L'INDAGINE

Pec, per l’80% delle Pmi italiane strumento chiave di digitalizzazione

La fotografia scattata da Aruba e Idc. Il 98,5% usa la posta elettronica certificata in modo continuativo. E-fattura e firma digitale le altre due leve propulsive

Pubblicato il 06 Ott 2021

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L’80% delle Pmi italiane ritiene che la Pec abbia contribuito alla digitalizzazione della propria impresa. Il 98,5% delle aziende usa la Pec in modo continuativo – l’82% ne fa uso almeno una volta alla settimana. E le aziende che appartengono ai settori finanza, Pubblica Amministrazione locale e commercio sono quelle che dichiarano un utilizzo più frequente. Al contrario, industria e servizi (professionali e alla persona) sono i settori con una frequenza di utilizzo leggermente inferiore. Questa la fotografia scattata da Aruba e Idc,  frutto di un’indagine che ha coinvolto un campione di 300 piccole e medie imprese nei settori industria, commercio, finanza, servizi professionali, servizi alle persone e Pubblica Amministrazione locale.

“Le piccole e medie imprese si sono rese conto del ruolo cardine che i trust services hanno nel processo di trasformazione digitale – commenta Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba -. Grazie a queste tecnologie e alla loro disponibilità h24 è possibile ottimizzare e migliorare processi interni solitamente time-consuming, consentendo un netto risparmio non solo di tempo ma anche di risorse. Ogni innovazione, però, deve muoversi al passo con la digital transformation ed evolversi per essere di supporto a sempre più persone: così sta facendo anche la Pec, che è pronta a diventare uno strumento interoperabile a livello europeo, come sistema di recapito certificato qualificato. Un traguardo importante che consentirà a tutti di utilizzare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata nelle comunicazioni verso la Pubblica Amministrazione o altri utenti, enti ed imprese europee, mantenendo il valore legale e la sicurezza che da sempre contraddistinguono questo strumento”.

Di particolare rilievo – si legge nel report – risulta l’estrema frammentazione sui casi d’uso della Pec, “sintomo che lo strumento si dimostra capace di rispondere alle specifiche esigenze di ciascun settore, oltre che ad un impiego standard come un’email tradizionale”. Per il 38% degli intervistati, la Pec è essenziale per le comunicazioni dei rapporti previdenziali con Inail, Inps e Fondi di previdenza, per il 30% è indispensabile per le comunicazioni con l’Agenzia delle Entrate (ad esempio per F24, accertamenti con adesione, patent box ed ulteriori). Il 23% la predilige per contratti, accordi e negoziazioni tra partner commerciali, stakeholder e investitori, il 21% per fatture e ricevute di pagamento con clienti e fornitori, il 14% per la compilazione di questionari e indagini Istat.

Ancora: la velocità nella comunicazione (69%) e il desiderio di fornire servizi più veloci ai propri clienti (48%) sono i principali benefici percepiti dalle aziende di tutti i settori. Seguono la sostenibilità ambientale (34%) – beneficio percepito principalmente dalle aziende dei servizi professionali, ma anche da quelle del comparto industriale e della distribuzione – e l’eliminazione del costo della carta e degli archivi (30%), tema a cui sono particolarmente sensibili la Pubblica Amministrazione locale, il mondo del commercio e della finanza.

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