L'INTERVISTA

Loredana Capone: “Dalla Puglia smart health per il welfare del futuro”

L’assessore alle Attività produttive della Regione racconta la strategia per sviluppare servizi economicamente sostenibili ed efficienti: “Abbiamo messo sul piatto 4 miliardi provenienti dal Por. Al centro le partnership pubblico-privato e il sistema della ricerca universitaria”

Pubblicato il 02 Mag 2017

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Ridisegnare il welfare del futuro puntando tutto sulle nuove tecnologie è possibile? E soprattutto è economicamente fattibile? Le domanda sono di rito, dopo le ultime rilevazioni Istat secondo cui la popolazione italiana è di 60 milioni 579 mila residenti, con un’età media di 44,9 anni (due decimi in più rispetto al 2016). Gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale; quelli di 80 anni e più sono 4,1 milioni, il 6,8% del totale, mentre gli ultranovantenni sono 727 mila, l’1,2% del totale. Gli ultracentenari ammontano a 17 mila. Il conto è presto fatto: più del 30% della popolazione totale ha dai 65 anni in su. Stiamo invecchiando e anche velocemente. Questo obbliga a un ripensamento totale dell’organizazzione dei servizi di sanità e di assistenza e soprattutto del ruolo abilitante delle tecnologie. La Puglia può essere considerata a buon titolo una best practice: la Regione ha infatti destinato importanti risorse del Por a interventi di ricerca industriale e innovazione, che hanno come priorità il tema della salute e dell’invecchiamento attivo. A raccontare a CorCom il senso di questo impegno Loredana Capone, assessore allo Sviluppo ecomico della regione.

Da cosa nasce l’esigenza di ripensare il sistema di welfare?

I numeri parlano chiaro. L’ultima ricerca del Censis parla della Puglia come di un territorio sempre meno votato alla natalità: con i minorenni ridotti al 17%, 224.000 giovani in meno e nel 2031 gli anziani che saranno 241.000 in più. Questa evoluzione demografica ci ha naturalmente portati ad intervenire sui servizi agli anziani per renderli, al contempo, efficienti e sostenibili dal punto di vista economico.

Quali sono state le direttrici di questo intervento?

Abbiamo puntato su azioni di diffusione dell’innovazione tecnologica a supporto delle politiche di sostegno all’invecchiamento attivo, di aiuto alla ricerca industriale nonché di promozione della competitività delle proprie imprese. Quello che rappresenta uno dei problemi più difficili della trasformazione demografica sta diventando una grande opportunità di crescita per il territorio.

Un cambio di vision – il welfare “produttivo” – che però implica anche un notevole sforzo economico. Di che cifre parliamo?

Cifre importanti sono state identificate nei finanziamenti alle imprese del 2007-2013 per favorire l’innovazione dei processi e dei prodotti. Quasi 4 miliardi di euro di investimento sono stati realizzati in Puglia grazie agli incentivi regionali del settennio 2007-2013. Dal 2009 ad oggi abbiamo lanciato 9 bandi per i quali sono state valutate oltre 1.000 proposte e gestito il finanziamento di 653 progetti, per un importo complessivo di circa 158 milioni di euro e un valore complessivo dei progetti pari a oltre 313 milioni di euro. In questo quadro abbiamo attivato la sperimentazione di partenariati per l’innovazione, cluster tecnologici regionali e living labs per lo sviluppo di buone pratiche collaborative.

Qualche esempio?

Il distretto tecnologico H-Bio che si occupa di biotecnologie oppure l’aggregazione pubblico-privato InnovaAL che sviluppa soluzioni tecnologie per l’autonomia di anziani e disabili in casa. E ancora le piattaforme di e-health “Prisma” e “Smart Health 2.0”. Inoltre abbiamo appena stanziato 30 milioni di incentivi su Innonetwork per sviluppare buone pratiche di ricerca collaborativa, condividere conoscenza, talenti e risorse, dare lavoro a ricercatori che possano restare sul nostro territorio. Altri 10 milioni sono stati destinati Innolabs per realizzare prototipi e soluzioni tagliati sulle esigenze dell’utenza e insieme ad essa sperimentarli. Tutti esempi di come le tecnologie favoriscono possono favorire l’assistenza domiciliare di equipe di specialisti che condividono dati clinici e possono operare da remoto ma possono anche essere utilizzate per l’attivazione di servizi online, per trasformare le nostre case e renderle più intelligenti, in grado di facilitare la vita quotidiana di coloro che, invecchiando, scoprono di avere nuove fragilità.

La strategia pugliese ha avuto un importante riconoscimento europeo…

Da parte della Commissione Europea è arrivato il riconoscimento di Reference Site Wi Fi (Wealth and Innovation against aging Frailtiesand Illness), che certifica la maturità dei processi avviati nonché la replicabilità dei progetti stessi. È per questo che abbiamo deciso di organizzare in Puglia un evento di respiro nazionale su questi temi – Forum PA Puglia il 4 e 5 maggio prossimi – per far dialogare il mondo delle tecnologie e quello del welfare affinché, insieme, trovino soluzioni efficaci in grado anche di produrre consistenti risparmi alla cosa pubblica. In occasione dell’evento si riunirà anche la Commissione Speciale Agenda Digitale della Conferenza Stato Regioni: l’obiettivo è elaborare nuove strategie intelligenti di investimento a sostegno dell’innovazione digitale per l’invecchiamento attivo e in buona salute da offrire ai decisori politici nazionali, affinché ne facciano tesoro.

A #forumpa17 (Roma Convention Center “La Nuvola”, 23-25 maggio) si parlerà di sanità digitale il 24 maggio (ore 09:30 – 13:30) nell’incontro “Sanità digitale: fascicolo sanitario per rispondere alle sfide per il SSN” http://forumpa2017.eventifpa.it/it/event-details/?id=5175

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