E-COMMERCE

E-payment, Ferrero (MyBank): “Semplicità e sicurezza le carte vincenti”

Il Ceo di Preta: “Nati come startup, oggi contiamo sull’adesione di 240 banche e più di 9mila brand. Oltre ai pagamenti ci occupiamo dell’emissione di mandati, di certificazione dell’identità digitale e della stipula di contratti online. Senza l’utilizzo di carte di credito, ma attraverso i conti online degli utenti”

Pubblicato il 20 Set 2017

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Per avvicinare gli utenti finali all’economia digitale e al mondo dei pagamenti elettronici, che si tratti di consumatori o di utenti B2B, la priorità è rendere la loro user experience sempre più “naturale” e sempre meno complicata. Passando dall’altra parte della barricata, quella degli esercenti e dei venditori, per loro mettere a disposizione canali di pagamento elettronico deve essere sinonimo di sicurezza – dei dati e delle transazioni – oltre che di contenimento delle spese. A presidiare il punto d’incontro tra questi due mondi c’è MyBank, che promuove come veicolo di semplicità e sicurezza l’utilizzo – per le transazioni in area Sepa ma anche per la verifica digitale dell’identità, per i mandati di pagamento e per la firma di contratti – uno strumento che nel tempo si è affermato come sinonimo di affidabilità: il conto corrente bancario e l’home banking. Senza passare dai circuiti delle carte di credito, che ancora molti italiani sono restii a usare nell’online, e senza nessun trasferimento di dati sensibili, che rimangono sempre e comunque custoditi dalla banca. In pratica, l’utente che decide di fare un acquisto tramite MyBank, verrà indirizzato direttamente dal sito del venditore al proprio sito di home banking, dal quale utilizzando le proprie credenziali abituali potrà effettuare un bonifico irrevocabile e completare l’operazione senza ulteriori passaggi. A quel punto il venditore avrà la certezza dell’acquisto, garantito dalla banca, che allo stesso tempo si farà garante dell’identità dell’acquirente, e non dovrà più preoccuparsi di eventuali frodi o disguidi.

Per presentare le potenzialità della soluzione, che si sta diffondendo a tassi di crescita importanti, con una progressione tra l’8% e il +10% mese su mese per numero e valore delle transazioni, e che ha ormai superato quota 7,5 milioni di euro di transazioni giornaliere, MyBank ha organizzato insieme a Banca popolare di Sondrio un workshop nella sede centrale dell’istituto bancario, nella cittadina piemontese, in collegamento con diverse filiali in tutta Italia, tra cui Roma, Bergamo, Milano, Torino, Lodi, Monza, Pavia e Varese.

A puntare sull’idea di MyBank come punto d’incontro tra mondi diversi è nella sua presentazione Giorgio Ferrero, Ceo di Preta, società a cui fa capo il marchio MyBank, che cita a sostegno della sua tesi il filosofo Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’università di Oxford, e la sua teoria della società delle mangrovie, le piante che vivono nei punti di confluenza tra le acque dolci e quelle salate: “Oggi viviamo nel crocevia tra l’analogico e il digitale – sottolinea Ferrero – la nostra era è caratterizzata dal ridisegno dei processi: rendiamo semplice una cosa che esiste già ed è comunemente apprezzata: la sicurezza e il trust garantito dalle banche”. “Siamo partiti come startup, e oggi – spiega – contiamo su oltre 240 banche aderenti non soltanto in Italia, e su oltre 9mila brand che utilizzano il nostro sistema. Stiamo crescendo in diversi Paesi europei come Grecia, Spagna, Francia, e abbiamo in programma di estendere la nostra attività in Austria e in alcuni paesi dell’Est europeo. Non parliamo di e-commerce puro, dal momento che ormai anche gli amministratori di condominio utilizzano MyBank: l’autorizzazione elettronica europea che abbiamo messo a punto abilita emissione di pagamenti, di mandati, certifica l’identità digitale e consente la stipula contratti per via elettronica”. Poi Ferrero passa a elencare i vantaggi di MyBank, che definisce come un metodo di pagamento “semplice, sicuro e veloce”. “Non sono necessarie registrazioni – sottolinea – perché parliamo di utenti che sono già clienti di una banca. Questo consente di prendere come punto di riferimento per i pagamenti la capacità del loro conto corrente, senza i limiti fissati dai plafond delle carte. E aiuta a superare la diffidenza che molti consumatori, il 56% secondo alcune statistiche, hanno nell’utilizzare le credit card per fare acquisti online”.

Nel futuro di MyBank c’è l’evoluzione dei sistemi di pagamento fino ad arrivare a diventare la “Amazon go” del settore, utilizzando sistemi app to app per i pagamenti contro consegna tramite il sistema dl Qr code. “Il nostro ruolo è anche quello di spingere le banche a implementare la soluzione MyBank sulle loro app, abbiamo già iniziato – prosegue Ferrero – per rendere possibile l’interazione con le app dei clienti e dare il massimo sviluppo ai pagamenti da mobile”.

L’obiettivo è quello di incentivare l’utilizzo di MyBank sia per le piccole transazioni, sia per quelle di importi elevati servendo tutti i settori dell’economia.

Per inquadrare l’attività di MyBank all’interno del contesto più ampio del commercio elettronico in Italia al workshop ha preso parte Roberto Liscia, presidente di Netcomm, l’associazione che riunisce 60mila imprese e operatori dell’e-commerce italiano. “E-commerce è una parola vecchia – sottolinea – il digitale non è soltanto un modo di vendere, ma cambia la relazione con il cliente, è un modo di intendere la strategia di mercato e d’impresa. Il mondo è cambiato, nel B2B e nel B2C, con il digitale che ha accorciato le distanze informative e sulla logistica, annullando quelle di accesso al prodotto, mentre i pagamenti diventano un’arma di marketing. Chi vende all’estero – prosegue Liscia – vuole essere certo dell’identità del compratore, che deve avere a disposizione di uno strumento di pagamento a cui è abituato. Così, se il digitale è uno strumento di marketing, chi opera in questo settore deve essere sicuro di mettere a disposizione degli utenti tutte le modalità di pagamento: soltanto Zalando, per fare un esempio, ne utilizza 27 per andare incontro alle esigenze dei singoli paesi”.

Dal digitale, questa la lettura del presidente di Netcomm, non si può più stare fuori: “Due miliardi e mezzo di persone nel mondo si informano online – spiega – e corrispondono al 50% del Pil planetario. Vuol dire che se non si comunica in digitale non si penetra nel 50% del pianeta. In Italia parliamo di 33 milioni di persone, e se poi vogliamo limitare il discorso soltanto a chi compra online, in questo caso ci riferiamo su scala planetaria a un miliardo e mezzo di persone, pari in Italia a 21 milioni di utenti, che corrispondono a circa il 50% delle famiglie. Oggi è importante non soltanto mettersi a vendere online, ma è fondamentale raggiungere online i propri clienti di riferimento. Si può informare, comunicare, convincere, vendere e assistere. I pagamenti sono destinati a diventare sempre più strumenti di engaging: è il caso di Amazon Go, il negozio ‘senza cassa’, in cui si paga automaticamente uscendo dal punto vendita”.

Il fatto che il ruolo dei sistemi di pagamento sia destinato a essere sempre più importante, ricostruisce Liscia, è dimostrato anche dal fatto “oggi solo in Italia sono 120 le startup di sistemi di pagamento, e oltre mille sul territorio europeo. E per questo la Commissione europea ha dato vita a una nuova regolamentazione, la Psd2, sulla quale c’è dibattito, che mira a bilanciare facilita d’uso e sicurezza”.

Secondo Alessandro Cian, a capo del servizio organizzazione monetica e servizi di pagamento di Banca popolare di Sondrio, in un panorama in cui l’e-commerce sta vivendo una crescita sostenuta, “L’Italia rimane una realtà più arretrata rispetto alla media europea, soprattutto nell’export, e questo apre una serie di opportunità per soluzioni paneuropee come MyBank”. “Non abbiamo mai registrato un caso di frode o di contestazione con MyBank – prosegue Cian – e questo è un punto di forza che va a favore del circuito, che non presenta complicazioni tecnologiche né per le banche, né per gli esercenti né per gli utenti finali. La direttiva Ue Psd2 definisce quello che MyBank sta già facendo, mettendo al centro il bonifico europeo, con costi contenuti e senza richiedere la creazione di nuove infrastrutture”.

Ad aver implementato MyBank e a portare la propria case history al Workshop anche Fabio Maccaro, credit manager del gruppo Fiera Milano, che sottolinea come il sistema di pagamento attivato nel 2015 stia progressivamente crescendo: “Le transazioni MyBank nel 2016 – spiega – sono quasi raddoppiate nel 2017 e prevediamo di raddoppiarle ancora per il prossimo anno”.

Tra i prossimi eventi in programma MyBank sarà impegnata il 25 settembre in un workshop dedicato al mondo delle società benefiche, curato da Banca Sella e che potrà contare su Unicef come testimonial, prima della partecipazione al Salone dei Pagamenti in programma a Milano il 22,23 e 24 novembre, in cui MyBank sarà sponsor ed espositore, e porterà un workshop per illustrare la propria offerta agli addetti ai lavori.

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