L'INTERVISTA

Puksic: “Sprint dai territori per fare l’Italia digitale, cruciale il ruolo delle in house”

Il presidente di Assinter e numero uno di Insiel spiega il valore aggiunto che Regioni ed enti locali possono dare alla digital transformation: “Cooperazione interregionale chiave di volta. Ma serve innovare il procurement e iniettare nella PA cultura aziendale”

Pubblicato il 13 Giu 2018

SIMONE PUKSIC INSIEL ASSINTER

Le in house dell’Ict si candidano a guidare la trasformazione digitale del Paese, valorizzando la loro capacità di ascoltare i bisogni dei territori e di interlocuzione con gli organismi centrali. Simone Puksic, presidente di Assinter e numero uno di Insiel, racconta a CorCom l’impegno su questo fronte.

Puksic, l’ultimo anno è stato particolarmente proficuo per l’attività di Assinter…

L’associazione ha avviato un percorso di riposizionamento che ha dato i suoi frutti. Abbiamo “scaricato a terra” la collaborazione avviata con la Commissione Agenda digitale delle Regioni grazie alla quale siamo riusciti a costruire un percorso di sinergia. Importante continuare su questa strada e sulle grandi priorità come la banda ultra larga e la sanità, ad esempio, sulle quali le nostre in-house possono dare un contributo decisivo.

Come si inserisce in questo percorso Tripolo, il progetto di cooperazione interregionale e primo esempio di sharing di data center regionali su base federata, che vede impegnate Informatica Trentina, Trentino Network, Insiel, Cup 2000 e Lepida SpA?

Tripolo rappresenta in qualche modo il banco di prova per il nuovo ruolo che le in house si candidano a ricoprire. Il progetto è certamente un modello innovativo di cooperazione interregionale ma anche un modello strategico a vocazione nazionale. In questo senso “racconta” l’ambizione strategica di Assinter che è quella di dar vita a un modello nazionale di cooperazione e di federazione delle competenze e dei sistemi Ict.

Che frutti sta producendo questo progetto e come si inserisce nel percorso di riposizionamento?

Dal punto di vista strategico ha permesso alle in house di concentrarsi sulle verticalità che le caratterizzano. Ad esempio, grazie al Tripolo le società aderenti mettono a fattor comune il loro know-how “storico”. Dal punto di vista associativo, Assinter ha visto crescere la sua base, sono entrate realtà di calibro come Soresa, Cineca e Venis Spa. Prossimamente è previsto anche l’ingresso di altri soggetti che confermano la bontà del disegno. Nel concreto abbiamo creato un modello di collaborazione, prima che tecnologico, culturale, che sarà certamente a vantaggio delle politiche nazionali. L’importante è valorizzare le competenze, scegliendo con buon senso la strategia migliore.

Superata la fase di “scontro” con il settore privato, che vedeva le in house come competitor sul mercato dell’Ict, si è aperta una nuova stagione di collaborazione. Cosa sta succedendo?

Le partnership pubblico-privato sono cruciali per uno sviluppo sostenuto e sostenibile della digitalizzazione, per due motivi. Il primo: la necessità di portare dentro le PA la cultura aziendale e un modello organizzativo più flessibile; il secondo riguarda l’impegno comune per la realizzazione dell’Italia digitale. L’amministrazione, anche a livello di cooperazione interregionale, e le imprese insieme per disegnare il Paese del futuro mettendo a fattor comune risorse e competenze.

Sono decenni che si parla di svolta digitale nella PA, ma la trasformazione procede a ralento e i numeri del Desi lo raccontano bene. Eppure di progetti ne sono stati messi in campo. Cosa non ha funzionato?

Io non direi che qualcosa non ha funzionato, perché molti progetti hanno raccolto buoni frutti. Però certamente si poteva fare di più e si dovrà fare di più. Come? Intervenendo prima di tutto sui processi di procurement pubblico: non è pensabile che le gare per l’approvvigionamento dei beni e servizi Ict abbiamo un orizzonte temporale di anni mentre bisognerebbe ragionare in mesi, vista la velocità con cui la tecnologia evolve.

Serve snellire le norme?

Certamente ad oggi l’impianto regolatorio non aiuta l’innovazione. Come Assinter stiamo dialogando con AgID, Consip e Sogei per provare ad indicare una via anche sulla scia di quello che si fa nel resto d’Europa. Regole del gioco chiare ed indirizzi condivisi, valorizzando le competenze di tutti. E il livello regionale le ha, per questo noi le stiamo mettendo a disposizione tramite una governance chiara.

Della governance si parlerà anche a “State Of Net” che si terrà a Trieste il 14 e 15 giugno.

Sarà uno dei temi chiave di questa due giorni dedicata all’innovazione. Nella prima giornata l’evento “Percorsi e Connessioni. Pubblico e privato: collaborare per costruire assieme una nuova operatività in Italia e in Europa” intende mettere a fuoco lo stato della governance digitale della PA e delle tecnologie che ne guideranno lo sviluppo. Sul palco saliranno i più importanti leader responsabili della promozione dell’innovazione e di partnership pubblico-privato in Italia, tra cui le principali aziende tech presenti nel Paese. La due giorni ha l’obiettivo di valorizzare Insiel quale riferimento nazionale sui temi dell’innovazione digitale nella PA e permettere un confronto sul futuro del procurement dell’innovazione e della collaborazione pubblico-privato nel percorso di trasformazione digitale italiana.

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