L'INTERVENTO

Telemedicina, Schillaci: “Cruciale investire per garantire la parità di accesso alle cure”

Il ministro della Salute: “In Italia ancora inaccettabili disuguaglianze. Il Pnrr strumento chiave”. Allarme di Claroty sulla sicurezza dei dispositivi medici collegati alle reti di organizzazioni sanitarie

Pubblicato il 14 Mar 2024

Ministro_Orazio_Schillaci

“In Italia ci sono ancora tante disuguaglianze nell’accesso alle cure. Credo che il capitolo del Pnrr dedicato alla telemedicina possa rappresentare veramente un modo per superare queste differenze, che non sono solo tra Nord e Sud, ma persistono anche tra chi abita in una grande città e in un piccolo centro, o chi risiede in una zona geograficamente meno semplice, penso ai tanti piccoli comuni che si trovano all’interno della nostra Penisola. Sono per questo fortemente convinto che i soldi impiegati per la telemedicina servono soprattutto per cercare di superare le tante, troppe inaccettabili disuguaglianze che ancora ci sono“. L’ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo agli Stati generali sul diabete, in corso a Monte Porzio Catone, in provincia di Roma.

“Dobbiamo contrastare le disuguaglianze sanitarie e far sì che ci sia parità e uguaglianza non solo di cure, ma anche di informazioni. Le persone che hanno una minore scolarità sono quelle che poi hanno più frequentemente il diabete, e questo mi fa pensare quanto sia importante che tutti ricevano delle corrette informazioni. Vorremmo anche avere politiche intersettoriali per sviluppare delle sinergie multidisciplinari tra tanti settori, e l’opportunità della salute anche negli ambienti di vita e di lavoro”, ha precisato il ministro.

Potenziare la rete esistente sfruttando le tecnologie digitali

Si tratta di una strategia, ha aggiunto Schillaci, “che è anche al centro del Piano nazionale della prevenzione 2020-2025. Attualmente è in corso il monitoraggio delle attività di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili realizzate attraverso i Piani regionali della prevenzione e siamo fiduciosi che le Regioni completeranno l’invio della documentazione relativa al 2023 entro la fine di questo mese. E siamo al lavoro per definire una piattaforma informatica e il disciplinare tecnico per la realizzazione di un Registro nazionale diabete”.

Il ministro ha ricordato che per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni sanitarie, “l’Italia ha una rete capillare importante di centri e servizi di diabetologia. Tante volte mi spiace che si parli male del Servizio sanitario nazionale. Se si guardano i dati Ocse ci si rende conto come sia ai primi posti su alcune prestazioni delicate per i tempi di attesa. Non è sempre vero che il nostro sistema nazionale è così mal ridotto come viene descritto. È chiaro che va migliorato e implementato, ma va riconosciuta agli operatori sanitari in primis una grande professionalità che permette tante volte, con il loro sacrificio, di superare le difficoltà organizzative che magari incontrano soprattutto, mi dispiace dirlo, in alcune regioni e alcuni contesti”.

La presa in carico assistenziale può rendere più efficiente la sanità pubblica, “che vogliamo riorganizzare. E bisogna ovviamente puntare sulla medicina territoriale”, ha concluso il ministro, ribadendo che “un ruolo importante lo devono giocare le nuove tecnologie digitali e la telemedicina” a cui, “anche con il particolare contributo di Agenas, diamo una particolare importanza per cercare veramente di risolvere le disuguaglianze. Sono azioni centrali per migliorare i livelli dell’offerta sanitaria, per favorire veramente una maggiore accessibilità e più equa al nostro Ssn”.

L’allarme sui dispositivi connessi alle reti delle organizzazioni sanitarie

Ma sviluppare piattaforme digitali e di telemedicina basate sull’IoT per il miglioramento della sanità nazionale vorrà inevitabilmente dire anche implementare sistemi di cybersecurity in grado di proteggerle dagli attacchi, in continua crescita proprio su questo settore strategico.

Claroty ha infatti presentato, nel corso della conferenza annuale HimsS24, un nuovo rapporto relativo alla sicurezza dei dispositivi medici collegati alle reti di organizzazioni sanitarie, come ospedali e cliniche.

Lo “State of CPS Security Report: Healthcare 2023” evidenzia dati sconcertanti: il 63% delle vulnerabilità sfruttate note monitorate da Cisa – l’agenzia federale statunitense parte del Dipartimento della Sicurezza Interna responsabile per la sicurezza informatica – sono legate alle reti sanitarie e il 23% dei dispositivi medici, inclusi dispositivi di imaging, dispositivi di IoT clinici e dispositivi chirurgici, presenta almeno una di queste vulnerabilità.

Nella prima edizione dello “State of CPS Security Report” dedicata al settore sanitario, Team82, il gruppo di ricercatori Claroty, ha analizzato come dispositivi medici e sistemi di assistenza al paziente sempre più connessi aumentino esponenzialmente il rischio di attacchi informatici mirati ad interrompere i servizi ospedalieri.

Lo scopo di questa ricerca è dimostrare l’aumento della connettività dei dispositivi medici critici, dai sistemi di imaging alle pompe per infusione, e descrivere le implicazioni legate alla loro crescente esposizione online. Vulnerabilità e debolezze di implementazione emergono spesso nella ricerca di Team82 e in ciascuno di questi casi è possibile tracciare una linea diretta con esiti potenzialmente negativi per i pazienti.

Sono numerosi i punti critici individuati nella ricerca, a partire dall’esposizione delle reti guest: il 22% degli ospedali dispone di dispositivi che collegano le reti guest, che forniscono a pazienti e visitatori l’accesso WiFi, e le reti interne. Questo rappresenta un vettore di attacco molto pericoloso, in quanto un utente malintenzionato può trovare e prendere rapidamente di mira le risorse presenti sul WiFi pubblico e sfruttare tale accesso come ponte verso le reti interne, sulle quali risiedono i dispositivi per la cura dei pazienti.

Un dato ancora più allarmante riguarda il fatto che il 4% dei dispositivi chirurgici – apparecchiature critiche che in caso di malfunzionamento potrebbero avere un impatto negativo sulla cura del paziente – comunica proprio tramite le reti guest.

D’altra parte il 14% dei dispositivi medici connessi utilizza sistemi operativi non supportati o al termine del ciclo di vita. Dei dispositivi non supportati, il 32% sono dispositivi di imaging, compresi i sistemi a raggi X e Mri, che sono vitali per la diagnosi e il trattamento prescrittivo, e il 7% sono dispositivi chirurgici.

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