E-HEALTH

Fimmg: telemedicina, il 73% dei medici dice sì

Fimmg: la percentuale dei camici bianchi interessata alle nuove tecnologie sanitarie sale all’82% al Sud. Integrazione territorio-ospedale e gestione domiciliare dei pazienti anziani i settori chiave

Pubblicato il 04 Nov 2013

La telemedicina e le nuove tecnologie sono argomenti di interesse per molti medici di medicina generale: il 73% di loro, infatti, è orientato all’utilizzo della telemedicina (una percentuale che arriva all’82% nel Meridione). E’ quanto emerge da un’indagine condotta dal centro studi Fimmg, in collaborazione con il Dipartimento di economia della Seconda università di Napoli, su un campione di oltre 700 medici, presentata nel corso della prima giornata del 68° Congresso nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale.

Secondo il report, la metaà dei medici, il 52%, è favorevole all’utilizzo delle nuove tecnologie se si migliorano le caratteristiche organizzative della professione. Il 30% ritiene che questi servizi migliorino la “prossimità” nel rapporto medico-paziente, mentre il 26% pensa che migliorino il raggiungimento degli obiettivi clinici. Per il 34% degli intervistati gli ambiti in cui le nuove tecnologie possono essere più utili sono quelli dell’integrazione territorio-ospedale e per il 31% la gestione domiciliare del grande anziano.

Le preoccupazioni più grandi, per i medici, sono quelle relative alla disponibilità di tempo per gestire questi servizi (il 30% delle risposte) e al rischio che si tratti di sistemi troppo complicati per l’utenza (26%).

Nell’indagine sono sono stati considerati diversi servizi: i sistemi di prenotazione elettronica, di tele monitoraggio, di prescrizione elettronica, di farmaco-sorveglianza, di localizzazione per evitare lo smarrimento di pazienti affetti da disturbi cognitivi, e di supporto a strategie di prevenzione e benessere. “Rispetto alla possibilità di utilizzare servizi di telemedicina specifici – spiega il responsabile del Centro Studi della Fimmg, Paolo Misericordia – i medici ritengono che possano risultare utili per i pazienti (in particolare l’e-Cup, la localizzazione ed il tele monitoraggio). Sugli item che tendono a considerare il miglioramento dei rapporti e del dialogo con il paziente, i medici riferiscono però maggiore perplessità e scetticismo”.

Da una seconda indagine, che ha coinvolto altri mille medici e realizzata dal Politecnico di Milano con DoxaPharma, è emerso che l’85% dei medici accede ad internet (per scopi professionali e al di fuori delle attività certificative) almeno una volta al giorno; il 58% più volte al giorno. Per quanto riguarda l’ambito professionale, il 96% ha riferito di utilizzare normalmente le email e anche le modalità un più evolute e moderne della nuove frontiere della comunicazione (il 42% frequenta forum, il 24% social network). Il 96% usa la cartella clinica informatizzata, il 67% sistemi di e-learning, il 41% sistemi a supporto della reportistica. La preoccupazione dei medici riguarda la distanza che ancora esiste tra quello che tali sistemi potrebbero garantire rispetto a quanto effettivamente adesso danno, soprattutto sul fronte della semplificazione dei processi, la velocizzazione delle attività, la riduzione del carico di lavoro per il personale di studio.

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