STRATEGIE

E-health, in Cina scoppia la rivoluzione 4.0

Robot, big data e droni sono gli strumenti più utilizzati per arginare l’emergenza coronavirus. Negli ospedali di Wuhan utilizzate braccia artificiali in grado di effettuare le attività generalmente svolte dai medici per evitare contagi tra pazienti e personale sanitario

Pubblicato il 05 Mar 2020

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L’epidemia di coronavirus è destinata a cambiare il volto della medicina e renderla sempre più digitale. Almeno in Cina. I ricercatori dell’Università Tsinghua, guidati dal professor Zheng Gangtie, hanno progettato un robot che svolge le attività generalmemte effettuate dagli operatori sanitari.

Si tratta di un braccio robotico collocato su ruote in grado di eseguire esami a ultrasuoni, prelevare tamponi orali e “auscultare”, attività – questa – in genere eseguita dal medico con uno stetoscopio. Grazie alla “macchina” il personale medico non deve necessariamente trovarsi accanto al paziente ma anche in un luogo diverso, data la dotazione di telecamere. “I medici sono tutti molto coraggiosi – spiega Zheng Gangtie – Ma questo virus è troppo contagioso. Possiamo però usare i robot per eseguire le attività più pericolose.”

Il team di Zheng ha utilizzato per i bracci robotici la stessa tecnologia usata nelle stazioni spaziali e negli esploratori lunari. I robot sono quasi completamente automatizzati e possono persino disinfettarsi dopo aver eseguito attività a contatto con il paziente.

Due dei robot sviluppati da Zheng sono stati già testati negli ospedali di Pechino, uno è ancora in fase di sviluppo presso il centro di ricerca dell’Università mente l’ultimo è stato inviato al Wuhan Union Hospital, dove i medici hanno iniziato il percorso di formazione per imparare ad utilizzarlo proprio oggi. Se non emergono criticità di sorta, il robot potrebbe essere già diventare operativo a partire da questa domenica.

La strategia tecnologica della Cina contro il Coronavirus

Ma l’impegno della Cina per battere il virus non di ferma all’uso di robot. Pechino utilizza, ad esempio, droni per disinfettare le aree pubbliche e big data analytics per monitorare la diffusione dell’epidemia.

I cittadini della municipalità di Chongqing, nel sud-ovest della Cina, possono avvalersi di una mappa basata sui big data per identificare eventuali casi confermati di contagio nelle vicinanze, ripercorrendo le proprie attività e spostamenti. Questa tecnologia aiuta la popolazione ad adottare le necessarie precauzioni nella propria vita quotidiana.

Le autorità della municipalità di Tianjin, in Cina settentrionale, hanno lanciato invece un sistema di registrazione per raccogliere informazioni dai residenti di ritorno in città per facilitare ulteriori analisi tramite i big data. Anche gli istituti scientifici e le imprese cinesi si avvalgono di questa tecnologia per alimentare la ricerca medica, l’elaborazione di nuove politiche e misure di governance sociale attraverso l’estrazione, l’analisi e lo stralcio delle informazioni più utili.

È operativa anche una piattaforma, grazie alla quale, inserendo nomi e numeri di carta d’identità, gli utenti singoli possono verificare se hanno preso gli stessi voli, treni o autobus di casi confermati o sospetti. Il sistema, dove sono stati caricate oltre 150 milioni di info, ha offerto il servizio anche a oltre 80 organizzazioni, ricevendo il supporto dati dalla Commissione sanitaria nazionale, dal ministero dei Trasporti, dalla China Railway e dall’Aviazione civile cinese.

Intanto nei cieli delle metropoli del Dragone volano droni che comunicano le “direttive” ai passanti su come comportarsi di fronte all’inedita epidemia. Nella provincia dell’Hubei, quella della città più colpita ovvero Wuhan, i droni si occupano soprattutto della disinfenzione delle aree della distribuzione dei farmaci e delle mascherine.

 

 

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