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Sanità, Patroni Griffi: “Con Web-fascicolo risparmi fino a 5 mld”

Il ministro della Funzione Pubblica: “600 milioni di tagli grazie alle ricette digitali”. Profumo incalza: “Ora serve uno sforzo-Paese”. Intanto il governo punta sul documento elettronico unificato: debutto fissato al 2013

Pubblicato il 04 Lug 2012

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Il fascicolo sanitario elettronico può produrre risparmi fra i 3 e i 5 miliardi all’anno. Sono le stime di cui dispone Palazzo Vidoni confermate anche dal ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi che oggi, insieme al collega dell’Istruzione Francesco Profumo, ha mostrato in una conferenza il funzionamento del nuovo strumento.
Grazie al fascicolo elettronico, ha spiegato, “si produce un risparmio evidente e netto, che è quello relativo alle ricette, pari a 600 milioni all’anno. E altri risparmi saranno stimabili precisamente quando avremo una maggiore operatività del sistema. Se consideriamo i costi vivi più la riduzione degli sprechi c’è una discreta percentuale di risparmio”.

Le stime “parlano di 3-5 miliardi all’anno e sono stime che sicuramente possono essere prese in considerazione. Ma bisogna essere cauti”. Intanto grazie a un progetto realizzato in collaborazione con il Cnr, lo strumento sta avendo un utilizzo sperimentale più massiccio in tre regioni: Campania, Piemonte e Calabria.

“Le basi normative ci sono ora bisogna implementare l’uso del fascicolo”, ha sottolineato invece Paolo Donzelli, direttore generale dell’Ufficio Studi e Progetti per l’innovazione Digitale della Presidenza del Consiglio.

Patroni Griffi ha ricordato che sulla sanità elettronica, pagamenti on line e identità elettronica “sono stati fatti passi avanti, ma da tempo va completato l’ultimo miglio”. Patroni Griffi. A fargli eco il collega Profumo che incalza: “Dobbiamo ottimizzare la nostra pubblica amministrazione. La piccola azione compiuta sulla maturità con l’invio elettronico delle tracce dimostra che il Paese è pronto. Ora dobbiamo fare delle scelte. Ci vuole uno sforzo-Paese. Vengono spese troppe risorse in sperimentazioni che non diventano mai modello nazionale”.

Le linee guida sul fascicolo elettronico giù ci sono ma ora sono le Regioni a doverle metter in pratica. In questo senso – spiegano dal Cnr – “la situazione è a macchia di leopardo. Con diritti diversi e risparmi diversi in parti diverse del Paese”.

Donzelli ha inoltre annunciato che il documento elettronico unificato che unirà la carta di identità con la tessera sanitaria “debutterà nel 2013”. L’obiettivo del governo è realizzare la carta nazionale dei servizi (Cns) che valga non solo come tessera di identità ma anche come piattaforma di accesso ai servizi della PA. Ad oggi in Italia sono state consegnate cica 24 milioni di card, una massa critica che potrebbe essere utile a portare a avanti il progetto.

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