Il Processo civile telematico sarà supportato da modifiche normative e organizzative e da nuovi fondi: è la promessa fatta dal ministero della Giustizia in una lettera scritta ieri al termine della prima sessione di incontri del Tavolo Permanente per l’attuazione del Pct.
Ha annunciato per esempio una norma- un decreto legge, a quanto risulta- per rendere solo facoltativo il deposito telematico degli atti pendenti, cioè quelli precedenti al 30 giugno (in questo modo, il ministero viene parzialmente incontro alle richieste di proroga da parte dei magistrati).
Invece, ha confermato l’entrata in vigore dell’obbligo di deposito telematico per l’intero procedimento monitorio (dal deposito del ricorso al provvedimento del Giudice) e per tutti gli atti successivi al 30 giugno e ha escluso l’obbligo normativo- richiesto dalla magistratura- di deposito della copia cartacea.
“Possiamo dire che ne esce avvalorata la linea dell’avvocatura, seppur con qualche modifica per permettere uniformità di servizi e adattamenti al caso specifico”, spiega Valentina Carollo, avvocato esperta dei temi digitali.
“Oltre a questo, il ministro annuncia anche le modifiche organizzative e normative che saranno emanate a breve in linea con quelle proposte al tavolo permanente dalla FIIF, Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense, così come annunciate nel comunicato stampa del Consiglio Nazionale Forense del 3 giugno scorso. Tra queste, la possibilità per gli avvocati e incaricati del Giudice di autenticare i documenti e gli atti depositati nei registri di cancelleria e l’eliminazione della sottoscrizione del verbale da parte delle parti nel processo”, aggiunge Carollo.
Infine, la promessa di reperire ulteriori risorse rispetto agli 8 milioni di euro già stanziati dal Pct e, in conclusione, l’impegno personale del Ministro “affinché non ci siano più ritardi nella programmazione delle risorse e delle azioni di supporto all’organizzazione dei servizi necessari per una più completa attuazione del telematico: la data del 30 giugno segnerà anche un nuovo inizio nell’approccio del Ministero ai temi dell’informatizzazione avanzata dell’amministrazione della giustizia”, si legge nella lettera. Con “il convincimento comune che il traguardo dell’obbligatorietà del Processo Civile Telematico segna una tappa irrinunciabile nel percorso di innovazione e modernizzazione della giustizia civile essenziale alla crescita del Paese”.