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Passera: “Start up e Agenda digitale chiavi della crescita”

Presentato il rapporto Start up. E il ministro per lo Sviluppo economico annuncia le prossime mosse del governo: “I provvedimenti saranno discussi in Cdm entro settembre: dobbiamo aggiungere altre norme”

Pubblicato il 13 Set 2012

Federica Meta

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La fase 2 della crescita punterà sull’Agenda digitale e sulle start up. Lo ha annunciato il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera oggi a Roncade (Tv), a margine della presentazione del Rapporto start up stilato dalla task force del Mise, guidata da Alessandro Fusacchia. “Nella crescita 2 ci saranno dentro l’agenda digitale, la start up, alcune cose sull’attuazione degli investimenti e probabilmente un altro bel pezzo di semplificazioni”, ha precisato il ministro.

“Bisogna chiarire fino in fondo che devono essere società di persone, conosciute, società che non distribuiscono dividendi in questa prima fase di vita – ha sottolineato Passera, riferendosi alle società innovative – società che hanno un grande contenuto tecnologico al loro interno, che accettano totale trasparenza e pubblicità di quello che fanno. È un modo per chiarire che vogliamo contribuire a far nascere aziende profondamente sane”.

Nella bozza del provvedimento sulle statr up al vaglio del Mise, per gli anni 2013, 2014 e 2015, all’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo pari al 19% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative. Inoltre nell’ambito del Fondo di garanzia per le Pmi, è istituita una sezione speciale, con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, riservata alla concessione, a titolo gratuito, di garanzie e controgaranzie su operazioni di debito e di partecipazione nel capitale di rischio a favore della nascita e del consolidamento di start-up innovative.

Il ministro ha poi sottolineato che dal rapporto “sono state tradotte tutte le proposte in cose concrete. Il risultato ottenuto nel rapporto si sintetizza in progetti concreti, seri, ambiziosi, sono stati evidenziati suggerimenti per il governo che dovrà ora trasformare in cose concrete, attivabili”. “Nel rapporto viene fuori l’Italia che c’è, l’Italia che accetta il cambiamento e che lo considera un’opportunità. Nel rapporto c’è dentro la filosofia non solo che il lavoro si cerca e si trova, ma si crea”.

Una sfida ha detto Passera per “cambiare quest’Italia per la semplificazione dipanando i gomitoli di reti di norme che bloccano questo Paese. Vogliamo liberare energie non messe in condizioni di operare”.

Il ministro ha poi chiarito il perché il Digitalia e le norme sulle start up non verranno discusse nel Cdm di domani. I provvedimenti “non saranno discusse nel consiglio dei ministri domani perché non c’è un certo numero di ministri e perché vogliamo aggiungere altra norme”. Ma il pacchetto sarà “discusso entro settembre”, ha assicurato.

La bozza del decreto Digitalia è comunque pronta. Si punta sul banda larga, e-gov e smart city per rilanciare la crescita.

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