alcuni farmaci come gli stupefacenti, l’ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa.

La ricetta elettronica, in compenso, vale in tutte le farmacie del territorio nazionale, sia pubbliche che convenzionate. Questo significa che i farmaci potranno essere ritirati anche fuori dalla regione di residenza. Una piccola rivoluzione, soprattutto per chi viaggia spesso o lavora lontano da casa, poiché fino ad oggi una ricetta di un medico sardo, ad esempio, non valeva oltre il Tirreno, e chi si trovava fuori casa era obbligato a pagare il medicinale per intero. Solo alcune Regioni avevano previsto un sistema di rimborsi, per cui però erano necessari permessi speciali e lunghi tempi di attesa. Ora, grazie al sistema tessera sanitaria, le farmacie potranno applicare il ticket della regione di residenza dell’assistito: starà poi alle stesse Regioni scambiarsi le informazioni sui medicinali prescritti e, quindi, procedere ai relativi rimborsi compensativi.

Ma come funziona la ricetta digitale? Per prescrivere una ricetta di una farmaco o di una visita specialistica il medico avrà bisogno solo di numeri, o meglio, dei codici prodotti dal sistema centrale gestito da Sogei e assegnati ai medici dalle Asl. Collegandosi online dal proprio computer, il dottore, dopo essersi identificato, assocerà uno di questi numeri al codice fiscale del suo paziente. Tramite questi dati, il sistema sarà così in grado di avere tutte le informazioni sull’assistito come eventuali esenzioni parziali o totali.

A quel punto il paziente, con il promemoria rilasciato dal medico, potrà rivolgersi al farmacista il quale collegandosi allo stesso sistema tramite il numero di ricetta e il codice fiscale, potrà accedere alla ricetta ed erogare il farmaco prescritto. La farmacia invierà al server di Sogei i dati relativi all’erogazione (prezzo del farmaco, ticket, esenzioni) e i codici della scatola del farmaco.

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