#FORUMPA2016

PA digitale, il piano triennale lo firma Renzi

Il dg di Agid Antonio Samaritani a ForumPA: “Dobbiamo superare la fase artigianale, definiremo obiettivi di performance, qualità e sicurezza che gli enti dovranno rispettare”. Tre i livelli operativi: reti, infrastrutture immateriali ed ecosistemi. Il Piano triennale si concluderà con un documento approvato dal premier

Pubblicato il 25 Mag 2016

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Dobbiamo accelerare, passando da una fase artigianale a una fase industriale dell’innovazione della PA. L’obiettivo del Piano triennale è dare una strategia che per anni è mancata e ha causato una frammentazione totale che oggi dobbiamo superare”. Antonio Samaritani, dg dell’Agenzia per l’Italia digitale, ha annunciato a Forum PA le linee guida le piano triennale.

“Lo stiamo strutturando su tre livelli: infrastrutture, infrastrutture immateriali ed ecosistemi – ha spiegato Samaritani – Per ognuno di questi livelli definiremo obiettivi di performance, di qualità e sicurezza che la PA dovrà rispettare. Vogliamo definire obiettivi e principi entro quest’anno”.

Un documento vivo, discusso con tutti gli attori coinvolti ma non negoziabile, e firmato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri per dettare quella strategia nell’innovazione della Pubblica amministrazione che è mancata per troppi anni. Perché tanto è stato fatto in quest’anno ma tanto resta ancora da fare, per passare da una fase “artigianale” a una fase “industriale” del rinnovamento. Sono queste le novità sul Piano triennale di attuazione dell’Agenda digitale, che si configura come il primo modello sistematico di trasformazione reale, pratica e operativa, della Pubblica amministrazione.

Una trasformazione che deve coinvolgere tutti gli attori in gioco. Samaritani ha poi sottolineato come sul tema delle infrastrutture, ad esempio, da un primo censimento fatto su mille data center italiani il 70% sia sotto ai 50 metri quadri e il 50% non abbia le agibilità per questioni fisiche dei locali. Una condizione che il Paese non si può permettere”, ha insistito Samaritani. Sulle infrastrutture immateriali l’Agid ha finito un primo giro di consultazione con le amministrazioni centrali, poi partirà quello con le Regioni e coi Comuni: da questo confronto potranno venire nuovi suggerimenti. C’è poi bisogno, a livello di ecosistema, di “darci regole tecniche e una semantica comuni, per chiamare le cose nello stesso modo”.

“Il messaggio finale è che il Piano triennale è un percorso lungo, in itinere, che si concluderà con un documento totalmente nuovo, approvato dal Presidente del Consiglio, che traccia veramente una strategia limitando le forze centrifughe – ha concluso il dg – Insisto dunque su tre punti: accelerazione, crescita di domanda e offerta e percorso condiviso. Il Piano triennale sarà all’inizio un documento aperto, condiviso e discusso, però essendo un documento di strategia non sarà negoziabile. L’Agid ha il ruolo di definire questa strategia, tenendo poi aggiornato il Piano anno dopo anno, perché è un documento vivo”.

Una grande sfida per il Governo, gli enti pubblici e le aziende private che è stata al centro dell’incontro “Digital first: costruire una vera cittadinanza digitale per cittadini e imprese”, cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e di imprese come Poste Italiane, Sisal, Cisco, Tim, Leonardo-Finmeccanica, Schneider Electric, Ibm, Emc Italia, HP. Secondo una ricerca effettuata dall’Osservatorio dell’Agenda digitale della School of Management del Politecnico di Milano, del resto, la copertura economica per realizzare l’Agenda digitale c’è: il Governo non ha ancora cominciato a spendere gli 1,6 miliardi di euro annui messi a disposizione dalla programmazione europea 2014-2020 per questo tema. Una cifra addirittura leggermente superiore rispetto alla stima dei costi prevista dalla strategia di attuazione, che prevede che la PA investa 1,5 miliardi l’anno.

“Lo stato deve investire più di quanto stia facendo adesso, l’innovazione a costo zero non è innovazione e, del resto, il non digitale costa molto di più – ha spiegato Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA – Tante cose sono successe questo anno, difficile prima d’ora vedere tanti cambiamenti. Però sono cambiamenti ancora fragili e vulnerabili, bisogna dargli forza e sostanza”.

I progetti in campo, infatti, sono tanti: Spid, Anagrafe digitale, pagamenti digitali, sanità digitale, scuola digitale, cybersecurity. “Il percorso in quest’anno è partito, è percepibile, si è capito che il digitale è fondamentale per la trasformazione del Paese – ha sottolineato ancora Samaritani – Sui pagamenti a giugno scorso avevamo meno di 300 amministrazioni collegate, oggi sono 15.000, sul fronte dell’usabilità abbiamo rifatto sei siti di Governo e amministrazioni centrali e abbiamo in programma di completarli con la nuova usabilità entro la fine dell’anno. Sull’Anagrafe, il progetto più difficile che abbiamo, è partita la sperimentazione nelle realtà pilota: dobbiamo lavorare di più però arriverà. Così com’è avvenuto per Spid, per cui oggi abbiamo 50.000 utenti registrati per 300 servizi, ne avremo 600 entro giugno e poi andremo avanti, cercando di aprire Spid anche al mondo dei privati”.

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