Brunetta accelera sul Recovery Plan per la PA. Si è insediato a Palazzo Vidoni il gruppo di lavoro della Funzione pubblica sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Presieduto dallo stesso ministro della Pubblica amministrazione e coordinato dal Capo di gabinetto Marcella Panucci, ne fanno parte esperti del Dipartimento, consiglieri del ministro e alte professionalità tecniche. La task force si occuperà della gestione dei fondi Ue destinati al settore pubblico.
Tra queste il docente dalla università Bocconi di Miano, Carlo Altomonte, i manager pubblici Alessandro Bacci e Bernardo Mattarella, il segretario generale del Censis Giorgio De Rita, il presidente Aran Antonio Naddeo, la magistrata del Tar Germana Panzironi, la docente della business school della Bocconi Raffaella Saporito, il segretario generale della regione Lazio Andrea Tardiola. Collaborerà anche l’economista Carlo Cottarelli.
“La resilienza siamo noi – ha sottolineato il ministro Brunetta aprendo i lavori – perché nella PA risiede il vero elemento catalizzatore della ripresa del Paese. Abbiamo tutti la grande responsabilità di attuare le riforme per la produttività all’insegna della semplificazione chirurgica dei processi amministrativi e dell’investimento sul capitale umano”.
Il Recovery Plan redatto dal governo Conte – il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha già chiarito che il documento resterà la base di partenza anche per il nuovo testo – prevedeva 13 miliardi da destinare all’innovazione della macchina burocratica, soprattutto per lo sviluppo di infrastrutture ad alta affidabilità e efficienza per l’erogazione di servizi cloud alla Pubblica Amministrazione. Perno della strategia i Poli Strategici Nazionali (Psn) verso cui “migrare” i Data Center di Categoria B delle Amministrazioni pubbliche centrali. Questo consentirà di superare l’attuale frammentarietà degli asset infrastrutturali IT, mettere in sicurezza i Ced ed i dati di interesse strategico ,e consentire a tutte le PA di evolvere verso l’erogazione di servizi digitali in sicurezza ed alta affidabilità.
Le risorse andranno a realizzare anche un Cloud Enablement Program per favorire l’aggregazione e la migrazione delle PA centrali e locali verso soluzioni cloud e fornire alle stesse PA procedure, metodologie e strumenti di supporto utili a questa transizione.
Verranno favoriti i servizi abilitanti attraverso la promozione dell’utilizzo delle identità elettroniche (Spid e Cie), della firma elettronica/digitale e del domicilio digitale da parte dei cittadini, accompagnata da capillare diffusione delle stesse presso le PA e da specifiche attività di assistenza alla cittadinanza più anziana e meno digitalizzata. Verrà garantita la completa adozione dell’Anpr e la digitalizzazione dall’Archivio nazionale informatizzato dei registri di Stato civile e la dematerializzazione delle liste elettorali in Anpr, inserite nel più ampio progetto “Italia Semplice”. L’App “IO” diventerà lo strumento principale di accesso e fruizione dei servizi della PA.
L’impegno è anche sulle skill digitali e sull’innovazione nei sistemi di reclutamento e sulla realizzazione di poli territoriali di coworking con l’obiettivo di abilitare nuove forme di lavoro agile.