Il turismo cinese in Italia ha finalmente uno strumento moderno,
realizzato e pensato per il pubblico cinese. Si tratta del sito
www.yidalinihao.com (che significa “Ciao Italia”), destinato a
tutti i cinesi che vogliono venire in Italia per le loro vacanze e
presentato presso il Padiglione italiano alla presenza del
Commissario, Beniamino Quintieri e dei principali
Tour Operator cinesi; sono intervenuti Caterina
Cittadino, Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la
competitività del turismo, Paolo Rubini,
direttore generale dell’Enit, Edoardo Colombo e
Luca Moschini, Consiglieri del ministro del
Turismo Michela Vittoria Brambilla.
L’industria del turismo, in Italia come in Europa, è alle prese
con la sfida posta dal principale mercato emergente, tanto
complesso quanto promettente: la Cina. I dati sui flussi turistici
cinesi sono incredibilmente elevati: l’Organizzazione mondiale
del turismo (Unwto) prevede che per il 2020 il flusso turistico
proveniente dalla Cina raggiungerà i 100 milioni, ma, visto il
tasso di crescita con cui il paese avanza, è plausibile immaginare
che questo risultato possa arrivare anche prima della data
prevista.
Riuscire ad intercettare parte di questo flusso è un dovere per un
Paese che vede all’interno del proprio territorio la più alta
percentuale di patrimonio artistico e culturale mondiale, cui si
aggiunge l’eccellenza dei suoi prodotti: tutti requisiti che
fanno dell’Italia un luogo da sogno, desiderato dai turisti
cinesi.
Occorre far conoscere il nostro paese attraverso Internet, lo
strumento oggi maggiormente utilizzato, anche in Cina, per la
scelta dei viaggi. Per capire i gusti del turista cinese, per
conoscere cosa ricerca, è indispensabile la conoscenza della
cultura, dei costumi e della mentalità cinese. È un errore
pensare che una comunicazione pensata per il pubblico europeo possa
andare bene, semplicemente con una traduzione dei contenuti, per il
pubblico cinese.
Yidalinihao.com è pensato proprio tenendo conto di questi
principi, realizzato appositamente dal punto di vista della
percezione e delle abitudini del turista cinese, garantendo tutte
le informazioni necessarie per scoprire ed organizzare il viaggio.
Non, quindi, la traduzione in cinese del sito italiano, ma un sito
interamente pensato e realizzato per il mercato cinese, tenendo
conto dei gusti, del linguaggio e della cultura cinese.
In modo intelligente, il sito è inoltre pensato per essere uno
strumento di lavoro per i Tour Operator cinesi. Il mercato del
turismo, per quanto riguarda il flusso di cinesi che intendono
viaggiare all’estero, è infatti completamente regolato dal
governo.
Con questo sito, fondamentale per raggiungere un paese con oltre
300 milioni di internauti, si vuole andare a coprire quel vuoto
informativo che ha caratterizzato la promozione del nostro paese in
Cina, usando uno strumento efficace come internet in modo
intelligente. Abituati a campagne promozionali spesso
disarticolate, lasciate alle regioni senza un messaggio unitario
sulle potenzialità dell’intero paese, questo può essere uno
strumento di grande efficacia.
Dallo studio dei dati resi disponibili dal governo cinese, si
evince che il turista cinese vive in aree urbanizzate, fa parte del
ceto medio (si tratta di una fascia di popolazione di 130 milioni
di persone, il 66% delle quali ha un reddito annuo di 10.000
dollari) e ha un livello di istruzione mediamente elevato.
Inoltre è molto attento alle mode, spende molto facilmente, pur
essendo un “price conscious” (consumatore consapevole), ed è
sempre più esigente per quanto riguarda i servizi offerti,
soprattutto in termini di qualità.
Le motivazioni che spingono a viaggiare i cinesi sono differenti.
Se per gli under 40 sono la natura, l’arte e la cultura a
spingerli verso la scelta della meta turistica, per gli over 40 la
preferenza cade sulla conoscenza delle tradizioni dei diversi
paesi, oltre che, grazie ad un reddito abbastanza alto, allo
shopping, al lusso e ai maggiori comfort che una meta può
offrire.
E in entrambi i casi l’Italia ha tutte le risorse per essere una
delle mete più gettonate da parte del turismo cinese, recuperando
le posizioni che le spettano.