Pec, i call center comunali non sanno cos’è

L’e-mail certificata è ancora sconosciuta. Pochi gli addetti ai centralini pubblici che conoscono il servizio e riescono a dare indicazioni concrete ai cittadini

Pubblicato il 01 Dic 2010

La Pec di Brunetta alla prova call center comunali? Fa acqua. Nei
Comuni la Pec l’hanno sentita nominare. Ma in linea di massima,
concretamente, le direttive interne per usarla sono ancora in alto
mare. E in ogni caso, le risposte sullo stato di avanzamento della
posta elettronica certificata nella comunicazione con i cittadini
sono sempre diverse, da Comune a Comune.

La posta elettronica certificata, che nelle intenzioni del ministro
Brunetta dovrebbe abbattere le barriere fra cittadini e pubblica
amministrazione, abbattendo le file allo sportello ed eliminando
l’obbligo di affidarsi alla classica raccomandata con avviso di
ritorno per parlare con la PA, è ancora di fatto una chimera.

A Roma e Milano la Pec non solo è conosciuta, ma gli operatori che
rispondono al telefono cercano anche di mettere l’utente in
condizione di usarla. Allo 060606 l’operatrice del call center
capitolino risponde cortese e ti spiega cosa devi fare per chiedere
un certificato online attraverso il sito del Comune
(www.comune.roma.it), accedendo ai servizi online. Non è
esattamente la Pec, ma il certificato di nascita di tuo figlio, ad
esempio, lo puoi richiedere così, via Internet. La modulistica
c’è. Sui tempi di consegna, i primi scricchiolii e nessuna
certezza. “Ci vuole almeno una settimana – dice l’operatrice –
Però, se è urgente, è meglio andare direttamente allo sportello
in Municipio, per sicurezza”, ammette l’operatrice. Ma
l’indirizzo anagraferoma@postacertificata.gov.it esiste, è
attivo da maggio, e consente di accedere a tutti i servizi
anagrafici del Comune di Roma, tra cui tra cui nascita, matrimonio,
residenza.

Allo 020202 del Comune di Milano la Pec è un concetto più
nebuloso che sotto il Cupolone: la richiesta di certificato viene
inserita dall’operatrice nel cervellone elettronico meneghino,
con la promessa che “un operatore la ricontatterà più avanti,
martedì, per farle sapere se si può fare”. La parola la
mantengono, ma la Pec non è il canale designato per ottenere il
pezzo di carta.

Al centralino del comune di Torino nebbia fitta: “La Pec? Ah sì,
l’ho già sentita, ma qui non funziona la stampante”,
rispondono confusi a telefono, aggiungendo che “il servizio è
stato istituito, ma non funziona ancora”. All’Anagrafe
centrale, sotto la Mole Antonelliana, dicono che per il momento non
sono state diramate le direttive interne per il trattamento delle
richieste di certificati che arrivano via Pec. Agli sportelli
dell’Anagrafe non sanno nulla della Pec, però per accedere ai
servizi online del Comune i cittadini possono iscriversi a
“Torino Facile”. Ma ci vuole un po’ di tempo per
l’attivazione.

Al call center di Firenze (055055) rispondono che sì, la Pec la
conoscono, ma che non si può ancora usare. Per chiedere un
certificato anagrafico a Firenze, si può telefonare ad un numero
ma la comunicazione certificata con i diversi uffici avviene
soltanto per corrispondenza.

A Verona la Pec la conoscono bene e la usano già. Peccato che
funzioni a senso unico: il cittadino munito di Pec può comunicare
online le sue richieste agli uffici del comune scaligero, però poi
il certificato richiesto non te lo mandano online. Sei tu cittadino
che devi andare di persona, allo sportello del Comune, a ritirarlo
fisicamente, anche se la domanda l’hai fatta via Internet secondo
tutti i crismi. Nella homepage del sito del Comune di Verona il
recapito Pec c’è, vicino al numero di telefono e
all’indirizzo. La richiesta di certificati anagrafici si può
fare anche tramite i servizi online del provider Teseo.

Anche sul sito di Torino e di Firenze (dove la Pec non si usa
ancora) ci sono le caselle di posta elettronica certificate del
comune.
A Palermo della Pec di Brunetta non ne sanno niente: è venerdì
pomeriggio e gli uffici sono vuoti in vista del ponte dei morti.
Stessa situazione a Bari, dove, secondo il centralinista, “i
baresi la Pec non sanno cosa sia, il Comune non si è ancora
attrezzato. Richiami martedì mattina, che le passo qualcuno
dell’ufficio semplificazione che le sa dire qualcosa”. Al
Comune di Genova al centralino non risponde nessuno. La Pec però
ce l’hanno sul sito, a Genova, con rimando ad un link delle
Poste. A Napoli l’operatore del call center è irraggiungibile,
la musichetta per non perdere la posizione acquisita non finisce
mai ma sul sito c’è un link all’indirizzo Pec del Comune
partenopeo.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati