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L’Italia digitale nelle mani di Francesco Profumo

Al ministro dell’Istruzione i progetti strategici di innovazione tecnologica e la gestione di DigitPA. Restano sotto la responsabilità di Patroni Griffi le iniziative Ict strettamente legate al funzionamento della macchina amministrativa. Si lavora al perfezionamento delle deleghe

Pubblicato il 10 Gen 2012

Due ministri per l’innovazione. Così come riferito oggi in Commissione Affari Costituzionali della Camera dal ministro della Funzione Pubblica e Semplificazione, Filippo Patrini Griffi, “i progetti strategici di innovazione tecnologica del sistema Paese” passeranno sotto il cappello del Miur, guidato da Francesco Profumo, mentre a Palazzo Vidoni resterà il compito di gestire le iniziative Ict, strettamente dedicate al funzionamento della pubblica amministrazione, sia sul versante back office che sul front office. Per svolgere questo compito il ministero si avvarrà delle competenze del Dipartimento per la digitalizzazione e innovazione tecnologica.

Diversa invece dovrebbe essere la sorte di DigitPA, il cui ministro "responsabile" diventerà Francesco Profumo, che lo trasformerà in una sorta di “braccio armato” dell’Italia digitale e non più solo dell’amministrazione elettronica. Proprio in questi giorni il governo sta mettendo a punto le deleghe che formalizzeranno le competenze sull’innovazione.

E oggi in commissione Cultura della Camera è stato ascoltato proprio Profumo che, in virtù del ruolo assegnatogli, ha voluto sottolineare quali sono i progetti strategici per il Paese.

"Il programma dell’Ue Smart Cities – ha puntualizzato il ministro – è un progetto strategico per il sistema della ricerca italiano e per la crescita del nostro Paese. In questo senso il Miur è impegnato nello sviluppo di una strategia complessiva di crescita prevalentemente basata sul miglior utilizzo delle risorse europee".
Nell’ambito di questa strategia è previsto, ha chiarito, "il rafforzamento delle capacità tecnologiche delle imprese, delle università e degli enti di ricerca su alcuni temi specifici".

Questo sistema di interventi, infine, ha proseguito il ministro, "è coordinato e finalizzato attraverso l’individuazione di un obiettivo strategico, le città intelligenti (Smart Cities), che assume il ruolo di punto focale per l’organizzazione e il coordinamento degli sforzi di tutti gli attori che partecipano al processo".

"Le grandi sfide sociali – ha detto Profumo- rappresentano non solo problemi da affrontare, ma anche grandi opportunità di rilancio e di crescita per alcuni importanti settori della nostra industria e del sistema della ricerca e della formazione".

Il ministro ha quindi spiegato che "l’azione integrata proposta dal ministero è finalizzata a realizzare politiche duali, capaci contestualmente di migliorare la vita dei cittadini e di avviare processi di sviluppo economico". "Da un lato quindi – ha proseguito- l’azione si ispira alla volontà di affrontare problemi di grande rilevanza sociale, quali la riduzione delle emissioni attraverso le tecnologie pulite, le infrastrutture intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani e di abitazione più sostenibili, una sanità più efficiente, un welfare equo e tecnologico per la società che invecchia e per le persone in condizioni di disagio".

Dall’altro lato l’azione del ministero, ha detto ancora Profumo "si ispira alla volontà di capitalizzare gli sforzi necessari al miglioramento della vita dei cittadini attraverso l’aumento delle capacità tecnologiche, della competitività e del potenziale di crescita delle imprese italiane". E per realizzare questo "disegno, concentrando gli sforzi sui settori e sulle applicazioni più rilevanti, il Governo -ha continuato il titolare di Viale Trastevere- intende utilizzare la piattaforma ideale della Smart City e la visione di sviluppo ad essa sottesa come punto focale per il coordinamento delle azioni di governo orientate allo sviluppo, nonchè come metafora narrativa del percorso lungo il quale l’azione di governo intende coinvolgere cittadini, imprese, ricercatori ed amministrazioni".

"La piattaforma progettuale di Smart City – ha spiegato ancora – è una collezione di problemi di scala urbana e metropolitana da affrontare e di idee per risolverli, un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di inclusione, regole di relazione tra sistema pubblico e privato, nuova strumentazione finanziaria, innovazione nella pubblica amministrazione, procedure di procurement, azioni di semplificazione e trasparenza, regolamentazione, su cui la pubblica amministrazione sappia formulare promesse credibili nel medio periodo".

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