IL DECRETO RISTORI

Scuola digitale, il governo mette sul piatto 85 milioni per i device

Gli istituti acquisteranno, tramite convenzioni Consip, dispositivi e strumenti digitali individuali da concedere in comodato d’uso agli studenti meno abbienti

Pubblicato il 28 Ott 2020

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Se gli studenti non possono essere fisicamente in classe, la scuola li raggiunge a casa loro. Nel decreto ristori approvato dal Cdm sono stanziati 85 milioni che serviranno ad acquistare nuovi 200mila dispositivi e oltre 100mila strumenti per la connessione.

La misura è contenuta nell’articolo 30 del provvedimento in cui si spiega che le risorse sono destinate “all’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali per la fruizione delle attività di didattica digitale integrata, da concedere in comodato d’uso alle studentesse e agli studenti meno abbienti, anche nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità, nonché per l’utilizzo delle piattaforme digitali per l’apprendimento a distanza e per la necessaria connettività di rete”.

Il  Ministro dell’istruzione, con apposito decreto, ripartirà i fondi tenendo conto del fabbisogno rispetto al numero di studenti di ciascuna scuola e del contesto socioeconomico delle famiglie.

Le istituzioni scolastiche dovranno provvedere agli acquisti facendo ricorso alle convezioni quadro Consip.

Il decreto autorizza il ministero ad anticipare in un’unica soluzione alle istituzioni scolastiche “le somme assegnate in attuazione del presente articolo – si legge del decreto ristori – nel limite delle risorse a tal fine iscritte in bilancio e fermo restando il successivo svolgimento dei controlli a cura dei revisori dei conti delle istituzioni scolastiche sull’utilizzo delle risorse finanziarie di cui al presente articolo in relazione alle finalità in esso stabilite”. Spetta al Mef apportare le variazioni di bilancio e, se necessario, disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria.

“La didattica integrata è in questo momento una necessità, nonostante l’encomiabile lavoro svolto dal ministero dell’Istruzione abbia reso le classi luoghi molto più sicuri di altri. Imprescindibile diventa allora consentire a tutti i ragazzi e ragazze di disporre di strumenti digitali per la connessione – commentano le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione – Ancora una volta l’impegno della ministra Azzolina non si è fatto attendere, rafforzando le misure già previste nei precedenti decreti. Gli 85 milioni si aggiungono aggiunge a un piano di 3,6 milioni per garantire la connessione in tutte le secondarie di secondo grado, previsto da un nuovo decreto del Mi”.

“Occorre fare il più possibile per evitare che l’emergenza aumenti le disuguaglianze nell’accesso all’istruzione, lavorando per favorire l’inclusione degli studenti più fragili. Grazie a queste risorse ci prepariamo ad affrontare una nuova complessa fase per la scuola e investiamo in innovazione”, concludono i pentastellati.

I numeri del digital divide

Alla mancanza di un’adeguata dotazione tecnologica tra gli studenti italiani, si aggiunge anche quella relativa al digital divide infrastruttrurale. Secondo i dati Uecoop (rielaborati su rilevazioni Istat ) scuola a distanza e didattica online sono una chimera per 1 famiglia su 4 (25,3%): il 25,4% delle famiglie italiane non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare senza problemi massicci flussi di dati e i collegamenti audio video necessari alle lezioni telematiche.

Una situazione che colpisce di più le regioni del sud, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Molise fino alla Puglia dove – continua Uecoop – in media 1 casa su 3 non dispone di un collegamento on line in grado di supportare grandi flussi di dati. L’emergenza coronavirus che impone l’allargamento della didattica online mette in difficoltà sia le scuole sia una parte degli oltre 2,8 milioni di ragazze e ragazzi che in Italia hanno fra i 14 e i 18 anni.

Su questo versante il governo è intervenuto con il lancio dei voucher  per la banda ultralarga. Si tratta di 500 euro che potranno essere utilizzati per l’attivazione delle connessioni a Internet ad alta velocità (almeno 30 Mbit al secondo in download) in mix con pc e tablet.

Potranno essere spesi fra i 200 e i 400 euro come sconto sui servizi di connettività per una durata dell’abbonamento non inferiore a 12 mesi e si potranno usare fra i 100 e i 300 euro come sconto sulla fornitura di un personal computer o tablet, a patto però che l’acquisto sia direttamente collegato all’attivazione dell’abbonamento.

Le linee guida del Miur sulla didattica digitale integrata

Lo scorso agosto il  ministero dell’Istruzione ha varato e inviato alle scuole le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata (Ddi), previste dal Piano per la ripresa di settembre presentato lo scorso 26 giugno e passate al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Il documento contiene indicazioni operative affinché ciascun Istituto scolastico possa dotarsi, capitalizzando l’esperienza maturata durante i mesi di chiusura, di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata. In particolare, il Piano per la Ddi dovrà essere adottato nelle secondarie di secondo grado anche in previsione della possibile adozione, a settembre, della didattica digitale in modalità integrata con quella in presenza. Mentre dall’infanzia alla secondaria di primo grado, il Piano viene adottato affinché gli istituti siano pronti “qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti”. Per questi gradi di scuola non è infatti prevista didattica integrata alla ripresa di settembre, ma solo didattica in presenza.

Il Piano scolastico per la didattica digitale integrata dovrà essere allegato al Piano triennale per l’offerta formativa di ciascuna scuola. Sarà fornita apposita comunicazione alle famiglie, alle studentesse e agli studenti sui suoi contenuti in modo che tutte le componenti della comunità scolastica siano coinvolte.

Ogni scuola avvierà una rilevazione del fabbisogno di tablet, pc e connessioni che potrebbero servire per l’attuazione del Piano. Con l’arrivo dei nuovi studenti delle classi prime, infatti, potrebbe essere necessario integrare le dotazioni. Per quanto riguarda i docenti, le Linee guida pongono attenzione anche a quelli a tempo determinato, i supplenti: la rilevazione del fabbisogno riguarderà anche loro, dato che non hanno accesso alla Carta del docente che consente agli insegnanti di acquistare hardware per la didattica.

Un’attenzione particolare è riservata alle studentesse e agli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nel caso in cui, nelle scuole di secondo grado, sia attivata la Ddi come metodologia complementare, per le alunne e gli alunni con disabilità andrà privilegiata la didattica in presenza con il loro docente di sostegno.

Nel caso di lezioni in Ddi complementari, sempre nella scuola secondaria di secondo grado, chi segue a distanza dovrà fare lo stesso orario della classe.

In caso di nuove situazioni di chiusura a causa di un eventuale peggioramento delle condizioni epidemiologiche e di Ddi generalizzata, le lezioni saranno in modalità sincrona per tutto il gruppo classe e dovrà essere garantito un orario minimo: almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria, almeno 15 per le scuole del primo ciclo (primarie, tranne le classi prime, e secondarie di primo grado), almeno 20 per il secondo grado.

Il documento sottolinea l’importanza di mantenere un dialogo costante e proficuo con le famiglie e di favorire la formazione dei docenti e di tutto il personale scolastico sui temi del digitale.

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