LA SFIDA E-PAYMENT DELLA PA

E-procurement, è tempo di fare il salto di qualità

A detta degli esperti sarà il 2015 l’anno della svolta: il processo di acquisto si va ritagliando sulle esigenze reali della PA

Pubblicato il 02 Feb 2015

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Il 2014 è stato un anno di transizione anche per l’e-procurement. Ma, a detta degli esperti, nel 2015 bisogna impegnarsi per un salto di qualità: verso una maggiore sofisticazione del processo d’acquisto, ritagliato sulle esigenze reali delle amministrazioni. “Ancora nel 2013, delle 400mila transazioni gestite da Consip c’era una parte- per quanto piccola- che terminava con un acquisto via fax. Abbiamo chiuso questa modalità nel 2014″, fanno sapere da Consip. I dati 2014 sono in via di elaborazione, “ma possiamo anticipare che se nel 2013 circa un terzo delle transazioni e-procurement della PA avveniva via Consip, adesso la quota si avvicina al 50%”. “Il totale degli acquisti e-procurement in Italia tende a mantenersi stabile, su 1,2 milioni”.

Non ci sono dati ufficiali, negli ultimi due anni, sui volumi di questo mercato e sarà probabilmente una delle novità in arrivo nel 2015. “Intendiamo mettere a sistema i nostri numeri con quelli delle Centrali di acquisto regionali e così arrivare a una stima del mercato italiano”, spiegano da Consip. Si va insomma a sistematizzare un ambito storicamente poco strutturato. Gli strumenti dell’e-procurement sono centrali per la digitalizzazione della PA. È l’insieme delle soluzioni tecnologiche in grado di supportare chi acquista in tutte le fasi del processo: da quelle pre-negoziali fino al monitoraggio della spesa, per stimare i fabbisogni futuri. Accompagnati da modelli di centralizzazione e delega, questi strumenti possono portare grossi risparmi, sia nei prezzi di acquisto sia per il miglioramento della produttività del personale. Secondo stime di School of Management-Politecnico di Milano, l’utilizzo di gare telematiche, aste elettroniche e richieste di offerta, per esempio, facilita l’ottenimento di risparmi sul prezzo di acquisto e contribuisce a incrementare l’efficienza del processo stesso – riducendo di circa il 30%-40% i tempi operativi –aumentandone l’efficacia complessiva, incrementando la trasparenza e riducendo i contenziosi. È inoltre riconosciuta la maggiore efficienza che garantiscono nella gestione dei piccoli acquisti (affidamenti diretti, cottimi fiduciari e trattative private multiple) gli esistenti mercati elettronici (il principale è il Mepa di Consip), che portano a risparmi di efficienza stimati tra il 30% e il 60% circa nel tempo-uomo dedicato alle procedure di acquisto tradizionali (e non mancano casi in cui sono state raggiunte anche punte dell’80%). Ci sono anche benefici intangibili: relazioni più trasparenti verso le imprese fornitrici, una maggiore sostenibilità ambientale. Una PA più trasparente, più affidabile e più snelle nelle procedure è inoltre un sostegno alla crescita delle aziende fornitrici.

“Sono indiscutibili i vantaggi offerti dagli strumenti di Consip e da molte centrali regionali d’acquisto (a partire da Lombardia ed Emilia-Romagna) che supportano gli enti locali e le aziende sanitarie”, dice Paolo Colli Franzone, responsabile dell’Osservatorio Netics. “Forse, però, si può fare di più e di meglio. La PA dovrebbe cambiare le proprie logiche di approvvigionamento, riuscendo ad assomigliare alle realtà private che acquistano esattamente quello che serve, al momento in cui serve, nelle quantità giuste, scegliendo il fornitore giusto e pagando il prezzo più giusto”, aggiunge. “Consip e le centrali regionali di acquisto potrebbero mettere a punto un’offerta che dia supporto complessivo, soprattutto agli enti minori: con un’analisi dei fabbisogni, pianificazione degli approvvigionamenti, controllo delle scorte, logiche di “just-in-time, strategie di sourcing eccetera”, suggerisce Franzone.

“Quest’azione sarebbe propedeutica, tra l’altro, a una successiva semplificazione e drastica riduzione delle stazioni appaltanti. Probabilmente questo è il momento giusto per Consip (e per le centrali regionali d’acquisto già attive) per immaginare un’offerta integrata per la gestione della supply chain delle PA locali, anche in considerazione dell’imminente entrata in vigore della riforma contabile prevista dal Dlgs 118 del 23 giugno 2011”. Stanno insomma maturando processi che già da quest’anno ci potrebbero regalare un sistema di e-procurement più sofisticato, più completo e, in generale, più efficiente. A vantaggio della PA e delle aziende fornitrici; quindi dell’intero sistema Italia.

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