ITALIA DIGITALE

Innovazione, Profumo: “Parola d’ordine: sinergia”

Al Miur la cabina di regia e la responsabilità di DigitPA. Avanti tutta sul programma Smart City. Il ministro dell’Istruzione: “Iniziativa strategica per lo sviluppo economico e l’inclusione sociale

Pubblicato il 23 Gen 2012

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Una cabina di regia che coordini le politiche di innovazione invece che un ministro ad hoc. Si è chiarita la strategia del governo Monti, che dopo un decennio archivia la figura del ministro per l’Innovazione – inaugurata con la nomina di Lucio Stanca nel 2001 – trasferendo al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo i compiti di coordinamento dei progetti, all’interno di un quadro in linea con l’agenda digitale europea. Una scelta che impatta in primo luogo sulla geografia “politica” degli enti di sostegno all’innovazione pubblica nonché sul loro modo di operare che – come ha detto lo stesso Profumo – dovrà essere più “sinergico” con le realtà produttive, gli atenei e le PA.

DigitPA passa sotto il cappello di Viale Trastevere. L’obiettivo è quello di allargare il campo d’azione dell’ex Cnipa, le cui funzioni di assistenza tecnica e normativa agli enti pubblici, di definizione di regole e standard, di valutazione e di proposta non riguarderanno esclusivamente la digitalizzazione delle PA bensì tutti progetti chiave per il rilancio del sistema Paese.

Ma se DigitPA cambia “padrone”, lo stesso non accade al Dipartimento per la Digitalizzazione e Innovazione tecnologica (Ddi) che resta a Palazzo Vidoni e al Formez, che continuerà ad occuparsi di formazione dei dipendenti pubblici, rispondendo direttamente al ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, a cui è affidata la delega all’IT nella PA. Delega che però verrà esercitata in stretto accordo con il Miur a cui viene riconosciuto il ruolo di ruolo di “supervisore”. Tiene a precisarlo lo stesso Patroni Griffi che si impegnerà “con Profumo a promuovere misure per l’innovazione e la digitalizzazione nella PA. Le nostre deleghe prevedono uno stretto raccordo operativo”. In questo quadro, la funzione di collante verrà espletata dal Ddi.

L’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione rimane responsabilità del ministero della Funzione Pubblica, anche se, come per il Ddi, si verranno a creare forti sinergie con il ministero dell’Istruzione. Il core business dell’Agenzia è infatti di promuovere l’integrazione fra il sistema della ricerca e il sistema produttivo tramite la valorizzazione di brevetti ed applicazioni industriali. Lo stesso obiettivo a cui tende Profumo che, a più riprese, ha parlato della necessità di “rafforzare le capacità tecnologiche delle imprese, delle università e degli enti di ricerca che dovranno lavorare in sinergia”.
“Sinergia” diventa quindi la parola d’ordine dell’agenda digitale del governo Monti. La collaborazione attiva messa in campo tra Miur e Palazzo Vidoni si replica con il ministero per lo Sviluppo economico, guidato da Corrado Passera che si tiene stretta la delega alle Comunicazioni e quindi il coordinamento del Piano nazionale Banda Larga, che Profumo definisce “strettamente necessario” per la realizzazione degli obiettivi dell’agenda digitale.
“Non si modernizza un Paese senza autostrade digitali – sottolinea il titolare dell’Istruzione – L’agenda digitale consta di due macro-aree: quella dei servizi innovativi (in capo al Miur ndr) e quella delle reti, di competenza del collega Passera. Una non può fare a meno dell’altra”.

Il primo banco di prova sarà il programma Smart City, fulcro dell’agenda digitale del Miur. “Le Smart City sono ‘il’ progetto per la crescita del nostro Paese – spiega Profumo – Il Miur è impegnato nello sviluppo di una strategia complessiva, basata sul miglior utilizzo delle risorse europee”. Il ministero punta a realizzare politiche “duali”, in grado sia di migliorare la vita dei cittadini sia di avviare processi di sviluppo economico. “La strategia – puntualizza il ministro – si ispira alla volontà di affrontare problemi di grande rilevanza sociale, quali la riduzione delle emissioni attraverso le tecnologie pulite, le reti intelligenti per la mobilità, modelli urbani più sostenibili, una sanità e una scuola più efficienti”. La piattaforma che ha in testa il ministro dovrà essere una sorta di contenitore in cui riversare i programmi innovativi dei settori che l’ex ministro dell’Innovazione, Renato Brunetta, considerava quick win. A cominciare dalla Scuola che dovrà diventare “open” (vedi articolo sotto) e dalla Sanità.

In collaborazione – o meglio in sinergia – con il ministro della Sanità Renato Balduzzi, Profumo lavorerà alle prescrizioni mediche digitali, che gli ex ministri Fazio e Brunetta hanno lasciato in eredità al nuovo governo e dalla cui realizzazione lo stato potrebbe risparmiare circa 2 miliardi di euro l’anno, nonché dalla telemedicina che il Miur punta a fare diventare finalmente sistema.
Da definire la strategia della Giustizia digitale, responsabilità del ministro Paola Severino.

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